Usa, monta la protesta contro l’Ice. “Arrestati anche nativi americani Sioux e Navajo”. Troppo anche per un noto podcaster Maga: “Gestapo”

Roma, 15 gennaio 2026 – La protesta contro l’Ice negli Stati Uniti si propaga a macchia d’olio. E non mancano abusi madornali come l’incarcerazione da parte degli agenti di frontiera di 4 uomini appartenenti alla comunità degli Oglala Sioux, residente nel Dakota meridionale, cioè nativi americani. Tre du essi sono stati trasferiti dall’Immigration and Customs Enforcement (Ice) nei centri di detenzione per migranti irregolari. L’arresto risale a venerdì scorso a Minneapolis, durante le proteste anti-Trump, ma i media locali l’hanno reso noto solo oggi. Uno è anche stato il presidente di una delle oltre 500 nazioni tribali riconosciute, Frank Star Comes Out. Secondo i media statunitensi non sono emerse le circostanze dell’arresto ma è stato chiarito che i quattro risultano senza fissa dimora. Uno di loro è già stato rilasciato mentre degli altri tre non si conoscono le condizioni.

I cittadini di Minneapolis intanto, con l’uccisione di Good, stanno rivivendo l’omicidio nel 2020 dell’afroamericano George Floyd da parte di un agente di polizia. Gli agenti dell’Ice vengono seguiti e fischiati in tutti i quartieri dove si presentano. I cittadini sono turbati per gli arresti e gli assalti degli agenti dell’Ice nell’ambito della politica anti-migranti, e le proteste stanno toccando diverse parti del Paese, facendo traballare le certezze dei repubblicani.

Secondo le accuse l’Ice si sarebbe trasformata in una “milizia personale” del presidente, incaricata di catturare, non solo migranti irregolari ma anche stranieri regolarmente residenti o cittadini di origine straniera, per poi deportarli.

Le organizzazioni per i diritti umani denunciano continuamente arresti anche tra minori, persone anziane o individui che sono stati condannati per reati minori e hanno già pagato il loro debito con la giustizia, fino ai nativi tra cui anche dei Navajo. Guai anche per l’attrice Elaine Miles, in Italia nota per il ruolo di Florence nella serie dell’Hbo ‘The last of Us’. L’attrice ha raccontato di essere stata fermata nello Stato di Washington e gli agenti hanno dubitato che il suo documento di identità fosse regolare.

L’amministrazione Trump sta applicando alla lettera quanto promesso dal tycoon in campagna elettorale, cioè di risolvere il problema dell’immigrazione irregolare, e lo sta facendo con un certo impegno visto che alla fine di dicembre del 2025 c’erano più di 68mila adulti sotto custodia dell’Ice, quasi il doppio rispetto ai 36mila di dicembre 2023.

Minneapolis: il momento in cui un agente Ice spara contro l’auto, colpendo a morte Nicole Good

L’Immigration and Customs Enforcement sta rivedendo le sue regole di ingaggio dopo la morte di Renee Nicole Good per mano dell’agente Jonathan Ross, ma restano arresti aggressivi, al limite della legalità e senza mostrare un mandato.

Inoltre i centri di detenzione stanno scoppiando, e ci sono anche i primi 4 morti mentre erano in custodia nei primi giorni del 2026. Le vittime erano tutti uomini di un’eta’ compresa tra i 42 e i 68 anni, 2 erano cittadini honduregni, uno cubano e uno cambogiano.

E dopo che anche alcuni deputati repubblicani hanno criticato l’Ice, anche Joe Rogan, il podcaster alleato di Donald Trump, ha voltato le spalle al presidente definendo operazioni da “Gestapo” dell’Ice. “Non vogliamo gente militarizzata per le strade che si aggira e arresta persone a caso, molte delle quali si rivelano essere cittadini statunitensi senza documenti. Diventeremo al Gestapo? È a questo punto che siamo arrivati?”.

E qualcosa si muove contro l’Ice, infatti sono oltre 50 i deputati democratici che hanno firmato per l’impeachment contro la Segretaria per la Sicurezza Interna Kristi Noem, si legge su Axios. L’iniziativa guidata dalla deputata Robin Kelly, membro della leadership democratica, ed è appoggiata da 52 deputati che hanno firmato. I tre gli articoli di impeachment previsti sono ostruzione del Congresso per aver negato l’accesso dei membri del Congresso a strutture del Dipartimento per la sicurezza interna e per aver trattenuto fondi di soccorso approvati dal Congresso. Poi la violazione della fiducia pubblica per presunte violazioni dei diritti dei detenuti Ice e di due emendamenti della costituzione (primo e quarto). Infine il conflitto di interessi per aver assegnato 220 milioni di dollari in contratti a una società gestita dal marito del suo portavoce principale.