Ci siamo. Stasera, sabato 28 febbraio, il Festival di Sanremo 2026 chiude i battenti con la serata finale, quella che decreterà il vincitore o la vincitrice di questa edizione condotta da Carlo Conti con Laura Pausini. Sul palco dell’Ariston si esibiranno questa sera tutti e trenta i Big in gara (grande attesa per la scaletta che sarà diffusa intorno alle 17), dopodiché i cinque artisti più votati torneranno per una seconda performance decisiva.
Le classifiche provvisorie delle prime tre serate
Come di consueto in questa edizione, al termine di ciascuna serata è stata resa nota una top 5 in ordine casuale — senza cioè rivelare le posizioni precise — così da mantenere la suspense fino all’ultimo momento. Una scelta voluta da Carlo Conti, che punta a tenere alta la tensione fino alla fine.
Nella prima serata, martedì 24 febbraio, con il voto al 100% della Giuria della Sala Stampa, Tv e Web, i cinque nomi emersi sono stati: Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga e Fedez con Marco Masini. Mercoledì 25 febbraio, nella seconda serata, con il giudizio del pubblico da casa (televoto, 50%) e della Giuria delle Radio (50%), la top 5 ha visto salire Tommaso Paradiso, LDA & Aka 7even, Nayt, Fedez & Masini e Ermal Meta. Nella terza serata, giovedì 26 febbraio, stesso meccanismo di voto: in cima sono apparsi Arisa, considerata all’unanimità una delle superfavorite Sayf, Luchè, Serena Brancale e Sal Da Vinci.
I nomi che ricorrono: Arisa, Brancale e Fedez-Masini
Incrociando le tre classifiche, emerge con chiarezza chi si è saputo imporre con continuità. Arisa è l’unica artista ad essere entrata nella top 5 sia della prima che della terza serata, raccogliendo consensi tanto dalla sala stampa quanto dal pubblico e dalle radio. Serena Brancale replica lo stesso percorso. Fedez e Marco Masini, con “Male necessario”, fanno addirittura il tris: presenti in entrambe le prime due classifiche, si confermano tra le coppie più seguite di questa edizione. Sayf e Luchè, invece, emergono con forza dalla terza serata e potrebbero essere le sorprese della finale.

La serata cover non conta, stasera si decide tutto
Ieri la quarta serata, quella dei duetti, andata in onda che non inciderà sulla classifica generale rappresentando una gara a sé e vinta con pieno merito da Ditonellapiaga in coppia con TonyPitony. La loro versione di The Lady is a Tramp, rischiosissimo superclassico portato al successo da Frank Sinatra e rilanciato più recentemente da Lady Gaga e Tony Bennett. La loro versione è stata una vera bomba sotto l’aspetto tecnico ma anche artistico. Un momento davvero importante, una delle cose più riuscite di questa edizione. A seguire Sayf e Arisa. Molto alte anche Bambole di Pezza. Quarto Tredici Pietro che in uno dei momenti più emozionanti ha ospitato il papà Gianni Morandi, con Vita.
La TGop 10 della serata cover
1 – Ditonellapiaga con TonyPitony – “The lady is a tramp”
2 – Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – “Hit the road Jack”
3 – Arisa con Il Coro Teatro Regio di Parma – “Quello che le donne non dicono”
4 – Bambole di Pezza con Cristina D’Avena – “Occhi di gatto”
5 – Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band – “Vita”
6 – Sal Da Vinci con Michele Zarrillo – “Cinque giorni”
7 – LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo – “Andamento lento”
8 – Nayt con Joan Thiele – “La canzone dell’amore perduto”
9 – Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – “Su di noi”
10 – Luchè con Gianluca Grignani – “Falco a metà”
I voti di questa serata
Se i voti di ieri sono del tutto autonomi ma possono sicuramente contribuire ad aumentare la simpatia del pubblico a casa, questa sera il peso delle giurie sarà così distribuito: televoto al 34%, sala stampa al 33%, giuria delle radio al 33%. Dopo le esibizioni di tutti e trenta gli artisti, i cinque più votati si sfideranno nuovamente in un ultimo round.
Il sistema aggregherà i risultati della finale con quelli delle prime tre serate, e il nome che uscirà in cima a questa somma sarà il vincitore del Festival di Sanremo 2026. Si inizia alle 20.35 dopo il TG1, finale non prima delle 01.15, compatibilmente con gli inevitabili ritardi.

Laura Pausini, un cerchio che si chiude
C’è un filo sottile ma fortissimo che lega Laura Pausini a questo Ariston. Era il 27 febbraio 1993 — trentatré anni fa quasi esatti — quando una ragazza di Faenza di diciotto anni salì su quel palco e vinse nella categoria Novità con “La solitudine”, dando il via a una delle carriere italiane più internazionali di sempre.
Oggi Laura Pausini, sotto il segno delle critiche e di un’accoglienza non morbidissima, torna all’Ariston non come concorrente, non come superospite, ma come co-conduttrice per tutte e cinque le serate. Un ruolo che lei stessa ha definito “la più pazza delle mie avventure professionali”, aggiungendo di essersi preparata a lungo e di sentirsi “pronta a perdonarsi anche gli errori”.
In realtà il suo ingresso in scena con un medley dal vivo si è rivelato uno dei motori emotivi di questa edizione: nella terza serata, il picco di ascolti in termini di telespettatori — oltre 14 milioni alle 22.11 — è coinciso esattamente con il suo ingresso in scena in abito giallo canarino, creazione Giorgio Armani Privé. Un dato che racconta quanto il pubblico, ancora oggi, si fermi quando arriva lei. In attesa di vedere come sia andata ieri sera.
Gli ascolti: calo di spettatori, ma lo share tiene
Questa edizione del Festival si presenta alla finale con un paradosso nei numeri. Da un lato, il calo rispetto al 2025: la prima serata si è fermata a 9,6 milioni di spettatori con il 58% di share, contro i 12,6 milioni e il 65,3% dello scorso anno, record dell’era Conti.
Un dato che Carlo Conti aveva in parte anticipato già in conferenza stampa, attribuendolo anche allo slittamento di quasi una settimana rispetto al calendario abituale. Dall’altro lato, però, lo share tiene e in certi casi migliora: la terza serata, con il 60,6%, ha segnato il miglior dato percentuale per una terza serata in un festival a cinque serate dal 1990 a oggi.
Le prime due serate avevano scontato anche la concorrenza diretta dei playoff di Champions League con Inter e Juventus in campo. Con la finale di stasera, il Festival prova a chiudere in bellezza: i numeri diranno se questa edizione resterà nella memoria come un passo indietro rispetto al 2025 o come qualcosa di più sfumato e, per certi versi, sorprendente.