MARIO DRAGHI, VOTO DI FIDUCIA SENATO/ Diretta video Governo: discorso su temi chiave

Debutterà tra pochi minuti al Senato il nuovo presidente del Consiglio, Mario Draghi, e lo farà con un discorso i cui contenuti sono in parte già filtrati, ma sul quale vige il massimo riserbo. Da Palazzo Chigi giunge un’indiscrezione: non dovrebbe trattarsi di un monologo troppo lungo, bensì mirato sulle tematiche principali che riguardano l’Italia, che ora come non mai si trova ad affrontare un periodo storico di massima e inenarrabile difficoltà.

Come ricorda Rai News, in occasione delle sue dichiarazioni al Quirinale, Draghi aveva dichiarato che “la consapevolezza dell’emergenza richiede risposte all’altezza della situazione”, aggiungendo che “abbiamo l’opportunità di fare molto per il nostro Paese, con uno sguardo attento al futuro delle giovani generazioni e al rafforzamento della coesione sociale”. Curiosità: non tutti i 23 ministri saranno presenti in Senato per sostenere Mario Draghi, a causa dell’emergenza sanitaria che impone il rispetto di determinati e precisi paletti numerici. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

MARIO DRAGHI, VOTO DI FIDUCIA AL SENATO

Alle ore 10 al Senato il Presidente del Consiglio Mario Draghi esordisce in Parlamento con il discorso su cui chiederà il primo voto di fiducia al Governo appena insediato dopo la fine del Conte-bis: con la consueta diretta in video streaming sul canale YouTube di Palazzo Madama, la lunga giornata al Senato vedrà poi l’effettivo voto dei parlamentari previsto non prima delle ore 22. Un discorso molto atteso non solo perché il primo dell’ex Governatore BCE al Parlamento italiano ma perché darà finalmente corpo al progetto politico cui tenderà l’esecutivo, dopo una prima settimana di assoluto silenzio da Palazzo Chigi, elemento in netta controtendenza rispetto al suo predecessore.

Il Governo di “unità nazionale” a cui hanno aderito, non senza fibrillazioni, il Centrosinistra, M5s e parte del Centrodestra (esclusi solo Sinistra Italiana e Fratelli d’Italia) nasce ufficialmente oggi al Senato e domani alla Camera: i numeri non dovrebbero mancare, anche qualora i “malpancisti-ribelli” del Movimento 5 Stelle dovessero votare contro o astenersi, ma resta da capire quale sarà la vera cornice di forze parlamentari sulle quali potrà contare il nuovo Premier Mario Draghi.

IL DISCORSO DI DRAGHI: COSA DIRÀ

La premessa sarà l’unità non solo nella squadra di Governo ma anche con tutte le forze politiche per far fronte alle sfide del Paese a livello politico: una cornice che si confermerà – come già fatto sapere nel brevissimo discorso dopo l’incarico accettato al Quirinale – atlantista, europea, ambientale, proiettata al rispondere all’emergenza sanitaria con piano vaccini. Il rilancio del Paese passerà poi al Recovery Fund e per questo motivo il Presidente del Consiglio oggi informerà il Senato (e domani la Camera) su quali parti intenderà riscrivere una bozza per nulla accettata da Commissione Europea e buona parte delle forze politiche oggi in appoggio al Governo Draghi (Renzi, Salvini e Berlusconi su tutti). Riforme fiscali, lavoro, scuola e sanità: su queste linee si muoverà il programma del Governo Draghi al quale oggi verrà chiesta la prima fiducia parlamentare.

I tempi del dibattito parlamentare, che sarà aperto alle 10 dal discorso del Presidente del Consiglio Mario Draghi, si sono dilatati e sono stati confermati ieri sera dalla conferenza dei capigruppo: obiettivo dare spazio a tutti i gruppi, aumentati di numero con la recente costituzione di Europeisti-Maie-Centro democratico. Dopo la pausa prevista perché alle 11.30 Draghi si recherà a depositare il testo delle sue dichiarazioni alla Camera dei deputati, il Senato riprenderà i lavori dalle 12.30: le dichiarazioni di voto avranno inizio alle 20.30, o comunque dopo le 20. La chiama finale invece dalle 22.

VOTO FIDUCIA AL SENATO: LE POSIZIONI IN CAMPO

Con la sola presenza di Fratelli d’Italia all’opposizione – e del piccolo gruppo di Sinistra Italiana che si è distaccata da LeU, invece rimasto a sostegno del Governo – il Governo Draghi si appresta ad essere il più ampio consenso della storia parlamentare: a rappresentare incognite allo schema attualmente fissato a M5s-Pd-Lega-Forza Italia-Italia Viva-Azione-LeU-Cd-Maie-Noi con l’Italia-Idea-Cambiamo sono le situazioni interne al Movimento 5Stelle. L’addio di Di Battista e la fronda di ribelli anti-Draghi mettono sul tavolo l’ipotesi scissione che potrà verificarsi o smentirsi già questa sera al Senato: alla fine potrebbero essere una 20 di voti contrari a Palazzo Madama e 15 alla Camera, consegnando comunque numeri importanti all’esecutivo in rampa di lancio. Il Governo monti ebbe nel 2011 281 voti favorevoli al Senato e 556 alla Camera ma l’impressione è che l’emergenza nazionale e l’appoggio di Salvini e Berlusconi al Governo Draghi possa far superare quelle cifre “record”.

L’INTERGRUPPO “BENEDETTO” DA CONTE

Per provare a “marcare” il territorio di una centralità del Centrosinistra ancora nel terzo Governo della legislatura ieri è nato il nuovo Intergruppo parlamentare composto da Pd-M5s-LeU: «a partire dall’esperienza positiva del Governo Conte II, promuova iniziative comuni sulle grandi sfide del Paese, dalla emergenza sanitaria, economica e sociale fino alla transizione ecologica ed alla innovazione digitale. Con questo spirito, da domani, saremo insieme per rilanciare e ricostruire il nostro Paese», spiegano in una nota congiunta i capigruppo al Senato Ettore Licheri (M5s), Andrea Marcucci (Pd) e Loredana De Petris (LeU-Misto). Plaude l’ex Premier Giuseppe Conte che commenta a stretto giro «L’iniziativa di un intergruppo parlamentare per promuovere iniziative che rilancino l’esperienza positiva di governo che si è appena conclusa è giusta e opportuna […] urgente l’esigenza di costruire spazi e percorsi di riflessione che valorizzino il lavoro comune già svolto e contribuiscano ad indirizzare la svolta ecologica e digitale e le riforme di efficientamento della Pa e della giustizia nel segno di una maggiore equità e inclusione sociale». Di contro, il Centrodestra prosegue nella linea di collaborazione in attesa di influire attivamente ai progetti di riforma annunciati da Draghi durante le consultazioni: Salvini ha incontrato lunedì alla Camera il segretario del Pd Zingaretti per discutere di lavoro e blocco dei licenziamenti e nei prossimi giorni sono previsti nuovi incontri anche con gli altri leader, da Renzi a Di Maio fino a Berlusconi e Speranza.

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