Un’incursione di duemila droni contro l’Ucraina. Uno scenario mai visto prima in tre anni di guerra. Ad avvertire del pericolo imminente che graverebbe sui cieli ucraini è stato il capo del Centro situazionale per l’Ucraina presso il Ministero della Difesa tedesco, il generale di divisione della Bundeswehr Christian Freuding, convinto che Mosca stia pianificando una pioggia di fuoco di tale portata per mettere alle strette gli ucraini. Kiev avrebbe bisogno, a quel punto, di “contromisure intelligenti” per difendersi, ha consigliato il generale tedesco parlando di costi e benefici bellici, spiegando che l’uso dei sistemi convenzionali come i Patriot non è efficiente, dato che un missile Patriot costa oltre 5 milioni di dollari, mentre un drone kamikaze tra i 30mila e i 50mila. Intanto procede infatti l’avanzata dei soldati russi che nelle ultime ore hanno mantenuto la stessa “tattica”, avverte Volodymyr Zelensky, spiegando che i soldati di Putin “stanno cercando di conquistare nuove posizioni utilizzando piccoli gruppi”. Inoltre, secondo l’intelligence di Kiev, Mosca avrebbe appostato 160mila soldati vicino alla linea del fronte in vista dell’offensiva dell’estate. Il Cremlino dice che una soluzione per l’Ucraina non è alle porte. Le dichiarazioni di Donald Trump indicano il desiderio di raggiungere un accordo in Ucraina il prima possibile, ma Washington sta comprendendo sempre di più la complessità di questo processo “lungo e difficile”, ha ammesso il portavoce Dmitry Peskov, minimizzando le minacce del presidente americano.
Roma, 21 luglio 2025 – In Ucraina le stagioni della guerra si intrecciano con le mosse della geopolitica che vede gli Stati Uniti al centro dello scacchiere, con la diplomazia ufficiale e quella segreta, col risiko della macroeconomia. È il ‘grande gioco’ che ruota sulla testa dei soldati nelle trincee mentre si continua a morire per le bombe e i droni. Gastone Breccia è docente universitario all’Università di Pavia, specializzato in storia militare, esperto di guerriglia, controguerriglia e conflitti contemporanei.

Secondo il generale tedesco Christian Freuding la Russia sta pianificando un attacco simultaneo con 2mila droni. Cosa nasconde questa mossa?
“Non sarà la spallata che imprime una svolta al conflitto, ma nella campagna estiva serve per terrorizzare il nemico anche attraverso le minacce alla popolazione civile. Nell’ultimatum di cinquanta giorni che Donald Trump ha dato alla Russia per trattare o subire pesanti sanzioni credo che vedremo l’intensificazione di offensive aeree e terrestri. È la campagna d’estate di Putin per arrivare al tavolo delle trattative più forte”.
Perchè punta tanto sui droni?
“Cerca di colpire l’Ucraina in più punti contemporaneamente, ogni giorno Mosca vuole dimostrare progressi soprattutto nei territori del Donbass. In realtà non è così, ci sono passi avanti, ma non risolutivi. L’ultima recente, parziale avanzata significativa sul terreno è in corso a Pokrovsk, città fortezza dell’Ucraina orientale. Ma gli ucraini resistono pur a caro prezzo”.
Putin sta ammassando altre truppe al confine.
“Ora l’esercito cerca di attaccare su più fronti contemporaneamente per ottenere un logoramento esteso dell’avversario. Può permetterselo, avendo annunciato la mobilitazione di altri 160mila uomini. Punta sul consumo del nemico. L’estensione dei combattimenti, secondo la strategia russa, costringe gli ucraini a disperdere le forze”.
I sistemi Patriot in arrivo dalla Nato possono imprimere una svolta al conflitto?
“Non possono cambiare le sorti della guerra nel senso che sono sistemi difensivi utili per neutralizzare i missili russi. Ma sono troppo costosi per usarli contro gli sciami di droni. Sono però uno scudo fondamentale per i centri più importanti come Kiev, Odessa, Zaporizhzhia e altri”.
Dal punto di vista offensivo cosa serve a Kiev?
“Hanno già una dotazione di missili da crociera per colpire in profondità. Aspettano dalla Germania anche un nucleo di missili Taurus, mentre ne stanno sviluppando un modello in proprio”.
C’è da credere all’enigmatico portavoce russo Dmitry Peskov secondo cui c’è stata una telefonata Putin – Trump definita pragmatica?
“Il canale di dialogo tra i due è sempre aperto, ma Trump si è reso conto delle difficoltà a raggiungere un accordo. La sua strategia iniziale pro Mosca puntava a tenere alla larga la Russia dalla Cina. Ora ha compreso che l’operazione non funziona e cerca altri modi per convincere il Cremlino. Che non si fermerà fino alla conquista definitiva dei quattro oblast di Donetsk e Luhansk, nel Donbass, e di Kerson e Zaporizhzhia”.
La Commissione Ue ipotizza che ci sia Mosca dietro la mozione di sfiducia a Ursula von der Leyen.
“In via ipotetica è possibile. I russi sono maestri nella guerra ibrida. Hanno mobilitato in Occidente forze coperte con la complicità della loro intelligence per influenzare l’opinione pubblica, agire sulle scelte di Bruxelles e di alcuni singoli Stati, mettere in campo attacchi informatici con gruppi di hacker”.