Sanremo, 28 febbraio 2026 – Tony Pitony è, insieme a Sal Da Vinci, il vero personaggio di questo Festival di Sanremo. Atteso alla vigilia, acclamato e cercato come si andava a caccia degli omini di Lego sparsi da Dargen D’Amico in città durante il Festival di Sanremo 2024, Tony Pitony è stato di fatto fra i superospiti, pur essendo in gara nella serata Cover insieme a Ditonellapiaga, di questa edizione della manifestazione musicale.
Il paradosso Tony Pitony
Tony Pitony è un paradosso vivente. Il motivo è presto detto: sul palco si presenta in maniera irriverente – il fatto di non mostrare il proprio volto, ma proporsi con una maschera è già di per sè un gesto che contribuisce a mettere distanza con il pubblico -, le sue canzoni sono del tutto surreali e contrarie al buonismo e al sentire comune degli ultimi anni, ma lo fa in una maniera tecnicamente ineccepibile. Perché questo gli deve essere riconosciuto: Tony Pitony non ha nulla da invidiare a molti altri artisti “canonici”. Anzi, semmai potrebbe dispensare lezioni a chi si considera artista pur essendo improvvisato. Perché Tony Pitony può essere definito in vari modi, tranne che artista improvvisato.

Cosa c’è dietro l’esibizione con Ditonellapiaga
Chi si aspettava uno spettacolo trash, con accenni di irriverenza durante la serata dei duetti con Ditonellapiaga è rimasto deluso. E il motivo sta proprio nell’essenza stessa del “fenomeno Pitony”: il rispetto per l’arte e la musica. E per un palcoscenico che è sacro. Perché dietro quello che abbiamo visto al Festival di Sanremo 2026 c’è una grande preparazione. Ci sono anni di studio, anni di musical a Londra. Il che non è da tutti, visto che per lavorare nel mondo del musical servono competenze e talento reali e concreti. Non basta millantare, non è sufficiente indossare una maschera e crearsi un personaggio. Anzi. Servono studio e preparazione. Che Tony Pitony, insospettabilmente secondo gran parte del pubblico, ha eccome.
Sanremo, tutti pazzi per Tony Pitony
Tony Pitony in orbita
Estatony e Concertony si chiamano i format che l’artista siciliano porterà in giro nei prossimi mesi con una serie di concerti live. Un tour che lo porterà addirittura il 4 settembre sul palco degli I-Days all’ippodromo Snai San Siro di Milano. E a questo punto la domanda sorge spontanea: riuscirà questo personaggio a proporre qualcosa di nuovo e a non diventare la caricatura di se stesso dopo un’esposizione mediatica così massiccia nel giro di pochi mesi?