Il ministro Locatelli: “Più fondi per i caregiver. È una grande opportunità”

Firenze, 19 ottobre 2025 – I caregiver familiari sono circa il 13,5% degli italiani. Questo vuol dire che oggi oltre 7 milioni si prendono cura di una persona con disabilità o non autosufficiente e sono perlopiù donne (il 58%). Numeri destinati inevitabilmente a salire, trascinati dall’invecchiamento della popolazione. È a questa fetta della società, talvolta invisibile ma per nulla sottile, che il governo strizza l’occhio con la manovra di bilancio. Il documento programmatico prevede specifiche risorse destinate al completamento della riforma del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare.

Il ministro Alessandra Locatelli al Festival Luce!
GERMOGLI PH: 18 OTTOBRE 2025 FIRENZE SALONE DEI 500 PALAZZO VECCHIO SECONDA GIORNATA DELLA QUINTA EDIZIONE DEL FESTIVAL LUCE SENZA FILTRI NELLA FOTO ALESSANDRA LOCATELLI

“Una cosa importante che stiamo portando avanti è la legge di riconoscimento sul caregiver, quello è in legge di bilancio, è un punto fermo – dichiara il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, nel punto stampa a margine del festival di Luce! a Firenze che anche quest’anno ha acceso i riflettori sui temi dell’inclusione e della coesione sociale –. Non so ancora esattamente la dotazione, ma ci sarà e io sono convinta che questa sia una grande e importante possibilità, soprattutto per le persone che amano, che curano, che non vogliono essere sostituite. Non possiamo permetterci di perdere questa opportunità. Ora il momento è quello giusto per dare una risposta seria alle persone e poi da lì, nel corso del tempo, naturalmente, migliorare anche i fondi e la proposta”.

Un tema, quello del riconoscimento, e quindi della tutela, del caregiver familiare, che il ministro Locatelli affronta con urgenza da oltre un anno, da quando ha avviato il percorso verso un disegno di legge che dovrebbe essere presentato entro la fine del 2025. Gli obiettivi sono, appunto, un riconoscimento giuridico del caregiver, la definizione di criteri nazionali per l’accesso ai contributi e forme di tutela previdenziale e assicurativa. E a proposito di norme, spostando l’attenzione sull’inclusione lavorativa di persone con disabilità, il ministro Locatelli ha ammesso che la legge 68 del 1999 (che promuove l’inserimento nel mondo del lavoro), pur essendo stata a suo tempo “innovativa, una pietra miliare”, avrebbe bisogno di un restauro: “È necessario rinnovarla, pensare ad inserire anche un riferimento soprattutto per le persone con disabilità intellettive che necessitano di un accompagnamento all’inserimento lavorativo”.

Dopotutto il 17% dei disoccupati in Italia sono persone con disabilità, per la maggior parte intellettive. Ed è qui che entra in gioco un’altra questione, quella dell’accompagnamento all’inclusione lavorativa. “Fa parte di un tema, quello degli accomodamenti ragionevoli – ha detto il ministro intervenendo dal palco del festival –, che nel nostro Paese sono anche legge perché abbiamo recepito la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità nel 2009, eppure ancora anche queste cose faticano a passare, cioè passano nelle leggi, a volte ci sono anche delle risorse messe a disposizione, ma non passano ancora nella nostra cultura. Lo sforzo che dobbiamo fare tutti è quello di cambiare lo sguardo e cambiare prospettiva”.

Parlando di caregiver, di cura e di disabilità, non si può non riflettere sul tema del fine vita, su cui la Toscana, tra l’altro, ha emanato quest’anno una legge regionale che il Governo ha poi impugnato per una questione di competenza. Su questo il ministro, alla domanda dei giornalisti, ha preferito non entrare nel merito istituzionale e della proposta della Toscana, “è una considerazione personale – ha precisato –, mi sono occupata per 21 anni di persone con grave e gravissima disabilità, li ho accompagnati spesso anche nei percorsi ospedalieri più complessi. Anche nel momento in cui sono state ricoverate in rianimazione per patologie molto complesse non avrei mai, mai, tolto la spina a qualcuno”.