Delfini, nel mar Adriatico migliorano le interazioni con i pescatori Croati

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Le vecchie pratiche di abbattimento contro i delfini al seguito delle imbarcazioni sono state abbandonate, grazie a nuove normative e campagne di informazione e sensibilizzazione. Risultati importanti ottenuti anche grazie al progetto europeo Life Delfi

Il delfino è tra i mammiferi marini più amati, ognuno vorrebbe poterlo osservare da vicino almeno una volta nella vita ma in pochi conoscono il suo difficile rapporto con il mondo della pesca.
È grazie al progetto europeo Life Delfi, coordinato da Irbim-CNR e di cui è partner anche Legambiente, che ricercatori, attivisti e gestori di aree marine protette stanno lavorando alla riduzione del fenomeno delle interazioni tra delfini e pesca professionale. Come? Con la diffusione di DiD, i dissuasori acustici intelligenti, e di attrezzature da pesca alternative e a basso impatto ambientale. I partner di Life Delfi, attivi da più di due anni, operano nei mari italiani.

Il progetto coinvolge anche le coste della Croazia bagnate dal mar Adriatico. “Qui l’interazione pesca-delfini è stata un problema ampiamente discusso negli ultimi anni. in passato i delfini sono stati oggetto di vere e proprie campagne di abbattimento e danni intenzionali”, ricorda oggi Jure Miočić Stošić dell’ong Blue World Institute, in occasione della Giornata mondiale dei delfini.

I delfini, tra i cetacei più diffusi nel mar Mediterraneo, per nutrirsi spesso seguono le reti dei pescherecci per depredarne il contenuto. Un comportamento opportunista che implica gravi conseguenze sia per gli esemplari sia per i pescatori: i primi rischiano di ferirsi gravemente dopo essere rimasti impigliati nelle reti da pesca o in seguito a collisioni con imbarcazioni e attrezzature; i pescatori, invece, subiscono un danno economico non indifferente calcolando il potenziale danneggiamento del pescato, delle attrezzature e la sospensione dell’attività dopo incidenti simili.

Fortunatamente in Croazia le vecchie pratiche contro i delfini sono state abbandonate – grazie a nuove normative e campagne di informazione e sensibilizzazione –  Ma il problema delle interazioni resta. Secondo le autorità croate la portata delle catture accessorie – il cosiddetto by catch – e delle depredazioni delle reti “è sconosciuta, perché questi eventi non vengono denunciati”.
“Le attività del progetto Life Delfi hanno offerto a Blue World l’opportunità di raggiungere i pescatori grazie alla distribuzione di dispositivi di dissuasione volti a ridurre la depredazione delle reti da pesca”, ha spiegato Jure Miočić Stošić. Ora “le informazioni sul fenomeno sono migliori e ci permettono di valutare la reale entità delle catture accessorie, consentendo uno scambio di informazioni basato su un obiettivo comune”. Così grazie al progetto, cofinanziato dal Programma LIFE della Commissione Europea, i volontari dell’ong croata Blue World Institute sono riusciti a coinvolgere i pescatori e salire a bordo dei loro pescherecci per osservare da vicino il fenomeno delle interazioni. La sintesi dei dati del 2022 fotografa lo stato dell’arte: su 256 uscite in Istria, Cres-Lošinj e Dalmazia settentrionale ben 50 volte gruppi di delfini tursiopi hanno seguito le reti dei pescherecci per depredarne il contenuto; gli osservatori di bordo di BWI, hanno osservato i delfini sono stati osservati in 23 prove su 324 (reti calate o retate) e 44 volte sono state registrate prove indirette di interazione (buchi e nodi nelle reti, pesci danneggiati). In oltre il 16% del tempo in mare i pescherecci, impegnati nella pesca a strascico, sono stati affiancati dai delfini.