Italia in zona arancione per contrastare la diffusione delle varianti? È uno dei temi sl tavolo della Conferenza delle Regioni, che oggi si riunisce in seduta straordinaria per fare il punto della situazione sull’emergenza sanitaria. Se verranno approvate delle proposte, queste verranno poi portate all’attenzione del Governo Draghi in vista della scadenza del Dpcm il prossimo 5 marzo. “Valutazione dell’attuale sistema di regole per la gestione ed il contenimento della pandemia in vista dell’adozione del prossimo Dpcm”, questo l’ordine del giorno. I piani sono tre e potrebbero essere varati prima del 25 febbraio, quando scade il divieto di spostamento tra regioni. Il “piano A”, secondo quanto riportato da La Stampa, prevede la sospensione del sistema a colori e di proclamare l’Italia tutta arancione dal lunedì al venerdì, con una ulteriore stretta nel weekend. A rischio i negozi che i governatori preferirebbero non chiudere.
L’alternativa, quindi il “piano B”, è il modello Natale, con l’Italia tutta arancione dal lunedì al venerdì e in rosso sabato e domenica. Il “piano C” invece, secondo La Stampa, prevede la chiusura per due-tre settimane di scuole materne, asili ed elementari. Tre scenari progressivi il cui esame comincia oggi. (agg. di Silvana Palazzo)
NUOVO DPCM, OGGI CONFERENZA DELLE REGIONI
Il nuovo Dpcm è ormai alle porte – l’attuale testo scade il 5 marzo – e nel pomeriggio è prevista la Conferenza delle Regioni per raggiungere l’intesa su una linea comune da presentare al Governo. Riflettori accesi sulla gestione della pandemia, in particolare sull’allarme varianti che sta colpendo diverse zone dello Stivale. E i governatori sembrano aver le idee chiare sul da farsi…
Come evidenziato dai colleghi dell’Agi, i presidenti di Regione sono pronti a chiedere misure omogenee per il nuovo Dpcm, in una logica di superamento del sistema a fasce. L’ultimo monitoraggio Iss-Ministero della Salute ha registrato un aumento dell’incide Rt da 0,95 a 0,99, con tre regioni (Campania, Emilia Romagna e Molise) passate dalla zona gialla alla zona arancione. A causa delle varianti è particolarmente delicata la situazione in Umbria e PA Bolzano, dove le amministrazioni hanno optato per una zona rossa nonostante i dati da “arancione”.
ITALIA VERSO ZONA ARANCIONE?
Attesi aggiornamenti nel corso delle prossime ore sulla Conferenza delle Regioni e su cosa verrà deciso dai governatori: successivamente la palla passerà al Governo, che dovrà anche decidere se prorogare lo stop tra le regioni nel nuovo Dpcm. Come riportato da numerose testate, a partire da Open, l’ipotesi più accreditata è la richiesta di una zona arancione per tutta Italia per qualche settimana. Stop zona gialla a prescindere dai dati, dunque, per evitare di abbassare la guardia e consentire così un nuovo aumento esponenziale di casi positivi. Un dato è chiaro: le Regioni sono contro il sistema a zone e chiedono una discontinuità in tal senso. Misure nazionali e non territoriali.
CONFERENZA REGIONI, PARLA BONACCINI
Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, ha messo in risalto la necessità di restrizioni omogenee per tutto il Paese per qualche settimana. Il numero uno dell’Emilia Romagna si è schierato contro il sistema delle zone a colori: «Questo sistema ha avuto una sua validità, ma adesso ho l’impressione che con l’arrivo delle varianti vada fatta una valutazione diversa». Questa l’analisi di Giovanni Toti, riportata dai colleghi di Rai News: «Personalmente sono favorevole a un sistema che consenta una maggiore duttilità delle misure sul territorio, con semmai l’istituzione di zone rosse, arancioni, gialle e anche bianche anche di dimensioni diverse da quelle regionali. Se poi si deciderà per misure nazionali sarà un approccio diverso, su cui potremo confrontarci».
© RIPRODUZIONE RISERVATA