Non è ancora stato convocato ma è atteso nelle prossime ore un nuovo Consiglio dei Ministri – l’ultimo di fatto del Governo Conte-2 – che proroghi con un Decreto legge il divieto agli spostamenti fuori dalle Regioni anche se in zona gialla. Il provvedimento precedente scade, come noto, il 15 febbraio prossimo e occorre un Dl “ponte”, in attesa di capire cosa il nuovo Governo Draghi deciderà in merito a questa e a tutte le altre regole anti-Covid in scadenza assieme al Dpcm il prossimo 5 marzo.
La misura sull’ulteriore stop agli spostamenti extra-regionali è sostenuta e caldeggiata dai Ministri uscenti Boccia e Speranza oltre che dalla Conferenza delle Regioni che si è espressa ieri: «L’orientamento della Conferenza delle Regioni è di richiedere di prorogare il Dl che vieta gli spostamenti da una Regione all’altra, anche per la zona gialla. Nelle prossime ore comunicherò tale orientamento al ministro Francesco Boccia che aveva chiesto il nostro parere nel corso dell’ultima Conferenza Stato-Regioni, oltre che al Presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi», ha spiegato il Presidente della Conferenza, Stefano Bonaccini. Positivo l’accoglimento dello stesso Ministro degli Affari Regionali che poi annuncia «potrebbe essere protratto alla data di scadenza del dpcm in vigore fino al 5 marzo, allineando così tutte le scadenze relative alle misure restrittive per l’emergenza Covid».
GOVERNO DRAGHI VERSO NUOVO DPCM: LE IPOTESI
Il decreto “ponte” sul divieto degli spostamenti può e deve essere materia del Governo in carica, anche se solo per gli affari correnti come nel caso dell’attuale esecutivo Conte-bis: tra oggi e domani si insedierà a tutti gli effetti il Governo Draghi dunque le ipotesi di gestione potrebbero essere sostanzialmente due. O in giornata viene convocato il Cdm con la firma del Decreto legge urgente sulla proroga dello stop agli spostamenti, oppure – come rilevano alcuni fonti governative a Sky Tg24 – si potrebbe anche attendere l’insediamento del Governo Draghi che come primo atto potrebbe firmare il nuovo Dl prendendosi così del tempo fino al 5 marzo per valutare il prossimo provvedimento anti-Covid.
È tutto da decidere se si tratterà di un Dpcm o se invece il nuovo Presidente del Consiglio opterà per una via più “canonica” con un Decreto legge o un’ordinanza, rimanendo sempre nello stato d’emergenza (in scadenza il 30 aprile 2021). Di sicuro, dal 15 febbraio dovrebbe ripartire lo sci in montagna con regole approntate dalle Regioni e vidimate dal Cts, ma non sarà ancora possibile uscire dalla propria Regione se non per motivi “comprovati” o per raggiungere la propria seconda casa. «Al nuovo Governo chiederemo un incontro per una discussione a 360 gradi sul nuovo Dpcm, per valutare le possibili graduali riaperture di alcune attività nel rispetto di tutti i protocolli di prevenzione», ha spiegato ancora ieri Bonaccini al termine della Conferenza Stato-Regioni. La riapertura dei ristoranti a pranzo in zona arancione e a cena in zona gialla è sul tavolo di discussione, così come il coprifuoco “diminuito” dalle 24 alle 5, la riapertura di palestre, cinema, teatri e piscine: questo chiedono le Regioni e su questo si dovrà pronunciare il Premier Draghi, con un raggio di intervento reso possibile dalla scadenza non immediata dell’ultimo Dpcm del Governo Conte.
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