La Rai autunnale che verrà: tra equilibri politici, successioni e un palinsesto che si costruisce per non sbagliare

Dopo un’estate che si annuncia ricca di elementi di novità nel palinsesto Rai, con un mondiale di calcio senza l’Italia che – anche per questo – sembra davvero troppo ingombrante con le sue oltre cento partite dalla inaugurazione alla finale di New York, la rete di Stato sta iniziando a profilare la programmazione autunnale non senza qualche motivo di riflessione.

La Rai che gioca in difesa

In ogni caso, e a ogni stagione, c’è un modo per capire in che momento si trova la Rai guardando come costruisce i palinsesti. Quando la rete è in forma, cerca programmi: investe, va a caccia di format a volte prendendo anche qualche cantonata ma spesso indovinando programmi che diventano un’impronta: così come era accaduto molti anni fa ormai per l’Isola dei Famosi, piuttosto che per l’Eredità o Affari Tuoi. Ma se la Rai è costretta a giocare in difesa, risparmiando qualcosa ed evitando slanci troppo impegnativi, cerca equilibrio.

Il palinsesto autunnale 2026-2027, ancora in costruzione, ha tutta l’aria di un’operazione difensiva: pochi rischi, molte conferme con alcune grandi decisioni rimandate il più possibile.

Le questioni aperte sono numerose e interconnesse. Tre in particolare disegnano la stagione che verrà.

Stefano De Martino, Stasera Tutto è Possibile
Stefano De Martino con Stasera Tutto è Possibile ha portato Rai 2 al vertice degli ascolti del mercoledì sera – Credits RAI (TVBlog.it)

Domenica In e il problema della sostituzione

Il nodo più visibile è quello che riguarda Domenica In. Mara Venier ha ormai confermato l’addio — manca solo l’ufficializzazione ma non sembrano esserci dubbi a riguardo — e la Rai deve trovare non solo un successore ma una risposta alla domanda se quel programma possa esistere ancora senza la sua conduttrice più rappresentativa.

Al di là dei soliti nomi, negli ultimi giorni sono rimbalzate altre idee: Caterina Balivo, ma anche Barbara d’Urso liberata da Mediaset ormai da tre stagioni e pronta a rimettersi in gioco. La Rai potenzialmente è una scelta interessante soprattutto dopo la sua presenza a Ballando con le stelle. Ma tutto fa pensare che la rete andrà sul sicuro con Alberto Matano.

Quanto al format si parla di tre contenitori di due ore ciascuno che scorporerebbero la vecchia Domenica In in qualcosa di diverso.

La decisione che doveva essere ormai già ufficializzata, è attesa per l’estate, quando si definiscono i palinsesti. Ma ogni settimana che passa senza annunci ufficiali dice qualcosa di significativo sullo stato del dibattito interno.

L’access e la tentazione del rischio zero

L’access prime time è l’altro dossier caldo. Affari Tuoi con Stefano De Martino ha dominato la stagione — media oltre i 5 milioni, share intorno al 25%, una performance tanto più importante considerando che per la prima volta la Rai ha avuto una concorrenza vera nella Ruota della Fortuna di Gerry Scotti che sarà ovviamente riconfermata. De Martino è un’altra certezza.

Come quest’anno gli verranno affiancati dei talent (Herbert Ballerina e non solo) e forse considerando il suo impegno sul Festival di Sanremo verranno razionalizzate le sue presenze in altri format. Si è ipotizzato anche un possibile cambio di conduzione per Affari Tuoi ma le voci da Viale Mazzini dicono non solo che De Martino tiene molto al suo quotidiano, ma anche che le alternative in questo momento potrebbero essere un contraccolpo molto forte.

Il problema strutturale

Dietro le singole questioni c’è poi un tema più ampio. La Rai negli ultimi anni ha ridotto significativamente la sperimentazione: i programmi nuovi che sopravvivono sono pochi, quelli che falliscono vengono eliminati rapidamente, e il palinsesto tende a consolidarsi intorno a un numero ristretto di titoli sicuri. È una scelta comprensibile in un contesto in cui gli ascolti calano strutturalmente per tutta la TV lineare. Ma ha un costo: la rete perde la capacità di lanciare nuovi format e nuovi volti, e diventa sempre più dipendente da un numero limitato di figure — De Martino, Clerici, Carlucci, Venier — che però prima o poi cambiano.

Quando alcune di queste colonne decidono di cambiare, per quanto di rado capiti, la Rai si trova impreparata. Come sta succedendo con Venier. Come potrebbe succedere con chiunque altro.

La conferenza stampa di presentazione dei palinsesti è prevista per l’estate, probabilmente per l’ultima settimana di giugno. Fino ad allora, il palinsesto autunnale è ancora tutto da scrivere. Ma la direzione è già abbastanza chiara: cautela, continuità e il minor numero possibile di decisioni impopolari.