Voto Rousseau su Draghi sospeso: M5s vs Grillo/ Quando (e se) si terrà: gli scenari

Un Governo appeso ad un voto su una piattaforma online (privata): Mario Draghi dopo le consultazioni di ieri con il M5s pensava di poter approntare nel giro di qualche giorno la lista dei Ministri da presentare al Quirinale per far nascere ufficialmente l’esecutivo di unità nazionale ma le “beghe” interne al Movimento 5 Stelle stanno rallentando il tutto. Dopo il video-show di ieri sera sui canali social del fondatore e garante M5s Beppe Grillo, stamane sul Blog delle Stelle l’annuncio di Vito Crimi sul “congelamento” della votazione sulla piattaforma Rousseau: «il voto sul governo previsto dalle ore 13.00 di oggi è temporaneamente sospeso. I nuovi orari di inizio e termine votazione saranno successivamente comunicati».

Voto sospeso, a data da destinarsi, come aveva chiesto lo stesso Beppe Grillo qualche ora prima nel video post-consultazioni: «Draghi mi ha detto “ha ragione su tutto”, è d’accordo su questi temi su tutto però io un momento, domani votare su questa roba aspettiamo un attimo, perché lui adesso, domani, non ha finito le conferenze. Aspettiamo lui che pubblicamente dirà cosa vuol fare, perché non ha ancora bene le idee chiare ma non ce l’ha nessuno le idee chiare qua».

COSA SUCCEDE ORA CON IL VOTO ROUSSEAU

Ora però il Movimento 5 Stelle è ancora più in subbuglio rispetto a quanto già non fosse dopo la conclusione traumatica del Governo Conte-bis: una parte della base – sostenuta da Alessandro Di Battista, Barbara Lezzi e Danilo Toninelli – si è schierata contro l’appoggio al Governo Draghi, opponendosi alla linea dei vertici (Vito Crimi, Luigi Di Maio e Roberto Fico) che assieme ai parlamentari hanno tentato nei giorni scorsi di trovare una quadra. Non essendoci però riusciti, Beppe Grillo è tornato alle origini tentando di “eterodirigere” un Movimento ancora senza un vero capo politico confermato e ufficiale (Crimi è pro-tempore da oltre un anno dopo le dimissioni di Di Maio): chiede di appoggiare Draghi, di puntare tutto sulla transizione ecologica sostenibile, sull’ambiente e sul reddito universale, chiede anche di escludere la Lega dal Governo.

Il risultato è però lo stallo totale, tanto nel M5s quanto nel Paese con il Quirinale che ha fatto trapelare forte insofferenza per questa situazione. Una fonte diretta del M5s – un parlamentare eletto nei 5Stelle – oggi in esclusiva al Sussidiario.net ha provato a spiegare i motivi dietro lo “stop” improvviso su Rousseau: la votazione sarebbe stata scelta da Davide Casaleggio per sfiduciare l’ex amico e alleato Beppe Grillo intento a voler sostenere Mario Draghi. La base grillina è in rivolta e, tanto per capire il tono, il momento più votato sotto il video di Grillo resta questo: «Ormai non ci credi neanche più tu. Ciao Beppe, hai tradito un sogno». Per il recente ex M5s Ignazio Corrao la “lettura” della situazione è semplice e spietata: «Se il giorno dopo dici stavamo scherzando e facciamo un governo Draghi, significa che la parola non ha un valore. Aveva detto: o Conte o voto […] Sono sicuro che se si fosse votato o se si voterà una possibilità che venga ribaltata la linea annunciata dai principali esponenti esiste», conclude a “Omnibus” su La7 l’europarlamentare oggi nei Verdi.

Tra oggi e domani il Movimento 5 Stelle dovrà annunciare cosa si farà con il voto su Rousseau, in attesa che il Premier incaricato Mario Draghi faccia la sua “mossa” per provare a sbloccare l’impasse che si è creata nelle ultime 12 ore. Gli scenari attualmente restano tre: voto non si tiene e il M5s punta s Draghi, rischiando però una forte scissione tanto nella base quanto nel gruppo parlamentare; voto si tiene, vince il Sì a Draghi e a quel punto la componente “pro-Di Battista” potrebbe staccarsi; voto si tiene, vince il No, una parte dei grillini potrebbero passare lo stesso nella maggioranza Draghi seguendo l’input del garante Beppe Grillo.

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