Domenica 21 marzo in tutta Italia è stata celebrata la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Una giornata che ha visto in prima linea, come accade da 26 anni a questa parte, anno l’associazione Libera guidata da Don Luigi Ciotti che ha scelto come slogan di quest’anno “A ricordare e riveder le stelle”, nel quale risuona l’ultimo verso dell’Inferno a 700 anni dalla morte di Dante, e l’Auditorium Parco della Musica di Roma come luogo in cui si sono svolti i principali eventi di commemorazione.
“C’è un pericolo crescente, il pericolo della normalizzazione delle mafie e della corruzione – ha dichiarato Don Luigi Ciotti nel suo intervento all’Auditorium – Chi parla oggi della droga, chi parla di riciclaggio, chi parla di ecomafia. Sulla droga è stato steso un ipocrito velo di silenzio. Dobbiamo guardare alla sorgente di queste catastrofi avere il coraggio di ammettere il fallimento. La lotta alle mafie e corruzione non è una questione da delegare solo agli addetti ai lavori cui va la nostra riconoscenza, forze dell’ordine, magistrati, prefetture. La repressione deve arrivare alla fine di un percorso. Oggi è necessario un pensiero nuovo, radicale e rigeneratore nella lotta alle mafie. Ecco, se non rigeneriamo rischiamo di degenerare. Ci vuole continuità, condivisione e corresponsabilità. Siamo disposti a collaborare con le Istituzioni se fanno la loro parte, ma se non la fanno allora dobbiamo essere una spina nel fianco per chiedere ciò che è giusto”.
“Dobbiamo guardare alla sorgente di queste catastrofi avere il coraggio di ammettere il fallimento. La lotta alle mafie e corruzione non è una questione da delegare solo agli addetti ai lavori cui va la nostra riconoscenza, forze dell’ordine, magistrati, prefetture. La repressione deve arrivare alla fine di un percorso. Oggi è necessario un pensiero nuovo, radicale e rigeneratore nella lotta alle mafie” – Don Luigi Ciotti
A fare da sfondo al palco allestito all’Auditorium Parco della Musica, un pannello con i nomi di tutte le vittime. Un elenco lungo di uomini e donne, tra cui anche 113 bambini e bambine. Tra questi uomini c’è anch quello di Willy Monteiro Duarte, ucciso barbaramente a Colleferro il 6 settembre del 2020. Libera ha scandito tutti i loro nomi per far rivivere le loro storie.
Alla manifestazione di Roma era presente anche Legambiente. E a salire sul palco a leggere alcuni dei nomi delle vittime delle mafie è stato, tra gli altri, Stefano Ciafani. “Nel giorno del 27esimo anniversario dell’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin una nuova, distanziata ed emozionante giornata della memoria e dell’impegno al fianco di Libera. Come facciamo dal primo giorno delle nostre battaglie comun”, ha scritto su Facebook il presidente nazionale dell’associazione ambientalista.