Un albero per Giuseppe Bova

Piantumazione melograno Giuseppe Bova

Il 21 marzo, nella Giornata della Memoria e dell’impegno per le vittime innocenti di mafia e nella Giornata mondiale delle Foreste, un melograno è stato messo a dimora in ricordo del giornalista e ambientalista calabrese, in un terreno confiscato alla mafia nella sua Palmi

di ORIANA SCHEMBARI *

C’è un mare azzurro intenso, una spiaggia e una pineta.
In contrada Scinà, lungo il litorale di Palmi, cittadina della Calabria tirrenica, ora c’è anche un albero di melograno in più. Lo hanno piantato, nella mattina di ieri, gli amici di Giuseppe Bova, il giornalista e ambientalista prematuramente scomparso lo scorso febbraio a causa di un male veloce. Lo hanno voluto ricordare così, proprio il 21 marzo, nel primo giorno di primavera, in un’occasione speciale: la Giornata della Memoria e dell’Impegno per le vittime innocenti di mafia e anche Giornata mondiale delle Foreste. Una ricorrenza simbolica – scelta per la campagna “Pianta un albero” – che il Circolo Legambiente di Reggio Calabria e il Comune di Palmi hanno scelto di dedicare alla sua memoria, coniugando bellezza, ambiente e legalità, valori che hanno sempre ispirato la sua vita e il suo lavoro.
Quello in cui è stato scelto di piantare l’albero non è infatti un terreno qualsiasi. Si tratta di un’area confiscata al clan Piromalli, la più potente consorteria mafiosa della zona, e ora di proprietà del Comune.
Giuseppe Bova si era occupato a lungo di questi temi, da corrispondente del giornale Quotidiano del Sud, da ecologista impegnato in diverse associazioni, – Legambiente e Green R-Evolution, che aveva contribuito a fondare – e come operatore culturale, sempre attivo nella sua Palmi e nella sua Calabria. Una terra che amava profondamente, che ritraeva nelle sue fotografie e raccontava nei suoi articoli; un impegno appassionato che lo aveva spinto anche a specializzarsi in giornalismo ambientale, con la partecipazione al corso “Laura Conti” 2018, organizzato da La Nuova Ecologia. Un percorso dove si era distinto per attenzione, curiosità e per le sue straordinarie qualità umane.
Giuseppe era una persona sensibile e generosa, che indagava le pieghe del reale, capace di interrogarsi con grande onestà intellettuale e riflessione profonda. Lo animava un grande senso etico, voleva spendersi per una terra difficile e bellissima, e aveva chiaro l’obiettivo del fare, e del fare insieme.
Lo ricordano così Nuccio Barillà, storico esponente di Legambiente, e il Sindaco di Palmi, Giuseppe Ranuccio, che hanno preso parte a questo momento semplice e intenso, insieme alla famiglia e agli amici più intimi. Non a caso è stato scelto il melograno. Molto diffuso proprio in questa parte della Calabria, rappresenta l’albero della vita, della fertilità e dell’unione, segna il passaggio tra le stagioni e con il mondo dell’aldilà, secondo la mitologia greca. Giuseppe ne conosceva bene la simbologia e la bellezza. Affascinato dall’Ipotesi di Gaia e dalla cosiddetta “ecologia affettiva”, credeva nell’intima connessione tra gli esseri e il sistema vivente, nel filo che lega le persone tra loro e con la natura.
Le sue ultime parole sono state di “speranza” e di “bene”, tenerissime e struggenti; ci ricordano che si può sempre “essere” per gli altri e per il mondo che ci circonda. Per il vuoto che ha lasciato, incolmabile, ora c’è un albero ben piantato per terra, che cresce verso l’alto e darà frutti …e guarda per sempre al mare, il suo mare. Giuseppe ne sarebbe stato felice.

* Circolo Legambiente di Reggio Calabria “Città dello Stretto”

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