È convocato alle ore 11.30 di stamane il settimo Consiglio dei Ministri del Governo Draghi, molto atteso per il via libera certo del nuovo Decreto Legge anti-Covid che possa normare l’ulteriore recrudescenza della pandemia con nuove regole e chiusure, di fatto sostituendo il Dpcm approvato il 2 marzo e in vigore da sabato 6 marzo scorso. Di primo mattino si tiene il vertice informale in video collegamento tra i Ministri Gelmini e Speranza con i rappresentanti di Regioni-Anci-Upi, a seguire la riunione con il Premier Draghi e tutti i Ministri dove tentare la sintesi delle ultime cabine di regia degli scorsi giorni su come normare le nuove chiusure da lunedì 15 marzo fino alla Pasqua.
L’ordine del giorno del Cdm recita tre punti all’ordine del giorno: Decreto Legge con misure urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del COVID-19 (PRESIDENZA – SALUTE); Decreto Legge con misure urgenti in materia di svolgimento dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato durante l’emergenza epidemiologica da COVID-19; attività varie ed eventuali. La road map di oggi per il Presidente del Consiglio vede poi al termine del Cdm l’appuntamento al HUB vaccinale di Fiumicino dove terrà un breve punto stampa per dirimere le polemiche e i dubbi sorti nelle ultime ore – con il concreto aiuto dei media che in alcuni frangenti hanno aumentato il panico nei cittadini – sul vaccino AstraZeneca (qui tutte le novità, ndr).
DECRETO COVID IN CDM, ECCO COSA CAMBIA
Elemento però centrale della riunione con i Ministri stamattina è ovviamente l’approvazione del Decreto Legge anti-Covid che sostituisce a neanche una settimana di distanza il precedente Dpcm 6 marzo: da lunedì la maggior parte delle Regioni italiane – per effetto dei dati peggiorati in arrivo oggi nel Monitoraggio Iss-Ministero Salute – potrebbe essere in zona rossa con le ordinanze di Speranza dettate dalla cabina di regia, con conseguente chiusura quasi totale delle attività e forte limitazione degli spostamenti, oltre che scuole chiuse in ogni ordine e grado (asili esclusi). L’aumentare dei contagi e dei ricoveri dovuti alle varianti Covid hanno portato il Cts a disporre un pacchetto molto rigido di misure che il Governo dovrà valutare attentamente nel Consiglio dei Ministri odierno, prima di stilare il Decreto Legge presentato in bozza stamane alle Regioni. Con ogni probabilità – e in attesa di una validazione in CdM – nel nuovo provvedimento del Governo Draghi entreranno le seguenti misure:
– con un’incidenza settimanale di 250 casi ogni 100mila abitanti si entra automaticamente in zona rossa
– Stretta di Pasqua: Italia in zona rossa dal venerdì santo (2 aprile) fino a Pasquetta (5 aprile)
In discussione e per nulla certi come punti invece la messa in zona arancione (o peggio, rossa) nei weekend fino a Pasqua, l’abbassamento della soglia di Rt per entrare in zona arancione – oggi fissato per 1 ad ogni Regione – e l’anticipo del coprifuoco alle ore 20, misura sulla quale però Lega, Forza Italia e Italia Viva già hanno manifestato tutta la propria contrarietà. A rischio, infine, la riapertura di cinema e teatri il 27 marzo e anche lo spostamento tra Regioni: quasi sicuramente entrambe le norme di divieto verranno prorogate a dopo Pasqua con questo nuovo Decreto legge.
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