Bruxelles chiarisce che il solo aumento dei prezzi del carburante non giustifica il mancato risarcimento per voli cancellati. Per la Commissione è “la carenza di carburante” l’unica “circostanze straordinaria” che può esonerare le compagnie dall’obbligo di compensazione, anche se l’Ue non ritiene ancora raggiunta questa soglia, pur monitorando possibili effetti “catastrofiche” legati allo Stretto di Hormuz.
Con nuove linee guida attese a maggio, verranno definiti diritti dei passeggeri e obblighi in caso di crisi del jet fuel. Intanto il commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas avverte le compagnie che cancellano tratte meno redditizie: in questi casi, oltre al rimborso, è dovuta anche una compensazione. “Voglio chiarire un messaggio, non c’è luogo più sicuro e stabile dell’Europa da visitare quest’estate”, ha detto. L’Unione consumatori replica: “bene l’Ue, anche se la normativa è già chiara. I viaggiatori avranno diritto sia al rimborso che alla compensazione pecuniaria se non saranno avvisati in tempo utile”.
In tema di trasporto aereo, spiega il Codacons, “l’Unione Europea conferma in pieno le nostre tesi circa il diritto al risarcimento in favore di quei passeggeri che, a causa dell’attuale situazione di crisi del jet-fuel, subiscono la cancellazione del proprio volo”. “Si tratta di un importante passo in favore degli utenti circa i diritti dei viaggiatori in questa delicata situazione geopolitica che colpisce il trasporto aereo. – spiega l’associazione -. L’indennizzo riconosciuto in caso di cancellazione del volo, tuttavia, non garantisce quei cittadini che hanno organizzato in modo autonomo viaggi e vacanze, prenotando e pagando oltre a voli aerei anche strutture ricettive e servizi turistici. Spese per le quali non è previsto il rimborso automatico nel caso in cui non si raggiunga la destinazione, a meno che non sia stato pagato un apposito supplemento per la cancellazione anticipata dei servizi acquistati”.
“In tale contesto risulta errato anche spingere gli italiani a stipulare una apposita assicurazione sui viaggi – rivela il Codacons -. Si tratta infatti di polizze che arrivano a costare fino all’8% dell’intera vacanza, non coprono tutti i rischi e prevedono franchigie, massimali e limiti. Tali prodotti assicurativi, ad esempio, rimborsano le spese sostenute per acquisto di voli, strutture ricettive, penali di agenzie di viaggio o tour operator, e servizi turistici già pagati, ma prevedono una serie di esclusioni e limitazioni: la paura di viaggiare, il timore di imprevisti per le nuove condizioni geopolitiche o semplicemente un cambiamento di idea, non sono condizioni che giustificano il rimborso delle spese sostenute per biglietti aerei, hotel o pacchetti vacanza. I motivi di rinuncia al viaggio devono essere validi e documentati, così come previsto dalle condizioni di contratto delle varie compagnie assicuratrici, condizioni che devono essere lette con attenzione per capire se il prodotto che si sta acquistando sia adatto alle proprie esigenze”.
L’articolo Quando puoi chiedere il risarcimento o il rimborso se l’aereo non parte per mancanza di carburante proviene da Blitz quotidiano.