Referendum, da destra e sinistra nasce l’intergruppo dei parlamentari per il Sì: ecco chi c’è

Roma – Nasce martedì 10 marzo l’intergruppo parlamentare per il Sì al referendum, da Fratelli d’Italia ai dissidenti Pd, passando per Azione, Italia viva e +Europa. A meno di due settimane dal voto del 22 e 23 marzo, la campagna referendaria entra insomma nel vivo. Come del resto dimostrato dalla discesa in campo di Giorgia Meloni, che non poteva trascurare oltre una consultazione il cui esito non sancirà il destino del governo, ma certo ne condizionerà il futuro, dato che a seconda che vinca il Sì o il No la premier si troverà a poter proseguire senza intoppi sulla via delle altre riforme in programma – dalla legge elettorale al premierato, passando per l’autonomia differenziata – oppure a rimanere sulla graticola tra guerra nel Golfo e rischi di crisi economica per il resto della legislatura.

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Alla Camera presentano l’intergruppo parlamentare Roberto Giachetti e Luigi Marattin di Italia viva, Ettore Rosato e Valentina Grippo di Azione, Benedetto Della Vedova per +Europa, Federico Mollicone per Fratelli d’Italia e i Pd Stefano Ceccanti, Stefano Esposito e Pina Picierno. Un intergruppo in cui sorprende soprattutto la presenza di attuali ed ex esponenti dem, dato che anche Giachetti, Marattin e Rosato sono stati esponenti di punta del Pd di epoca renziana. A dimostrazione dell’attivismo di quella parte della sinistra garantista impegnata in favore della separazione delle carriere tra pm e giudici. La cui eventuale approvazione al referendum sarà sicuramente rivendicata in casa dem, con annessa richiesta di cittadinanza per i fautori della riforma, come dimostra la presenza di un esponente di punta dell’area riformista dem quale Pina Picierno.

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Ieri il presidente dei Comitati per il Sì, il costituzionalista Nicolò Zanon, e il presidente delle Camere Penali, Francesco Petrelli, hanno spiegato in un forum all’Ansa che il referendum è un’“occasione storica da non mancare” per dare “più diritti per i cittadini e più libertà per i magistrati”. Si tratta di una riforma “attesa da 30 anni”, ha spiegato Zanon con riferimento alla necessità di “completare le riforme sulle parti avviate nel 1988” dall’allora ministro Giuliano Vassalli.

Per i fautori del Sì in questi anni l’Anm ha “colonizzato il Consiglio portando sempre i suoi eletti, membri delle correnti”, mentre il sorteggio “restituirà dignità e libertà a ogni singolo magistrato” con “la garanzia che si andrà avanti per merito e non per appartenenza correntizia”. Lo stesso sindacato delle toghe, del resto, nel 2022 ha indetto un referendum interno sull’ipotesi del sorteggio in cui il 42% si è detto a favore.

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A ulteriore dimostrazione che la campagna referendaria è entrata nel rettilineo finale, anche le curve stanno prendendo posizione per il Sì al referendum. “Il tifoso del Napoli vota Sì, perché l’arbitro, come il giudice, deve essere imparziale, sempre”, si legge infatti in una pagina del numero di marzo della rivista diffusa gratuitamente allo stadio Maradona.