Morbidi, piccoli e biodegradabili. Potranno disperdersi nell’ambiente per agire come sensori di temperatura, umidità, CO<sub>2</sub> e inquinanti
Piccoli robot, simili a semi, per monitorare l’ambiente. Saranno biodegradali e saranno distribuiti tra suolo e aria. L’obiettivo dei semi-robot sarà monitorare parametri quali temperatura, umidità, anidride carbonica e inquinanti. Sono al centro del nuovo progetto di ricerca europeo I-Seed, coordinato dalla ricercatrice dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) Barbara Mazzolai, inventrice del primo robot pianta al mondo.
Il progetto ha l’obiettivo di sviluppare due tipi di robot seme: I-Seed ERO, che penetrerà nel terreno attraverso un movimento reso possibile dalla sua forma a cavatappi, e I-Seed SAM, che volerà e opererà in aria e sulla superficie del terreno. La dispersione dei semi avverrà attraverso un drone: attraverso un software specifico, i ricercatori saranno in grado di tracciare la loro posizione e monitorare le condizioni del terreno.
Per l’Italia sono coinvolti anche l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna e l’Istituto sull’inquinamento atmosferico (IIA) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).