MARIO DRAGHI DA MATTARELLA: DIRETTA VIDEO/ Governo tecnico: scenari e consultazioni

Mario Draghi è arrivato al Quirinale alle 11.55: da qui comincia la lunga diretta odierna, una fase totalmente diversa da quella vissuta fino a ieri tra liti e crisi di Governo verso un Conte-ter ora definitivamente tramontato. Al momento l’ex BCE è a colloquio con il Presidente Mattarella e al termine vi sarà una breve dichiarazione in diretta video streaming dello stesso Draghi per indicare le prossime tappe e il “timing” da fissare fino ai prossimi giorni, decisivi, per le consultazioni con i partiti.

Nel pomeriggio si riunirà il Centrodestra per valutare le posizioni da prendere: al momento il leader della Lega Matteo Salvini ha fatto sapere che «oggi è un buon giorno per l’Italia», salvo poi aggiungere «no pregiudizi su Draghi ma orizzonte è il voto»; per Giorgia Meloni (FdI) non serve appoggiare il Governo per «approvare provvedimenti utili al Paese», facendo entrambi prefigurare una possibilità di appoggio esterno al neo-nato Governo tecnico. «Ringraziamo il Presidente Mattarella per aver pazientemente guidato questa grave e insensata crisi, ma ribadiamo che non voteremo un governo tecnico guidato da Mario Draghi. A questo punto, riteniamo che l’unica strada giusta sia quella delle elezioni anticipate. I cittadini devono poter scegliere chi dovrà risollevare le sorti di questo nostro Paese. Noi siamo pronti», così invece la senatrice M5s Paola Taverna. Per il protagonista della crisi di Governo, Matteo Renzi, un messaggio che suona come una indiretta “punzecchiatura” al rivale Giuseppe Conte: «Ora è il momento dei costruttori. Ora tutte le persone di buona volontà devono accogliere l’appello del Presidente Mattarella e sostenere il governo di Mario Draghi. Ora è il tempo della sobrietà. Zero polemiche, Viva l’Italia». La sfida di Draghi è partita, con la situazione attualmente definita in questi termini: con lui Pd, Italia Viva, +Europa, Forza Italia, Azione, Cambiamo!, centristi-responsabili; contrari M5s e Fratelli d’Italia; con possibili aperture la Lega.

MATTARELLA CONVOCA MARIO DRAGHI

Un tweet di Matteo Renzi, un discorso di Sergio Mattarella e un sì di Mario Draghi: l’Italia politica nelle ultime 12 ore è cambiata radicalmente, travolta dallo “tsunami” Governo tecnico che prende il posto di Giuseppe Conte, “tradito” da Italia Viva dopo intere giornate di lotte e contrasti nelle Consultazioni prima al Quirinale e poi con il Presidente della Camera Roberto Fico. L’ultimo capitolo ieri alle 21.13 quanto il Capo dello Stato ha annunciato alla nazione le uniche due strade possibili dopo il fallimento delle trattative per formare il Conte-ter: Governo istituzionale “di alto profilo” o Elezioni anticipate.

La strada scelta da Mattarella è la prima, ma la seconda non viene esclusa qualora l’incaricato Mario Draghi non trovasse i numeri per la fiducia in Parlamento, strada tutt’altro che semplice viste le prime reazioni dei partiti. Oggi alle 12 – con diretta video streaming dal canale YouTube del Quirinale – l’ex Governatore della Banca Centrale Europea è atteso al Colle per ricevere l’incarico: da quel momento, inizia ufficialmente l’avventura di Draghi alla ricerca del sostegno dei partiti per traghettare l’Italia nel pieno della crisi sanitaria, economica, sociale ed educativa, come ribadito ieri nel discorso drammatico di 6 minuti del Presidente Mattarella.

LE PROSSIME TAPPE

È probabile che già oggi dopo l’incarico ricevuto Draghi rilasci qualche dichiarazione per stabilire il timing delle prossime tappe istituzionali e politiche: di norma, il Presidente del Consiglio incaricato accetta “con riserva” e subito dopo avvia piccole consultazioni “informali” a Palazzo Chigi con tutti i rappresentanti dei partiti per sondare le possibilità di un sostegno, elemento ancor più fondamentale nel caso di Governi istituzionali che non hanno per loro natura alcuna connotazione politica nella squadra di Governo. A questo punto il bivio possibile: con esito positivo delle consultazioni, Draghi torna al Quirinale e comunica la lista dei Ministri dichiarandosi pronto a ricevere l’incarico. Successivo giuramento e solo a quel punto – entro 10 giorni – il Governo deve presentarsi per il discorso alle Camere, cercando il voto di fiducia.

Secondo esito, se Draghi non trovasse l’appoggio dei partiti andrà da Mattarella a rimettere l’incarico. Qui si aprono ulteriori 3 strade: affidare l’incarico ad un altro profilo; rinviare il Governo dimissionario in Parlamento per cercare ugualmente la fiducia; sciogliere le Camere e andare a Elezioni anticipate. Tenendo conto del discorso fatto ieri da Mattarella – «un lungo periodo di campagna elettorale coinciderebbe con un momento cruciale per le sorti dell’Italia, sotto profilo sanitario, economico e sociale» – l’ipotesi del voto è l’ultima che tenterebbe il Capo dello Stato, perciò assumono vitale importanza le consultazioni nei prossimi giorni tra il Premier Draghi e tutte le forze politiche.

GOVERNO DRAGHI: COME SARÀ

Qui si apre dunque la vera partita, ovvero come sarà e cosa tenterà di fare il nuovo Presidente del Consiglio incaricato: di certo da giorni l’ex Governatore della Banca d’Italia e poi BCE ha preparato un programma di base che non dovrebbe discostarsi molto da quello illustrato nel famoso intervento al Meeting di Rimini dello scorso agosto. In quella occasione – come già del resto nell’editoriale sul Financial Times nel pieno dell’esplodere della pandemia – Mario Draghi spiegò la differenza tra “debito buono” – ovvero spese dello Stato per investimenti, capitale umano e infrastrutture – e “debito cattivo”, l’assistenzialismo e la politica dei “bonus” improduttiva. Ripartirà da lì e con quelle idee formerà la sua squadra di Governo fatta da tecnici e personalità del mondo accademico, economico e giuridico del Paese: un Governo “dei migliori” che dovrà però discostarsi e molto dal precedente di Mario Monti nel 2011, altrimenti difficilmente i partiti lo sosterranno.

Già, i partiti: al momento le reazioni all’incarico per un Governo Draghi hanno confermato le attese, con Pd, Italia Viva, Forza Italia e centristi-responsabili che si sono dichiarati favorevoli a votare l’ex BCE. Lega si trova “divisa” al suo interno sulle scelte da prendere (appoggio esterno? astensione costruttiva? sfiducia ‘alternata’?) mentre M5s e Fratelli d’Italia hanno già annunciato che non appoggeranno il nuovo Presidente del Consiglio, con dei distinguo. La Meloni ha fatto intendere – come Salvini – che per votare provvedimenti utili per il Paese non serve essere al Governo, il che porterebbe a pensare a possibili soluzioni di appoggio “esterno” al neo-nato esecutivo Draghi. Nel pomeriggio le assemblee dei parlamentari di Pd, M5s e Lega porteranno ulteriori “sensazioni” sull’iter delle prossime settimane. L’impressione è che si giocherà tutto nelle consultazioni dei prossimi giorni, per capire cosa proporrà Draghi e come reagiranno le forze in Parlamento: al momento, al Senato se mancano i voti di M5s, FdI e Lega la fiducia a Draghi non arriverebbe. Saranno dunque ore e giorni decisivi: “Supermario”, l’uomo del “Whatever it takes”, colui che ha “salvato” l’Europa (e l’Euro) ora sarà in grado di salvare (politicamente) l’Italia?

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