Fiducia, la parola dell’anno secondo Treccani. Dopo il “rispetto” dell’anno scorso, l’Enciclopedia Italiana Treccani alza il livello della speranza e sceglie la “fiducia” per simboleggiare in un termine il 2025 per la sua attualità e valenza etica. In un anno segnato da incertezze geopolitiche e sociali, la fiducia emerge come risposta essenziale al diffuso bisogno di guardare al futuro con aspettative positive.
Il 2025 è stato un anno attraversato da tensioni belliche, crisi economiche e trasformazioni sociali profonde, ma anche da eventi culturali e sportivi capaci di sorprendere. A raccontarlo non sono solo le notizie, ma le parole che hanno preso forma nel dibattito pubblico. La Treccani le osserva, le segnala e le mette in relazione nel Libro dell’Anno 2025, un’opera che usa il linguaggio come chiave di lettura del presente.
Le parole come tracce del nostro tempo
Ogni anno la Treccani individua termini ed espressioni che emergono con forza nel discorso pubblico, non per decretarne automaticamente la durata, ma per registrarne il significato storico e culturale. Nel 2025 il linguaggio si è caricato di parole nate dalla cronaca internazionale, dalla politica, dalle nuove tecnologie e dalla cultura pop, restituendo un ritratto frammentato ma estremamente fedele del presente.
Espressioni legate ai conflitti geopolitici convivono con neologismi tecnologici e con formule nate sui social, spesso ironiche o iperboliche. È una lingua che si muove veloce, che reagisce agli eventi e li sintetizza, che cerca di spiegare un mondo sempre più complesso attraverso immagini immediate e condivisibili. In questo senso, le parole diventano una forma di memoria: raccontano non solo cosa è successo, ma come lo abbiamo percepito.
Il Libro dell’Anno Treccani 2025: una mappa del presente
Questo lavoro di osservazione trova la sua forma più compiuta nel Libro dell’Anno Treccani 2025, una vera e propria cronaca ragionata del nostro tempo. Le sue 600 pagine ripercorrono 365 giorni segnati da conflitti armati, tensioni economiche e sociali, ma anche da eventi inattesi di storia, cronaca e cultura. È un racconto corale che si sviluppa attraverso 1.169 notizie approfondite, 108 articoli firmati da grandi autori, 95 box redazionali, 81 grafici e mappe e 446 immagini.
Non è un semplice annuario, ma uno strumento di interpretazione. Le parole, i dati e le immagini dialogano tra loro per offrire una visione d’insieme, capace di collegare fatti apparentemente distanti. Il linguaggio diventa così un filo conduttore che attraversa politica, società, scienza, sport e cultura, restituendo la complessità di un anno che ha messo spesso alla prova le certezze collettive.
“Ingiocabile”: quando una parola diventa simbolo
Tra i termini che emergono con maggiore forza nel racconto del 2025 ce n’è uno che arriva dallo sport ma supera i confini del campo da gioco: “ingiocabile”. Usata per descrivere le prestazioni di Jannik Sinner, la parola è diventata una sintesi perfetta di dominio, eccellenza e superiorità assoluta. Non solo un aggettivo tecnico, ma un’espressione entrata nel linguaggio comune per indicare qualcosa che va oltre ogni previsione.
È anche questo il senso più profondo del lavoro della Treccani: mostrare come una parola possa nascere in un contesto specifico e trasformarsi in simbolo condiviso. In un anno difficile e spesso contraddittorio, “ingiocabile” racconta il bisogno di riconoscere l’eccellenza, di trovare punti fermi, di celebrare ciò che funziona. Perché il linguaggio non si limita a descrivere la realtà: la interpreta, la amplifica e a volte la rende memorabile.