L’access prime time come specchio del paese: De Martino e Scotti si contendono ogni sera la stessa fetta di pubblico. Chi vincerà la stagione?

Sabato scorso, 11 aprile, è successa una cosa che pochi avrebbero previsto a inizio stagione. La Ruota della Fortuna di Gerry Scotti ha chiuso la serata al 23,4% di share con 4.208.000 spettatori. Affari Tuoi di Stefano De Martino ha risposto con 4.185.000 spettatori e uno share praticamente identico, al decimo di punto: 23,4%. Ventitremila spettatori di differenza: praticamente un nulla, per la statistica un semplice rumore di fondo.

De Martino e Scotti: testa a testa

Non è un caso isolato. Nelle settimane precedenti il pendolo tra le due trasmissioni di punta dell’access time aveva oscillato continuamente: il 9 aprile La Ruota superava i 5 milioni con il 23,8%, Affari Tuoi rispondeva con 5.068.000 e il 23,7%. Il 13 aprile il quadro si invertiva, con Scotti che vinceva con 5.578.000 e il 26% contro i 5.105.000 e il 23,7% di De Martino. Ma già la domenica 12 aprile De Martino ripassava davanti con 4.939.000 e il 24,9%.

Non è una sfida, è un respiro. I due programmi si alternano in testa con una regolarità che ha qualcosa di ipnotico, e che racconta molto di più di quanto sembri sui meccanismi della televisione italiana del 2026.

Perché la parità è una notizia

Per anni, Affari Tuoi è stato il programma-cassaforte di Rai 1 nell’access prime time. Prima con Carlo Conti, poi con Amadeus, il format dei pacchi aveva costruito un primato che sembrava strutturale: la Rai vinceva quella fascia come un dato di fatto, e Mediaset si adattava facendo quello che poteva con Striscia la Notizia che prima cedeva il passo ma poi ha ceduto di schianto. A

l punto che l’arrivo di De Martino aveva ulteriormente rafforzato il vantaggio, con picchi che nella stagione precedente avevano toccato il 28-30%. Di qui la decisione di accantonare il format storico di Antonio Ricci, riproposto con una selezione speciale in prima serata che per la verità non ha mai completamente convinto.

Ruota della Fortuna, Gerry Scotti e Samira
Otto mesi ad alta velocità per la Ruota della Fortuna di Gerry Scotti e Samira Lui – Credits Mediaset (TVBlog.it)

La Ruota vs I Pacchi

La Ruota della Fortuna non è certo un programma nuovo. Esiste dal 1989, ha avuto varie incarnazioni pur con l’imprinting iniziale di Mike Bongiorno, e la versione con Gerry Scotti era considerata solida ma forse non abbastanza competitiva da impensierire davvero il programma di Rai 1. Si dice che il conduttore abbia risposto “obbedisco” alla rete, con la quale ha stretto un patto di alleanza che va al di là dei contratti e delle esclusive.

Poi qualcosa è cambiato. Scotti ha trovato il ritmo giusto, la trasmissione si è stabilizzata su numeri che si avvicinano sempre di più a quelli del concorrente, e il gap che sembrava incolmabile si è ridotto fino a sparire in alcune serate.

La parità dunque non è un punto di arrivo: è un segnale. Dice che il pubblico dell’access non è così fedele come si pensava, che si lascia spostare da una rete all’altra con meno attrito del previsto, e che il format da solo non basta a garantire la leadership se dall’altra parte c’è un conduttore che funziona altrettanto bene.

De Martino…

Il confronto tra i due conduttori è uno dei più interessanti della televisione italiana contemporanea, proprio perché Scotti e De Martino sono così diversi pur rivolgendosi allo stesso pubblico.

Stefano De Martino ha 35 anni, viene dalla danza, ha un’energia che appartiene a un’altra generazione televisiva. È nato nel talent di Maria De Filippi e di lì ha bruciato le tappe. Sarà uno dei più giovani conduttori di Sanremo nella storia recente del Festival. Per trovare uno più giovane di lui bisogna andare al 1980: Claudio Cecchetto, 27 anni.

Il suo Affari Tuoi è diventato un fenomeno cultural-popolare — i concorrenti, i pacchi, il Dottore, i momenti virali sui social — che va molto al di là del semplice game show. È uno show che genera comunità online, discussioni, meme, fedeltà trasversale per età.

Stefano De Martino
Stefano De Martino, prossimo conduttore di Sanremo – Credits RAI (TVBlog.it)

…Gerry Scotti

Gerry Scotti di anni ne ha 65, è in televisione da quaranta, e rappresenta esattamente il tipo di conduttore che il pubblico del preserale conosce a memoria. La sua Ruota della Fortuna non genera hype sui social, non produce clip virali, non costruisce personaggi che tornano, il campione che dura di più resiste al massimo tre puntate. Ma i soldi che la Ruota distribuisce sono tanti, mediamente più di quelli di Affari Tuoi che il colpo gobbo lo riserva di rado. Il programma funziona perché è esattamente quello che promette: un appuntamento rassicurante, prevedibile, caldo, usando un termine che a molti non piaceva è una delle trasmissioni più nazional-popolari del momento. È il format dello schermo acceso mentre si cena, e in quella funzione è quasi perfetto.

Il paradosso è che i due approcci stanno producendo risultati quasi identici. Il che suggerisce che nell’access prime time il pubblico non cerca l’evento: cerca il compagno ideale per una serata in pantofole. E sia De Martino sia Scotti, per motivi opposti, riescono a rappresentare questa scelta.

Chi vincerà la stagione

La risposta dipende da come si misura la vittoria. In termini di share medio stagionale, De Martino è ancora avanti. Affari Tuoi ha costruito un vantaggio nei mesi precedenti che la Ruota non ha ancora completamente recuperato, e nelle serate più forti — come lo speciale con Jovanotti e Morandi che aveva toccato il 27,5% — il programma di Rai 1 dimostra di avere ancora un soffitto più alto.

Ma il trend è quello che conta, e il trend dice che la distanza si sta chiudendo. Se Scotti riesce a mantenere la competitività nelle ultime settimane di stagione, la Ruota chiuderà con un risultato che nessuno avrebbe ritenuto possibile a settembre. Tant’è che nei corridoi di Cologno, a inizio stagione, si parlava di Piano B e Piano C nel caso la Ruota non fosse bastata. Ora il programma è inamovibile. E Scotti conduce sette giorni su sette, Natale, Befana e Pasqua comprese senza soste. Tant’è che chi studiava le alternative ora si raccoglie in ginocchio perché a Scotti non venga nemmeno un piccolo raffreddore.

Due volti dello stesso pubblico

C’è però una variabile che nessun dato Auditel cattura: il traino sulla prima serata. L’access prime time vale anche — soprattutto — per quello che consegna al programma che viene dopo. E su questo fronte la Rai continua ad avere un vantaggio strutturale che i numeri dell’access da soli non raccontano completamente.

La sfida comunque è aperta. Ed è di gran lunga la cosa più interessante che sta succedendo nella televisione italiana di questi primi mesi del 2026.