Lombardia, Lazio, Friuli Venezia Giulia e Piemonte si “salvano”. Niente passaggio in zona arancione, secondo quanto emerso dalla Cabina di regia Cts-Ministero della Salute. Tra queste appunto il Piemonte, che ha fatto sapere di voler introdurre zone rosse nelle sue aree particolarmente colpite dal coronavirus. Stessa cosa fatta, ad esempio, in Lombardia, dove i dati sono in peggioramento. Le Regioni destinate a “tingersi” di arancione sono invece Molise, Campania ed Emilia-Romagna che, stando a quanto emerso e riportato da Quotidiano Sanità, dovrebbero passare appunto nella fasce successiva a quella prevista per la zona gialla. Si aggiungeranno ad Abruzzo, Toscana, Liguria e Provincia di Trento. Invece per Umbria e Provincia autonoma di Bolzano scatta la zona rossa, ma del resto c’erano quasi, visto che con le ordinanze dei loro governatori erano state introdotte misure ancor più restrittive.
Di conseguenza, sono 11 le Regioni gialle in Italia. Per quanto riguarda la zona bianca, a cui ambiscono Valle d’Aosta e Sardegna, la decisione al Ministero della Salute non è stata ancora presa, anche perché non è chiaro se il sistema a colori verrà manutenuto dalla nuova presidenza del Consiglio. (agg. di Silvana Palazzo)
CABINA DI REGIA, 2 REGIONI VERSO ZONA BIANCA?
Torna a riunirsi la Cabina di regia anti Covid. Lo farà oggi, venerdì 19 febbraio 2021, per un’analisi approfondita dei nuovi dati del monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Sarà, quindi, l’occasione per valutare se ci sono le condizioni per procedere con cambi di “colore” per le Regioni, quindi per nuove ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza. Al suo tavolo ci saranno i rappresentanti delle Regioni e il Comitato tecnico scientifico (Cts). Le novità non mancheranno, anche perché la situazione è piuttosto diversificata a livello regionale. Ad esempio, la Valle d’Aosta pare avere i numeri per passare in zona bianca, quella a cui aspirano tutti gli italiani perché i bar e i ristoranti sarebbero aperti a tutte le ore, così come cinema e palestre. Sarebbe la prima regione a beneficiarne.
Per la terza settimana di fila la Valle d’Aosta è rimasta sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti, quindi la diffusione del coronavirus è tracciabile e non c’è pressione sul sistema sanitario. Inoltre, la campagna vaccinale procede in maniera spedita. Poi l’indice Rt la settimana scorsa era a 0,77, uno dei più bassi d’Italia. Ci spera anche la Sardegna, dove si parla di indice di contagiosità sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti e un indice Rt a 0,81, mentre la pressione ospedaliera è sotto la soglia critica. Servirà anche in questo caso una conferma di questo trend positivo.
CABINA DI REGIA: QUALI SONO LE REGIONI A “RISCHIO”
In altre Regioni la situazione è decisamente diversa. Lombardia, Lazio, Friuli Venezia Giulia e Piemonte, ad esempio, rischiano di passare in zona arancione. Ma continuano a sperare di restare in fascia gialla, perché hanno indice Rt leggermente sotto l’1. Nello specifico, la Lombardia è al limite. Il governatore Attilio Fontana a Bergamo Tv ha lanciato un appello: «Chiedo, se fosse possibile, di anticipare la decisione perché i dati li hanno martedì». C’è preoccupazione in Veneto per la presenza delle varianti Covid, ma il governatore Luca Zaia evidenzia che i parametri sono sotto la linea che potrebbe far scattare la zona arancione. Il Lazio ha comunicato un indice Rt pari a 0,95 ma è fiducioso riguardo la permanenza in zona gialla, quella che chiede il Piemonte, anche se ha indice Rt in lieve crescita, ma comunque sotto 1. C’è fiducia anche in Friuli Venezia Giulia, ma l’analisi spetta appunto alla Cabina di regia.
La situazione più delicata comunque resta quella dell’Abruzzo, che ha già due province in zona rossa, cioè quelle di Pescara e Chieti. Ebbene, oggi c’è il serio rischio che tutta la regione sfori l’indice Rt 1,25 che è il limite per passare in zona rossa. Del resto, anche il parametro relativo ai ricoveri preoccupa: è stato registrato ieri un record di ricoverati degli ultimi due mesi.
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