Se sarà per sempre sì, come canta Sal Da Vinci, lo deciderà il pubblico grazie agli streaming delle canzoni. Televisivamente il Festival di Sanremo 2026 resta un fallimento. Lo dicono i numeri: la finale della kermesse canora, con Carlo Conti Direttore Artistico, ha raggiunto il 68,6% di Share pari a 10,7 milioni di spettatori. Calcoli alla mano il primo dato più basso è quello del 2021, la storica edizione della pandemia. Quella, per intenderci, in cui Fiorello ha fatto intrattenimento a delle sedie vuote con il Teatro Ariston deserto. Se in quel caso è stata fatta la storia, in questo è stata riscritta.
Carlo Conti, infatti, si aggiudica il record del Festival della Canzone Italiana meno seguito dal post Covid. La media delle 5 serate del 2026 è particolarmente bassa: siamo intorno al 62,1% di Share, pari a 9,7 milioni di telespettatori. Numeri importanti che, tuttavia, non sono abbastanza.
Il Festival di Sanremo meno seguito dopo la pandemia
Evidentemente c’è un problema, per capirlo è sufficiente riguardare le puntate della kermesse canora su RaiPlay e scorgere le facce cupe dei dirigenti Rai. I quali hanno puntato su Conti per un Festival sobrio e più morigerato dopo l’era Amadeus, ma non si aspettavano numeri così al ribasso. Inoltre RaiPubblicità ha detto che gli accordi con i brand non subiranno variazioni perché era già previsto questo tipo di andamento, nel senso che ci si aspettava cifre diverse rispetto al recente passato.
Se la curva di gradimento televisivo è in discesa, però, il prossimo anno cambieranno anche gli accordi per le sponsorizzazioni. Insomma chi prenderà il posto di Carlo Conti eredita una manifestazione tutt’altro che in piena forma. Il parere del pubblico è insindacabile: Conti, nell’ultimo anno da Direttore Artistico, incassa una sonora “bocciatura”. Stiamo parlando di un veterano che non ha bisogno di addolcire la pillola. Il suo Curriculum parla chiaro e ha l’esperienza tale per cercare di rialzarsi e portare lustro e consenso ai suoi programmi.
Stefano De Martino raccoglie il testimone di Carlo Conti
All’Ariston, tuttavia, serve qualcosa – anzi: qualcuno – di nuovo. Ecco che arriva Stefano De Martino. Non a caso il conduttore (insignito come prossimo Direttore Artistico) è stato annunciato in pompa magna durante la serata finale della kermesse canora. Sanremo 2027 tocca a lui. La strategia per la Rai era chiara già da tempo: il presentatore di Affari Tuoi, prima o poi, avrebbe compiuto il grande salto. Una situazione, nello specifico, accelerata dall’Auditel.
Il contratto dell’uomo dell’access prime time riportava e riporta l’eventualità di lavorare in ottica Sanremo, clausola che è stata esercitata in breve tempo – diciamo così – perchè ci si è resi conto che Conti (gioco di parole affatto casuale) non creava più appeal. Serviva una scossa alla manifestazione. È arrivata con il passaggio di consegne avvenuto pubblicamente. La decisione è stata accolta con una standing ovation dell’Ariston, unica sorpresa di un’edizione (quella del 2026) alquanto piatta non solo in termini di percentuali d’ascolto.
Totale ripartenza
La priorità – e si è visto anche nell’ultima sera della manifestazione – era lasciare il pubblico con una sorpresa che accompagnasse gli appassionati fino al prossimo febbraio 2027. Periodo in cui chiunque, anche quelli che hanno perso interesse verso il Festival di Sanremo, si chiederà: cosa farà De Martino? Che si inventerà? Ci sarà Paolantoni con Herbert Ballerina? Tutte queste domande risuoneranno nella testa di molti fino a creare quello che i giovani definiscono hype sulla kermesse.
Ecco, parlando di giovani: al Festival serve qualcuno in grado di riportarli davanti alla tv per un evento simile. Come aveva fatto, intelligentemente, Amadeus. In questo caso De Martino ha il vantaggio di arrivare in un momento di totale ripartenza, contro ha la necessità e la voglia del pubblico di cambiare rotta.
Il “salvatore della patria”
La platea vuole un Festival moderno e all’insegna delle nuove tendenze. Anche canore. Possibilmente che non sfocino nella retorica più assoluta. Accontentare tutti non sarà possibile, ma provare a farlo diventa un nuovo imperativo. Citando il neo Direttore Artistico, ci sarà da pedalare. Il cammino è cominciato e, suo malgrado, De Martino è già il “salvatore della patria”. La domanda è: ce la farà a rialzare Sanremo? Al pubblico l’ardua sentenza.