“Ho 19 anni e la passione di inseguire l’autenticità”. Caro Giovanni, ti aspetto in trasmissione

Cara Caterina,

mi chiamo Giovanni, ho 19 anni, e sento il bisogno di scriverti per esprimerti tutta la mia stima e la mia ammirazione. Ti seguo da anni, e ogni volta che ti vedo in televisione resto colpito non solo dalla tua eleganza e dalla tua intelligenza, ma soprattutto dalla luce che porti in ogni cosa che fai. Hai una presenza che sa unire grazia e determinazione, dolcezza e forza – qualità che oggi sono più rare che mai.

La mia vita mi ha messo presto alla prova: a soli 12 anni ho affrontato una grave malattia che mi ha cambiato profondamente. Oggi convivo con la colite ulcerosa, ma quella esperienza mi ha insegnato a guardare la vita con occhi nuovi, a riconoscere il valore delle persone autentiche e a inseguire ciò che amo davvero.

Tra queste passioni c’è il giornalismo, un mondo in cui sogno di crescere, imparando da figure come te, che riescono a raccontare la realtà con tatto, equilibrio e un cuore sincero.

Ciò che più ammiro di te è la tua capacità di restare sempre vera, in un ambiente dove spesso l’apparenza prevale sull’essenza. La tua sensibilità, il rispetto con cui ascolti gli altri, la tua ironia mai fuori posto: sono qualità che ti rendono unica.

Spero, un giorno, di poterti vedere dal vivo in trasmissione – non solo per assistere al tuo straordinario lavoro, ma per poterti dire “grazie” di persona. Perché, senza saperlo, con la tua autenticità riesci a dare forza e ispirazione a chi, come me, affronta la vita con coraggio e sogni grandi nel cuore.

Con affetto e profonda stima,

Giovanni

Giovanni,

19 anni ma che meraviglia!

Considera che ho cominciato a lavorare in Rai nel ‘99, in quell’anno forse eri nei progetti dei tuoi genitori: sei veramente un pischello, sei giovanissimo!

Leggere che a 12 anni la tua vita è cambiata, anche se non hai raccontato cosa sia accaduto, lascia intuire che non sia stato un momento semplice e che forse non lo sia nemmeno oggi.

Il giornalismo è stata sempre la mia più grande passione ma anche l’intrattenimento e quindi, tutti i giorni, cerco di unire le due cose.

Io ero iscritta all’ordine dei giornalisti ma mi sono dovuta dimettere perché se si fa parte dell’albo non si può prestare il proprio volto per le pubblicità e quindi ho dovuto consegnare il tesserino. Alla fine però penso che il fondamento del giornalismo – ovviamente è un’opinione del tutto personale – sia essere veri: veri nell’approccio, nelle domande e non avere pregiudizi quando hai di fronte una persona.

Mi ha molto colpito lo scorso anno partecipare al giubileo della comunicazione, c’era ancora Papa Francesco, e lui disse una cosa molto bella: “Vengono da me i giornalisti, direttori e dicono ‘Papa, guardi, mi creda io sono vero, io scrivo la verità’ e io gli rispondo ‘bene, tu scrivi la verità, ma tu sei vero?’”.

Conosco giornalisti che non sono autentici, ma anche tanti che lo sono davvero.

Io sono una conduttrice, una donna che lavora da sempre e cerca di essere vera nel bene e nel male. Sai, non si può piacere a tutti, però il fatto che tu a 19 anni abbia colto questo aspetto mi riempie d’orgoglio. Spero davvero che la tua vita possa essere il più possibile serena: non perfetta, perché la perfezione non esiste, è nemica del bene.

Ti abbraccio forte, ciao Giovanni.

Caterina

P.S.: Giovanni, guarda che tu puoi venire in trasmissione e puoi scrivere a lavoltabuona@rai.it metti anche me in copia info@caterinabalivo.com