Cominciati il 7 marzo si sono estesi fino al 10 in Patagonia. Si ripetono ogni anno e sono aggravati dai cambiamenti climatici. Ma le multe non bastano a scoraggiare. Il presidente Fernandez duramente contestato dai manifestanti della regione
Greenpeace Argentina lo ha ripetuto a gran voce, da anni, ormai: “Gli incendi boschivi si ripetono ogni anno e sono aggravati dai cambiamenti climatici. Le foreste sono sempre più minacciate dagli incendi causati da fenomeni naturali e dall’attività umana, sia per negligenza che intenzionalmente. Le multe non bastano a scoraggiare gli incendi e il disboscamento”.
L’ultimo grande disastro ha interessato la Patagonia a causa di 6 incendi che hanno devastato molti ettari di boschi. Cominciato il 7 marzo con un incendio boschivo vicino a El Bolsón (Río Negro), che è avanzato rapidamente fino a raggiungere El Maitén (Chubut), incenerendo 2.000 ettari di boschi, piantagioni di pini e praterie e devastando diverse fattorie. Poi sono scoppiati altri grossi incendi che si sono attenuati solo con la pioggia caduta tra la notte del 10 marzo e la giornata dell’11.
Incendi in Argentina: è disastro
Lo “stato di disastro” è stato dichiarato il governatore della Provincia argentina del Chubut Mariano Arcioni nel decreto in cui spiega che rimarrà per un periodo di un anno a causa delle conseguenze che gli incendi hanno generato. Per quanto riguarda il loro contenimento prima dell’arrivo della pioggia, è stato ammesso che “Non ce l’abbiamo fatta. Sicuramente verrà emesso un rapporto”.
“Gli incendi boschivi si ripetono ogni anno e sono aggravati dai cambiamenti climatici. Le foreste sono sempre più minacciate dagli incendi causati da fenomeni naturali e dall’attività umana, sia per negligenza che intenzionalmente. Le multe non bastano a scoraggiare gli incendi e il disboscamento” – Greenpeace Argentina.
Decine di manifestanti hanno duramente contestato il presidente dell’Argentina Alberto Fernandez durante una visita in Patagonia, in un’area devastata dagli incendi boschivi. I partecipanti alla protesta hanno espresso la loro rabbia per gli incendi dolosi e contro i progetti minerari che interessano la provincia di Chubut prendendo a calci il minibus su cui viaggiava il presidente.
Per Hernán Giardini, coordinatore della campaña de Bosques di Greenpeace Argentina. “Si tratta di una catastrofe. La distruzione delle foreste deve essere fermata adesso. I governi provinciale e nazionale devono utilizzare tutte le risorse disponibili per fermare questo ecocidio e indagare le cause di tanti focolai simultanei. Ovviamente le alte temperature, la siccità e il gran numero di piantagioni di pini hanno contribuito a questo disastro. D’altra parte, è necessario espandere in modo significativo i fondi e le infrastrutture per la prevenzione e la lotta contro gli incendi”. Greenpeace Argentina chiede da anni che sia il disboscamento illegale che gli incendi boschivi siano classificati come reato penale e che i responsabili siano costretti a ripristinare le foreste native distrutte.