Ora legale, perché l’8 marzo c’è già chi sposta le lancette avanti

Roma, 7 marzo 2026 – Se l’Italia, come tutta Europa e la maggior parte dei Paesi che ancora adottano l’ora legale dovranno attendere 20 giorni per spostare in avanti le lancette dell’orologio (l’ora legale tornerà tra sabato 28 e domenica 29 marzo), negli Stati Uniti l’ingresso dell’ora legale è previsto sempre la seconda domenica di marzo, come stabilito da un’apposita legge, l’Uniform Time Act. Quest’anno gli americani sposteranno le lancette avanti nella notte tra sabato 7 e domenica 8 marzo, passando dalle 2 alle 3 del mattino e perdendo così un’ora di sonno. 

L’Uniform Time Act fissa anche il ritorno all’ora solare, la prima domenica di novembre – quest’anno l’1 novembre – quando le lancette degli orologi dovranno essere spostate nuovamente un’ora indietro. Negli Stati Uniti il sistema dell’ora legale, nato per ridurre i consumi di elettricità e godere delle ore di luce naturale in più, entra in vigore qualche settimana prima e termina una settimana dopo rispetto all’Italia. Durante questo periodo di ‘sfasamento’ rispetto all’ora legale italiana, la differenza di fuso orario con il nostro Paese sarà quindi di -5 ore, anziché -6.

Ma non tutti gli Stati americani applicano l’Uniform Time Act: Hawaii e gran parte dell’Arizona, solo per citarne alcuni, non introducono l’ora legale. Fuori dagli Stati Uniti sono diversi i paesi che non cambiano l’ora, soprattutto quelli vicini all’equatore, ma anche nazioni come Cina, Giappone, India e la Russia, che ha abolito il cambio. Mentre la Turchia adotta l’ora legale permanente e l’Islanda ha l’ora solare permanente. Anche se da alcuni anni il trend generale è verso l’abolizione o la stabilizzazione dell’orario tutto l’anno.