Roma, 8 dicembre 2025 – Il laser anti droni è una realtà e un’esigenza, e le grandi Marine si stanno adeguando. Il DragonFire, laser anti droni presentato più di un anno fa dalla Marina britannica, è pronto ad entrare in servizio. Sarà operativo sulle navi da guerra di Sua Maestà già dal 2027, anticipando il piano originario che prevedeva ancora alcuni anni di test. Un’accelerata dovuta alle tensioni con Mosca, e che segue l’alleato US Navy, che ha già installato a bordo dei cacciatorpediniere classe Arleigh Burke il sistema Helios. La Germania sta ancora sperimentando il suo prototipo laser sulla fregata Sachsen nel Baltico. E anche la Cina si sta adeguando con i sistemi ad alta energia come l’LY-1 su unità anfibie.
Un contratto da 316 milioni di sterline
Per la Royal Navy è un passo storico, am costoso: il governo britannico ha firmato un contratto da 316 milioni di sterline con MBDA UK per la fornitura e l’integrazione dei sistemi DragonFire sulle unità della classe Daring (Type 45).
Alta potenza e capacità di mantenere raggio sul bersaglio
Il DragonFire utilizza una tecnologia laser ad alta potenza di classe 50 kW che si basa su beam combining (Combinazione di moduli laser in fibra in un unico fascio coerente) integrata con sensori di tracciamento avanzati e ottiche di puntamento rapide, che permettono al laser di mantenere il raggio sul bersaglio nonostante le turbolenze marittime. DragonFire è nato dalla collaborazione industriale tra MBDA UK, Leonardo UK, QinetiQ e il Defence Science and Technology Laboratory (Dstl).
DragonFire intercetta droni a 650 km/h
Il laser anti droni sarà installato su quattro cacciatorpediniere Type 45 a partire dal 2027, allo scopo di aumentare la capacità di autodifesa contro i droni ad alta velocità, i missili e altri velivoli di piccola taglia. Nei test, svolti anche di recente al poligono delle Ebridi, il DragonFire è stato capace di intercettare e abbattere droni che volavano a circa 650 km/h. Secondo i costruttori il sistema è in grado di colpire obiettivi con una precisione tale da centrare un bersaglio delle dimensioni di una moneta da un chilometro di distanza. Altro vantaggio sono i costi contenuti: 10 sterline per colpo contro centinaia di migliaia di sterline per un missile.