Umbria e Marche protagoniste del progetto Appennino

Il progetto promuove e accompagna la nascita di nuove imprese giovanili. Un’azione che interessa l’area colpita dal sisma 2016

Si svolgerà nell’Appennino umbro-marchigiano l’edizione 2021 del Progetto Appennino, promosso da Fondazione Edoardo Garrone in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno. Formazione per la nascita di nuove giovani imprese, consolidamento del tessuto imprenditoriale esistente, creazione di reti: sono alcuni dei pilastri dell’impegno per la valorizzazione dei territori appenninici che accomuna le due fondazioni e l’ampia rete di partner istituzionali e tecnici, a livello nazionale e territoriale.

Il Progetto Appennino: cos’è

Ci siamo posti l’obiettivo di approfondire e ampliare il dialogo con i territori, mettendo le nostre risorse e i nostri strumenti di formazione, incubazione e accelerazione al servizio di un’imprenditorialità pienamente sostenibile, capace di contribuire in modo specifico e consapevole ai progetti e alle strategie di sviluppo locale – Alessandro Garrone, presidente di Fondazione Edoardo Garrone

Il Progetto Appennino si compone di tre iniziative complementari: il Campus ReStartAppdestinato a 15 giovani aspiranti imprenditori under 40 in possesso di idee di impresa o startup nelle filiere tipiche dell’economia montana -, un percorso di accelerazione per imprese locali e i laboratori di creazione di reti di imprese locali. Le call per partecipare alle diverse iniziative saranno lanciate nel corso del mese di aprile e saranno pubblicate nell’area BANDI del sito di Fondazione Garrone. “Con il Progetto Appennino, evoluzione del modello di affiancamento dei giovani imprenditori della montagna che abbiamo sperimentato e validato dal 2014 con i campus “ReStartApp”, “ReStartAlp” e “ReStartApp per il centro Italia”, ci siamo posti l’obiettivo di approfondire e ampliare il dialogo con i territori, mettendo le nostre risorse e i nostri strumenti di formazione, incubazione e accelerazione al servizio di un’imprenditorialità pienamente sostenibile, capace di contribuire in modo specifico e consapevole ai progetti e alle strategie di sviluppo locale – spiega Alessandro Garrone, presidente di Fondazione Edoardo Garrone. – In Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno abbiamo incontrato piena corrispondenza di visione e modelli di intervento e una pianificazione strategica territoriale di lungo termine che, siamo certi, massimizzerà impatti e ricadute positive del lavoro che svolgeremo assieme nel corso di quest’anno”. Intorno al Progetto Appennino si conferma inoltre il coinvolgimento attivo di una consolidata rete di partner istituzionali, che affiancano Fondazione Edoardo Garrone fin dal 2014 e ne condividono l’impegno per la riqualificazione delle aree interne del nostro Paese, quali, in particolare, Fondazione Symbola, Legambiente e UNCEM.

La rete per il post-sisma

“La forza del Progetto Appennino della Fondazione Garrone è di proporre la montagna come luogo di produzione di beni e servizi e non solo di consumo e di fruizione – dichiara il Segretario Generale della Fondazione Symbola, Fabio Renzi – promuovendo e accompagnando la nascita di nuove imprese giovanili. Un’azione ancora più significativa ed importante perché interessa l’area del cratere colpito dal sisma 2016 dove finalmente è stata sbloccata la ricostruzione. Il grande laboratorio dell’Appennino Centrale sarà il banco di prova delle politiche per la montagna italiana chiamata a misurarsi con le sfide climatica, pandemica ed economica. L’Italia ha le energie per vincere queste sfide e iniziative come ReStartApp sono la migliore risposta per costruire insieme – come afferma il Manifesto di Assisi – un’economia e una società più a misura d’uomo e per questo più capace di guardare al futuro, anche delle montagne”. Gli fa eco Stefano Ciafani, presidente di Legambiente: “La transizione ecologica che dovrà traghettare il Paese fuori da questa pandemia parte anche dalle terre alte e dalle sfide green che i giovani della next generation sceglieranno di sperimentare in questi luoghi. Per questo pensiamo sia fondamentale tornare con Fondazione Garrone proprio in quella parte di Appennino colpita dal sisma del 2016, per accompagnare tanti giovani che vogliono fare impresa o supportare in questo momento di fragilità la generatività di quelle presenti”. Un progetto che parla di futuro come commenta Marto Bussone, presidente di Uncem: “Il Progetto Appennino ha la forza di costruire il futuro dei territori. Che passa dalle competenze, dalle imprese nuove, dai giovani e dallo scambio tra Enti territoriali, imprenditoria, Università e una Istituzione importante come la Fondazione Garrone, che ringrazio a nome di tutta Uncem. È un grazie per la capacità di spronarci, di guardare a processi complessi aiutando i territori a crescere, costruendo nuovo ‘capitale umano’, nel quadro di una economia civile preziosa che ci proietta nel Green New Deal Europeo e nell’Ecologia integrale in cui tutti crediamo”.

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