Roma, 13 dicembre 2025 – Come ci si difende da maghi e sedicenti cartomanti senza scrupoli? Evitando di cercarli, sarebbe la sintesi ideale di Alessandro Angelozzi, avvocato di Ascoli con una lunghissima esperienza, tra i suoi clienti ci sono anche truffati da sedicenti indovini, santoni, spiritisti, tra pochi giorni sarà in tribunale con un nuovo caso.
Ma la cartomanzia è lecita?
Intanto una premessa: il Consiglio di Stato nel 2020 – sentenza 4189 – ha dato ragione a una società di cartomanzia telefonica con sede nella provincia di Perugia che era stata chiusa dal questore sulla base dell’articolo 121 del Tulps. “Anche un servizio che, in apparenza, sia oggettivamente privo o comunque di indimostrabile utilità, quale può essere considerata l’attività divinatoria propria del cartomante, in quanto riconducibile alle cosiddette scienze occulte o esoteriche (per definizione non sottoponibili a prove di verificabilità) può rappresentare un bene “commerciale”, perché idoneo a rispondere ad una esperienza, per quanto illusoria ed opinabile, meritevole di soddisfacimento e, in quanto tale, suscettibile di generare, in termini mercantili, una corrispondente ‘domanda’”.
Non solo: il Consiglio di Stato si spinge anche in una valutazione sociale. “Del resto, proprio la complessità del mondo attuale, generatrice di incertezza e smarrimento, fa sì che la cartomanzia, con la sua aspirazione a trovare un ordine invisibile in una realtà frammentata e incoerente, assuma una funzione (non solo non dannosa ma) anche, socialmente o individualmente, utile, fornendo (o tentando di fornire) a chi non sappia o voglia trovarlo su più affidabili terreni, riparo dalle paure e dalle contraddizioni della modernità”. La differenza tra cartomanzia e ciarlataneria alla fine la fa il prezzo.
Le truffe dei sedicenti maghi e i consigli dell’avvocato
“Il problema è di chi è suggestionabile – osserva l’avvocato Angelozzi -. La prima domanda da farsi è perché si contatta un sedicente mago. Se lo fai, devi avere grande attenzione. Loro sanno bene le risposte che devono dare, è sempre la persona a fornire gli input”.
La trappola della fragilità
Viene sfruttata la debolezza, un momento di fragilità particolare che può capitare a tutti. “Il pericolo arriva soprattutto dall’online, è lì che scatta il meccanismo della truffa”, osserva il legale.
L’identikit del cliente del mago
“Si parte sempre da una certa condizione psicologica – è l’analisi dell’avvocato -. Da uno stato di profonda delusione e depressione, da chi non sa dove andare ad aggrapparsi. La prima àncora che trova è il cartomante, piuttosto che lo psicologo, l’amico o il conoscente, un parente o un familiare a cui confidare una situazione difficile. Le persone si vergognano e così vanno a rappresentare i loro problemi a estranei che naturalmente se ne approfittano”.
“Ti adescano loro sui social”
Ma il meccanismo si può anche invertire, può essere il mago a farsi vivo, sfruttando magari una curiosità iniziale. “Una mia cliente è stata contattata via social, quindi bisogna prestare attenzione, oggi accade anche questo. Le truffe raggiungono cifre davvero consistenti, quando ci si inserisce in un vortice, non esiste più il raziocinio. Come quando giochi a carte e magari perdi 100mila euro. Ma siccome non li tocchi, è tutto denaro virtuale, non ti rendi conto della realtà”.
Ma le vittime ottengono giustizia?
“Le prove sono sempre complesse. L’unica è quella dei bonifici e del denaro transitato”. I reati che più spesso si discutono in tribunale sono truffa, estorsione e minacce. Le vittime riescono a riavere i loro soldi? “Non sempre, a volte il truffatore fa sparire tutto”.