Terremoto devastante in Turchia e Siria, circa 2000 le vittime

Terremoto Turchia 2023

Epicentro nel sud della Turchia a Kahramanmaraş, nel punto di incontro di tre placche tettoniche. Sisma di magnitudo 7.8, registrato fino in Groenlandia

Un fortissimo terremoto, di magnitudo 7,8, con epicentro a Kahramanmaraş, ha colpito il sud della Turchia nella notte tra il 5 e il 6 febbraio: sono almeno 1900 le vittime da entrambe le parti del confine con la Siria. Secondo il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sono oltre 2.400 le persone estratte vive dalle macerie in Turchia. I feriti sono diverse migliaia. Secondo l’agenzia di stampa turca Anadolu sono almeno dieci le province turche interessate dal sisma, in particolare la città di Gazientep, che si trova ad appena 30 chilometri dall’epicentro e conta oltre due milioni di abitanti, e poi le zone di Sanliurfa, Diyarbakir, Malatya e Adana. La violentissima scossa si è verificata alle 4:16 ora locale, ed è stata avvertito anche in diverse regioni di Cipro e del Libano. La protezione civile siriana ha dichiarato lo stato di emergenza nel nordest del Paese e ha lanciato un appello alle organizzazioni umanitarie internazionali affinché intervengano con aiuti in tempi rapidi. Ingenti anche i danni al patrimonio culturale. Secondo Afad, l’Autorità per la gestione delle emergenze e dei disastri in Turchia, sono 2834 i palazzi crollati nelle città colpite dalle scosse.

“Il sisma è avvenuto sulla faglia Est Anatolica, nel punto triplo nel quale convergono il blocco anatolico, quello arabico e quello africano”, ha spiegato a RaiNews il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). “Lungo questa faglia – ha aggiunto – avviene un movimento orizzontale, ossia di tipo trascorrente. È una faglia che corre dal Mediterraneo verso Nord-Est, quasi fino al Mar Nero, e si ricongiunge con faglia Nord Anatolica che arriva fino a Istanbul”. La faglia, che si è estende per quasi 500 chilometri, “è probabilmente arrivata a deformare la costa. Si sono infatti osservate anomalie nel livello del mare in tre punti, in Turchia e a Cipro che hanno fatto scattare l’allerta tsunami. Per tutta la notte – ha detto Amato – abbiamo seguito la situazione attraverso i punti di osservazione in Turchia, Grecia e Cipro”. La faglia Est Anatolica, nell’ultimo secolo, è stata responsabile di  decine di terremoti di magnitudo fino a 6 sulla scala Richter e sette di magnitudo 6-7, ma nessuno con la forza distruttiva del terremoto di oggi.

Oltre alla tragedia delle vite umane scomparse, anche quella del patrimonio culturale. Tra gli edifici compromessi c’è anche il castello di Gaziantep, fortezza di 2.200 anni. Innalzato dagli ittiti, fu più volte ampliato e fortificato dai romani, in particolare sotto l’imperatore Giustiniano alla metà del 500 dopo Cristo. Oggi ospitava il Museo della difesa e dell’eroismo.

Nelle aree colpite dal terremoto in Turchia il suolo si è spostato di almeno tre metri, ma solo i dati dei satelliti, quando saranno disponibili, potranno fornire la misura precisa, ha detto all’ANSA il presidente dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Carlo Doglioni.