DRAGHI, DIRETTA VIDEO SENATO-CAMERA/ “Vaccini, Regioni non discriminino anziani”

IL DISCORSO DI DRAGHI AL SENATO

22 minuti di Comunicazioni al Senato per il Presidente del Consiglio Mario Draghi, che inquadra sì i temi del prossimo Consiglio Europeo ma lancia precisi spunti di riflessione sulla campagna vaccinale del nostro Paese. «Voglio esprimere forte soddisfazione per la partecipazione del presidente degli Usa Joe Biden a un segmento del Consiglio Ue: la sua presenza conferma la reciproca volontà di imprimere, dopo un lungo periodo, nuovo slancio alle relazioni tra Ue e Usa», apre così il suo intervento il Premier dagli scranni del Governo (accanto ai Ministri Brunetta, Colao, D’Incà, Lamorgese, Patuanelli).

Un duro monito invece va alla Turchia di Erdogan per aver abbandonato la convenzione di Istanbul sui diritti delle donne in ambito internazionale, «grave passo indietro. I diritti delle donne sono un valore identitario dell’Unione Europea». Torna poi ai temi italiani Draghi e prova a mandare un messaggio di fiducia: «Vorrei trasmettervi un messaggio di fiducia. Abbiamo 4 vaccini sicuri ed efficaci. Tre sono già in distribuzione. Il quarto di Johnson e Johnson arriverà ad aprile». Questo non significa nascondere i problemi che restano e sono tanti nelle prime settimane del nuovo piano vaccini anti-Covid, ma di certo «l’accelerazione della campagna vaccinale è già visibile nei dati. Nelle prime tre settimane di marzo la media delle somministrazioni è stata pari a 170mila dosi al giorno, più del doppio della media dei due mesi precedenti. Il nostro obiettivo è portare il ritmo a mezzo milione al giorno».

Qui forse l’attacco più importante, rivolto alle Regioni e ai territori per la gestione delle categorie da preservare e vaccinare, «il vaccino prima agli anziani e ai fragili. Purtroppo ci sono differenze fra Regioni sugli over 80, difficili da accettare. Danno priorità a gruppi che hanno evidentemente forza contrattuale […] Le Regioni non discriminino loro anziani: ora è importante procedere spediti, più importante vaccinare fragili e anziani. Sono consapevole che solo con la sincera collaborazione tra Stato e Regioni in nome dell’unità d’Italia il successo sarà pieno». Tutte le regioni, aggiunge ancora il Premier durante la diretta delle Comunicazioni dal Senato, «devono attenersi alle priorità diciate dal Ministero della Salute».

In merito invece alle riaperture, il Presidente del Consiglio annuncia «Mentre stiamo vaccinando è bene cominciare a pianificare le aperture», ottenendo un forte applauso specie dall’ala del Centrodestra a Palazzo Madama. «Se la situazione epidemiologica lo permette cominceremo a riaprire le scuole, le primarie anche nelle zone rosse allo scadere delle attuali restrizioni, speriamo subito dopo Pasqua», aggiunge ancora Draghi chiudendo il suo intervento e rilanciando i temi del Consiglio Europeo di domani e venerdì, «Dobbiamo chiedere alle case farmaceutiche il pieno rispetto degli impegni, in sede europea. Dobbiamo ricostruire una filiera che non sia vulnerabile agli choc e alle decisioni che avvengono all’esterno. Si parla molto di autonomia strategica, in riferimento alla sicurezza e al mercato unico, ma la prima autonomia strategica oggi è quella dei vaccini».

VERSO LE COMUNICAZIONI IN PARLAMENTO

Oggi 24 marzo 2021 il Presidente del Consiglio Mario Draghi terrà le sue comunicazioni in Parlamento circa il prossimo Consiglio Europeo (25-26 marzo, ancora in videoconferenza): alle ore 9 il Premier interverrà al Senato mentre alle 15.30 sarà il turno della Camera, in entrambi i casi con la consueta diretta video streaming disponibile sui rispettivi canali YouTube. Negli scorsi giorni il Presidente del Consiglio ha avuto diversi colloqui singoli con gli altri omologhi del Consiglio Ue (Merkel, Macron e da ultimo Pedro Sanchez) per provare a tessere la “tela” di una ipotetica asse che possa incalzare notevolmente la Commissione Europea sul tema cruciale dei vaccini anti-Covid: da un lato, per poter ottenere un pieno rispetto dei contatti, dall’altro sulla produzione dei sieri nei singoli Stati membri per velocizzare il più possibile la campagna vaccinale ancora al rilento su praticamente tutto il territorio europeo.

Come già annunciato dallo stesso Draghi nella conferenza stampa del Decreto Sostegni venerdì scorso, vi è la necessità di correre il più possibile sui vaccini anche a livello Ue: «se il coordinamento Ue funziona, bene, altrimenti si va per proprio conto». Rispettare sì negoziati e regole comunitarie ma laddove questo dovesse impiegare troppo tempo anche produrre uno sforzo in più perché ogni singolo Stato possa permettersi una maggiore autonomia di azione alla ricerca di dosi e produzioni proprie.

CONSIGLIO EUROPEO, I TEMI ALL’ODG

In attesa che Draghi informi il Parlamento con il doppio discorso in vista del Consiglio Ue – essendo Comunicazioni dovrebbero comunque esserci due distinte votazioni al Senato e alla Camera con mozioni della maggioranza e delle opposizioni – è il Consiglio Europeo stesso ad aver fornito ieri l’ordine del giorno provvisorio della videoconferenza in apertura domani: «Il 25 e 26 marzo i leader dell’UE si riuniranno in videoconferenza per discutere dei seguenti temi: risposta alla pandemia di COVID-19, mercato unico, politica industriale, trasformazione digitale ed economia, situazione nel Mediterraneo orientale e relazioni con la Russia», recita il comunicato del Presidente Charles Michel, anche se subito dopo viene annunciato che la tematica “Russia” salterà per «motivi di sicurezza». Dopo un primo momento di incertezza, si è capito il motivo: «Sono impaziente di dare il benvenuto al presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, alla riunione del Consiglio europeo di questa settimana. Ho invitato il presidente a partecipare, per condividere le sue opinioni sulla nostra futura cooperazione. È ora di ricostruire la nostra alleanza transatlantica», ha scritto Michel invitando così al vertice Ue il Presidente Usa Joe Biden.

La verità è che dopo le aperture di Merkel e Draghi alla sperimentazione del vaccino Sputnik V in Europa, la brusca bocciatura giunta due giorni fa dal Commissario Ue per il mercato interno Thierry Breton ha aumentato le tensioni: «non abbiamo assolutamente bisogno del vaccino russo», ha spiegato il commissario ricevendo la netta replica piccata del Cremlino «Non costringiamo nessuno a fare nulla – ha affermato Putin in un’intervista alla TF1- ma ci interroghiamo sugli interessi difesi da queste persone, quelli delle case farmaceutiche o quelli dei cittadini europei?». Il caos AstraZeneca, le dispute sull’arrivo delle dosi ancora largamente insufficienti in tutta l’Europa e il tema finora solo accennato del passaporto vaccinale saranno al centro delle discussioni in videoconferenza tra Draghi e gli altri 26 omologhi Premier europei.

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