Piano vaccini, bozza: ordine priorità, 5 categorie/ Somministrazioni anche in azienda

La bozza del nuovo piano vaccini finisce sul tavolo della Conferenza delle Regioni e in Unificata. La prima novità riguarda la cosiddetta svolta “anti furbetti”, perché nel testo è stata eliminata la categoria dei lavoratori essenziali come prioritaria. In questo modo dovrebbero essere evitati tentativi di prevaricazione. La priorità spetta agli over 80 e ad alcune categorie professionali come personale scolastico e forze dell’ordine, a cui però si aggiungono 5 categorie per età e patologie. Elevata fragilità (persone estremamente vulnerabili, disabilità grave) nella prima, persone tra 70 e 79 anni, persone tra 60 e 69 anni, persone con comorbidità sotto i 60 anni senza la gravità riportata per le persone estremamente vulnerabili, persone sotto i 60 anni. Per quanto riguarda le categorie prioritarie, lo sono considerate, a prescindere dall’età e dalle condizioni patologiche, anche personale docente e non docente, scolastico e universitario, Forze armate, di Polizia e del soccorso pubblico, servizi penitenziari e altre comunità residenziali.

Il piano vaccini elaborato dal Governo Draghi,  è stato rimodulato dal generale Francesco Paolo Figliuolo, nuovo commissario straordinario all’emergenza. L’obiettivo è arrivare a 300mila vaccinazioni al giorno ed evitare differenze tra regioni, già emerse in questa prima fase.

PIANO VACCINI, DOVE SARANNO SOMMINISTRATI E DA CHI

Il nuovo piano vaccini usa, dunque, il criterio delle fasce d’età: dai più anziani ai più giovani, ma con alcune correzioni, cioè la precedenza agli “estremamente fragili” e disabili gravi. L’altra novità rilevante riguarda la possibilità di vaccinare nei luoghi di lavoro, per le aziende grandi, e negli ambulatori dell’Inail per quelle piccole che non hanno medico aziendale. Per quanto riguarda la monodose, resta un’opzione, ma d’altra parte rimanda il problema del richiamo più avanti. In ogni caso non è un’opzione per i vaccini Pfizer e Moderna, visto che sono destinati a soggetti fragili, per i quali il richiamo non va ritardato. Si stanno quindi arruolando altri vaccinatori, come gli odontoiatri, che si aggiungono a specializzandi e medici di famiglia. Ma vanno aggiunto a loro i medici militari e quelli della Croce Rossa. Resta comunque sul tavolo l’ipotesi di autorizzare alla somministrazione anche infermieri e farmacisti, sotto la supervisione di un medico che potrebbe controllare in contemporanea più postazioni. Sarebbe importante per velocizzare il ritmo di somministrazione.

Come anticipato dal Corriere della Sera, ci sarà almeno un grande centro vaccinale nei Comuni con oltre 50mila abitanti. Si pensa a piazzali delle stazioni, parcheggi dei centri commerciali, palazzetti, stadi e centri congressi. I drive through della Difesa usati finora per i tamponi saranno riconvertiti come centri vaccinali. Invece per raggiungere i centri isolati saranno usati almeno 150 nuclei vaccinali mobili della Difesa, mentre la Protezione civile aiutare le Regioni ad allestire le postazioni mobili dove necessario.

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