“Fare qualcosa che valga la pena di essere scritto”: il mantra di un imprenditore digitale

Exprivia è uno dei principali gruppi italiani specializzati nella Information and Communication Technology (ICT): offre soluzioni integrate e servizi di consulenza che spaziano dalla digitalizzazione dei processi aziendali allo sviluppo applicativo, dalla cyber security all’intelligenza artificiale, dai big data al cloud e IoT, rivolgendosi a banche, sanità, energia, industria, telecomunicazioni e pubblica amministrazione, sia in Italia che sui mercati internazionali.

L’azienda impiega oltre 4.000 professionisti ed ha una presenza distribuita in dieci paesi nel mondo, pur mantenendo salda la sede legale storica a Molfetta. Questo dato di partenza evidenzia subito la carica simbolica dell’azienda: “Abbiamo coniugato la volontà di crescere, di svilupparci, andare oltre, e anche con la fortuna di esserci riusciti. Siamo realmente la società più grande con sede legale da Roma in giù in Italia. Questo è un primato che ci fa molto piacere” racconta Domenico Favuzzi, Presidente e CEO di Exprivia.

Le radici e la crescita

La storia personale e professionale di Favuzzi è strettamente intrecciata a quella dell’azienda: laureato in Scienze dell’Informazione, Favuzzi nasce come consulente prima di gettarsi, da imprenditore, nella sfida di creare Abaco nel 1995. Da lì, fusioni e acquisizioni portarono alla nascita di Exprivia, formalmente quotata in Borsa nel 2005.

“Ci siamo sentiti imprenditori un po’ prima dello sbarco in Borsa, quando abbiamo fatto l’operazione tra Abaco e i software di Milano… In quel momento abbiamo avuto la dimensione di fare ragionamenti da impresa” spiega l’amministratore delegato, riconoscendo come il passaggio da laboratorio artigianale a impresa strutturata abbia comportato una radicale trasformazione personale e aziendale.

Nei primi anni, la scelta di restare radicati sul territorio piuttosto che emigrare nelle grandi città fu una scommessa: “Abbiamo detto ‘proviamo a rimanere su questo territorio, ma ponendoci l’obiettivo di lavorare su grandi progetti nazionali per grandi aziende’”. L’approccio fu inizialmente molto faticoso e centrato sulla formazione e sulla subfornitura, che spesso portava i giovani neoassunti a migrare verso i clienti.

Gli sviluppi nella tecnologia e l’aerospazio

Exprivia si è distinta nell’ambito dell’aerospazio, un settore strategico e spesso poco visibile per il grande pubblico. “In Italia c’è una grande storia scientifica e tecnologica attorno al tema dell’osservazione della Terra”, sottolinea Favuzzi. Exprivia guida una cordata di aziende nel programma “Iride” del PNRR, impegnata nell’acquisizione e nella gestione dei dati satellitari: “Siamo forse tra le aziende principali a livello europeo in questa componente… Entro giugno la costellazione consentirà di acquisire miliardi di dati correlati alla Terra, utili per monitoraggi, sicurezza, gestione del territorio e Smart City”.

La visione sulla sicurezza informatica

La cyber security rappresenta una delle frontiere più delicate e cruciali: “Oggi si parla di cittadinanza digitale ed è necessario che venga protetta e garantita da strumenti di sicurezza che salvaguardino i diritti della persona e della comunità”. Favuzzi evidenzia come la rapidità del trasferimento dei dati sul digitale sia stata ben più veloce rispetto alla maturazione di una vera cultura della sicurezza, tanto che oggi molte riflessioni rimangono ancora da fare: “Oggi c’è scarsa attenzione sul mondo della sicurezza… come servizio organizziamo analisi e diagnosi sulle vulnerabilità, suggerendo architetture e soluzioni che devono però evolvere continuamente”.

Si tratta di una ‘gara continua’ tra chi innova le difese e chi cerca di superarle, fino ad arrivare alle frontiere della cosiddetta ‘sicurezza quantistica’. “Nulla sarà mai sicuro al 100%, ma si può arrivare a sistemi di sicurezza piuttosto avanzati” afferma Favuzzi.

L’impatto dell’intelligenza artificiale

Non poteva mancare un approfondimento sulle potenzialità e sulle sfide dell’intelligenza artificiale: “Le potenzialità sono veramente importanti… Oggi abbiamo strumenti che possono avere un impatto sulla nostra vita lavorativa e sociale grazie ai software, al machine learning e all’analisi dati”.

Rispetto alle opportunità di AI in Italia, Favuzzi riconosce un ritardo soprattutto negli investimenti, pur mantenendo una forte competenza scientifica: “Quello che manca è la conversione della conoscenza scientifica in investimenti strategici e soluzioni applicative”.

Non manca una riflessione critica: “La capacità di governare questi strumenti dipende dal nostro grado di comprensione e di competenza. Oggi il loro utilizzo è ancora sottodimensionato, non modifica i nostri comportamenti economici, ma dobbiamo aumentare la nostra capacità di governarli”.

La leadership e il riconoscimento

Favuzzi è stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro, un riconoscimento vissuto con orgoglio: “La cosa più bella è di aver vissuto questa nomina quasi inconsapevolmente… un riconoscimento del tuo Paese, della massima istituzione… il Presidente della Repubblica. È molto importante capire se in effetti meritano di aver avuto questa giustizia amministrativa, nessun tipo di problema, quindi c’è un’analisi a 360 gradi di tutto quello che hai fatto negli anni”.

La giornata lavorativa e la sfida del tempo

La nostra più grande sfida è il tempo… La giornata si apre con lettura, studio e poi si entra nel vivo dell’ufficio, che è fatto di riunioni, incontri e attività continue fino a sera. Il lavoro è totalizzante e a volte non si smette mai di pensare al lavoro, anche dopo la fine della giornata” racconta Favuzzi, mettendo in luce la grande pressione che vivono oggi gli imprenditori tecnologici.