Una nuova coalizione globale contro il trattato Ue-Mercosur

Nata oggi riunisce oltre 450 realtà tra associazioni, sindacati e movimenti sociali di tutto il mondo. Se l’accordo verrà ratificato alimenterà la deforestazione, le violazioni dei diritti umani e la crudeltà sugli animali. In pericolo l’Amazzonia

Sono oltre 450. Sono associazioni, sindacati, movimenti sociali: realtà della società civile che chiedono a gran voce di fermare il Trattato UE-Mercosur. Si tratta di una nuova coalizione globale che oggi ha lanciato una dichiarazione congiunta in cui si dimostra come l’accordo sia un pessimo affare per tutti, ma soprattutto per i lavoratori, l’ambiente, le comunità indigene.

“Il trattato appartiene a un modello commerciale obsoleto che ha contribuito alla crisi climatica Serve unicamente gli interessi delle grandi aziende a scapito dell’ambiente, e divarica ulteriormente la forbice delle diseguaglianze” – Monica Di Sisto portavoce della campagna italiana.

Trattato Ue-Mercosur: un po’ di storia

L’accordo è stato siglato il 28 giugno 2019 a seguito di 20 anni di negoziati. Oggi si aspetta la ratifica dall’Ue e dai vari parlamenti nazionali. “Il trattato appartiene a un modello commerciale obsoleto che ha contribuito alla crisi climatica – spiega Monica Di Sisto portavoce della campagna italiana – Serve unicamente gli interessi delle grandi aziende a scapito dell’ambiente, e divarica ulteriormente la forbice delle diseguaglianze”.

A seguito delle forti pressioni, diversi Stati membri, Austria, Francia, Belgio e Lussemburgo, e il Parlamento europeo hanno espresso le loro preoccupazioni e la procedura di ratifica è sospesa. La Commissione europea sta conducendo discussioni con i paesi del Mercosur per valutare delle “condizioni di pre-ratifica”, che potrebbero sfociare in un protocollo aggiuntivo al documento. Ma la coalizione sostiene che questo escamotage non risolverebbe nessuna delle questioni sollevate, perché il testo dell’accordo non cambierebbe.

Mercosur: in pericolo l’Amazzonia

Di Sisto spiega che il trattato consisterebbe in “uno scambio fra carne e biocarburanti dal latinoamerica e automobili tedesche”. Otre agli impatti sull’agricoltura europea, rappresenterebbe quindi una minaccia imminente per i posti di lavoro nel settore industriale dei paesi del Mercosur. Si alimenterebbe così la dipendenza dell’America latina dall’esportazione a basso costo di materie prime ottenute attraverso la distruzione di risorse naturali, mettendo in pericolo l’Amazzonia.

“Un altro commercio è possibile”, scrivono le 450 organizzazioni nella dichiarazione lanciata oggi. L’obiettivo è la creazione di società socialmente giuste ed ecologicamente resilienti, basate sui principi di solidarietà, protezione dei diritti umani e della biosfera.

Leggi anche: “Colpevoli di ecocidio: le responsabilità italiane nella deforestazione dell’Amazzonia”

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

SOSTIENI IL MENSILE