Mario Draghi, diretta voto fiducia Camera/ Video: patto Lega-Pd, caos nel M5s

Ore roventi a livello politico in attesa della replica del premier Mario Draghi alla Camera per il voto di fiducia. C’è aria di scissione nel M5s e nuove tensioni potrebbero emergere nel corso delle prossime ore, soprattutto in caso di nuovi no alla fiducia tra i deputati grillini. Clima più sereno, strano a dirsi, tra Lega e Partito Democratico, come confermato dal segretario dem Nicola Zingaretti: «Lui è un leader politico forte delle sue idee e che combatte per le sue idee: abbiamo fatto un patto, gli italiani si aspettano stabilità che permette di fare le cose che dobbiamo fare. Si difende e si va avanti con il programma di governo».

Dibattito in corso anche sull’alleanza tra M5s-Pd-Leu, così in una nota il senatore Riccardo Nencini del Psi: «L’alleanza tra grillini, Pd e Leu è la rappresentazione del passato, la fotografia di una maggioranza di governo che non c’è più. È necessario creare una rete tra tutte le forze di cultura laica, liberal-democratica, socialista che hanno sostenuto con convinzione la nascita del Governo Draghi». (Aggiornamento di MB)

MARIO DRAGHI, DIRETTA VOTO FIDUCIA CAMERA: LE PAROLE DI SALVINI

E’ ripreso poco fa il dibattito nell’Aula della Camera, sulla fiducia al governo Draghi. Si andrà avanti per altre due ore circa, fino alle 16:00, quando poi si procederà con una nuova sanificazione dell’Emiciclo, che durerà fino alle 18:00. A quel punto prenderà la parola il presidente del consiglio, poi, fra le 18:30 e le 20:00, le dichiarazioni di voto e la “chiama”. Presente ovviamente anche il leader della Lega, Matteo Salvini, che intercettato dai cronisti fuori da Palazzo Madama, ha spiegato: “Mi è piaciuto tutto (riferendosi alle parole di ieri di Draghi) l’unica cosa è che tifa la Roma ma sul campo di calcio ognuno si tiene le sue bandiere”.

Inizialmente, come riferito dai colleghi di SkyTg24, Salvini aveva spiegato che gli era piaciuto quasi tutto, per poi correggersi subito dopo: “Mi è piaciuto il richiamo a quello che di positivo l’Europa può fare. Penso alla normativa sull’immigrazione, sui rimpatri, redistribuzioni ed espulsioni”. Ieri Draghi ha incassato un’agevole vittoria in Senato e lo stesso avverrà anche oggi alla Camera, dove non sono previsti colpi di scena. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MARIO DRAGHI, DIRETTA VOTO FIDUCIA CAMERA. VIDEO, GIACHETTI: “LEI RONALDO? NO, TOTTI”

Il premier Mario Draghi siede tra i ministri degli Esteri e dell’Interno, Luigi Di Maio e Luciana Lamorgese, alla Camera. Tutti i nove posti al banco del Governo sono occupati dai ministri del nuovo Governo e l’Emiciclo è pieno di deputati. Comincia così il dibattito alla Camera, che vede M5s puntare sul reddito di cittadinanza. «Il reddito e la pensione di cittadinanza sono stati strumenti per combattere la povertà imprescindibili», ha dichiarato Valentina Bartozzi. La deputata del MoVimento 5 Stelle ritiene per questo che non si possa tornare indietro: «Siamo stati portavoce dei cittadini più in difficoltà. Abbiamo combattuto nelle istituzioni per dare voce e strumenti a chi stava restando indietro. La politica non si era mai occupata di loro. Lo rivendichiamo e ne siamo orgogliosi perché le diseguaglianze sociali hanno strappato a molti una prospettiva di futuro». Invece Francesco Lollobrigida, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo del partito di Giorgia Meloni alla Camera, ha spiegato: «Tre anni fa, il 18 febbraio 2018, i candidati di Fratelli d’Italia firmarono un impegno solenne con gli elettori: mai accordi e patti di governo che avrebbero portato a tradire il nostro programma. Dichiarammo di essere patrioti e, simbolicamente, consegnammo questo documento all’Altare della Patria a Roma. Oggi come allora, noi manterremo questa promessa». Roberto Giachetti, invece, ha strappato una sonora risata al presidente del Consiglio. «Ho sentito paragonarla a Ronaldo e a Baggio. Mi consentirà di paragonarla al Capitano (Francesco Totti, ndr), al quale riconosciamo lungimiranza, intelligenza e precisione nei passaggi», ha detto il deputato di Italia Viva. Poi ha chiesto una bicamerale per redigere le riforme istituzionali tutti insieme. (agg. di Silvana Palazzo)

DIBATTITO ALLA CAMERA DOPO VOTO SENATO

Si terrà in data odierna il primo discorso del nuovo presidente del Consiglio, Mario Draghi, alla Camera dei Deputati, dopo il debutto convincente di ieri nell’aula del Senato, dove l’ex numero uno della Banca Centrale Europea si è presentato con un’orazione lunga cinquantuno minuti che ha riscontrato ampi consensi fra le varie forze politiche italiane, dalla Lega a Italia Viva, sino a Forza Italia. Quest’oggi, dunque, il Governo Draghi sarà nuovamente sottoposto a una prova di fiducia, con la votazione prevista in serata. Ieri al Senato si è trattato di un vero e proprio trionfo, con 262 sì incamerati (40 i voti contrari e 2 gli astenuti), a testimonianza di quanto il profilo di Mario Draghi sia apprezzato nel nostro Paese. Sfiorato il record di dieci anni fa conseguito da Mario Monti, quando raggiunse 281 consensi. Le previsioni per la votazione odierna sono altrettanto ottimistiche, con il nuovo esecutivo che si appresta ormai a iniziare la sua azione governativa, affrontando le tre principali emergenze presenti in Italia in questo momento: sanitaria, sociale ed economica. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

MARIO DRAGHI, VOTO DI FIDUCIA ALLA CAMERA

È stato fissato alle 20:00 di oggi, giovedì 18 febbraio 2021, l’inizio della votazione sulla fiducia sul Governo Draghi nell’Aula della Camera, dopo quella di ieri al Senato. Si comincia alle 9:00 con la discussione generale, trasmessa in diretta video streaming dal canale YouTube della Camera dei Deputati. Termina alle 12:00 per consentire la sanificazione dell’Aula di Montecitorio. Il dibattito riprenderà quindi alle 13:30, con la sospensione per la nuova sanificazione che scatterà alle 16:00. Alle 18:00 è invece prevista la replica del presidente del Consiglio, mentre dalle 18:30 alle 20:00 ci saranno le dichiarazioni di voto, a cui farà seguito appunto la votazione. Si profila una fiducia con numeri ampissimi per Mario Draghi: la stima è di 567 voti alla Camera. Un sostegno che potrebbe abbattere il record di Mario Monti, che nel novembre 2011 incassò 556 voti alla Camera. Per la maggioranza assoluta servono 316 voti favorevoli, ma Mario Draghi dovrebbe superarla ampiamente. I contrari, secondo il Corriere della Sera, dovrebbero essere 47, di cui 33 deputati di Fratelli d’Italia, 10 del MoVimento 5 Stelle (Sarebbero Colletti, Forciniti, Maniero, Costanzo, Giuliodori, Vallascas), 1 di Leu e 3 deputati non iscritti ad alcuna componente. Da M5s dovrebbero arrivare 165 sì, 131 dalla Lega, 93 da Pd, 88 da Forza Italia, 28 da Italia Viva, 19 da Europeisti-Maie-Cd, 11 Leu, 10 Noi con l’Italia-Cambiamo, 11 altri, 3 Popolo protagonista, 4 Minoranze linguistiche, altrettanti da Azione e +Europa.

GOVERNO DRAGHI, VOTO FIDUCIA CAMERA: IERI AL SENATO

Ieri il presidente del Consiglio Mario Draghi, al termine del discorso al Senato, si è spostato alla Camera per consegnare il testo con le linee programmatiche del suo governo. Entrato nell’Aula della Camera accompagnato dal presidente Roberto Fico, è stato accolto dall’applauso dei deputati presenti nell’emiciclo, che potrebbero concedergli il “bis” oggi. In queste ore intanto ha incassato i complimenti dell’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, che su Twitter ha commentato l’intervento di ieri del neo premier. «Il primo ministro Draghi ci ricorda l’essenza dell’integrazione europea». Nel suo tweet Borrell ha riportato in italiano un passaggio del discorso di Mario Draghi: «Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini, ma nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranità nazionale per acquistare sovranità condivisa». Anche il commissario Ue all’economia Paolo Gentiloni ha citato il discorso di Draghi: «Dobbiamo essere orgogliosi del contributo italiano allo sviluppo dell’Unione europea. Senza l’Italia non c’è l’Europa. Ma fuori dall’Europa c’è meno Italia. Non c’è sovranità nella solitudine». Non sono mancati momenti di imbarazzo, ad esempio il piccolo fuorionda in cui ha chiesto ai funzionari del Senato: «Mi dite voi quando posso sedermi?». Un’incertezza sul galateo istituzionale che ha tradito la sua emozione, come quando ha avuto difficoltà con il microfono all’inizio della sua replica: «Scusate, devo ancora imparare».

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