Un anno di guerra in Ucraina

Un anno di guerra in Ucraina
Nella foto, la devastazione all’aeroporto Antonov di Hostomel’, alle porte di Kiev, dopo il ritiro delle truppe russe ad aprile 2022

“La guerra è tossica. La pace è rinnovabile”. Anche Legambiente in piazza questo week-end in occasione della mobilitazione nazionale per la pace in Ucraina per chiedere a gran voce il cessate il fuoco immediato

“La guerra è tossica. La pace è rinnovabile” con queste parole Legambiente questo week-end scenderà in piazza, a Roma e in tante altre città d’Italia, per partecipare alla mobilitazione organizzata dalla Rete Italiana Pace e Disarmo, di cui fa parte, e chiedere a gran voce lo stop all’aggressione russa e il cessate il fuoco immediato in Ucraina, invasa un anno fa dalle truppe russe. 365 giorni di combattimenti e bombardamenti che sembrano non avere più fine e che hanno prodotto una tragedia umanitaria ma anche ambientale con pesanti ricadute economiche e geopolitiche su tutta l’Europa. L’unica vera vittoria di cui abbiamo bisogno è la Pace e solo un mondo libero dalla dittatura delle fonti fossili può garantirla davvero. Per questo Legambiente torna a chiedere anche un’azione coordinata e incisiva di tutta l’Europa per attuare una pacifica transizione ecologica nei 27 paesi membri.

“Per un futuro libero da guerre e dipendenza dal gas – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – serve spingere sull’acceleratore delle fonti pulite, che non alimentano conflitti ma contrastano crisi climatica e caro bollette. Per questo oggi più che mai occorre avere responsabilmente la consapevolezza che lavorare per un modello di sviluppo sostenibile, fatto di tanti impianti alimentati a fonti rinnovabili, significa lavorare per relazioni internazionali e nazionali basate su pace e dialogo. Legambiente insieme ai suoi tanti volontari non si stancherà mai di costruire la pace, anche e soprattutto attraverso azioni nazionali e locali per promuovere un sistema energetico distribuito, fatto di innovazione, efficienza e di milioni di piccoli, medi e grandi impianti fossil free. Lo ribadiremo anche questo fine settimana in tutta Italia, scendendo in piazza insieme alla Rete Pace e Disarmo per chiedere il cessate il fuoco, il dialogo e i negoziati di pace per un’Europa sicura e pacifica per tutti e indipendente sotto il punto di vista energetico”.

La guerra è tossica

cover febbraio 2023

In Ucraina sono diversi i danni ambientali a un anno dall’inizio del conflitto in Ucraina: aria, acqua e terra sono contaminate e senza protezione, l’incubo del nucleare è dietro l’angolo.  E poi ci sono miniere di carbone allagate e abbandonate, dighe piene di fanghi tossici, emissioni fuori controllo. Armi, mine e munizioni sparse per i campi. A fare il punto è La Nuova Ecologia di febbraio, il mensile di Legambiente, che ben racconta con numeri alla mano, i danni ambientali “collaterali” a quelli umanitari nel conflitto in Ucraina. Dopo dieci mesi di guerra, in Ucraina, il conto ambientale dell’invasione russa era già di 39,1 miliardi di euro. La fetta maggiore è per l’inquinamento dell’aria e supera i 25 miliardi, quasi tutti legati a incendi provocati da bombardamenti. Altrettanto pesante, è il peso della guerra sul clima. A inizio novembre, come denuncia un rapporto della Initiative on ghg accounting of war, la guerra aveva già generato 100 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. È il 30% dei gas serra che l’Italia emette in un anno.

Leggi il nostro Speciale LA GUERRA È TOSSICA