Escort, vip e calciatori: gli investigatori a caccia di oltre un milione di euro finito in Lituania

Milano, 28 aprile 2026 – Prostituzione? Sfruttamento? Non ne vogliono sentir parlare, e negano tutto Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, i due compagni nella vita e nel lavoro finiti ai domiciliari per essere stati i “promotori e dominus” della società schermo “Ma.De”, con sede a Cinisello Balsamo, dove convivono e finita nel mirino della Procura con l’accusa di aver gestito un giro di favoreggiamento e sfruttamento di squillo d’alto bordo, per clienti molto facoltosi, fra cui calciatori di serie A.

Anzi, i due parlano solo di “eventi mondani”, di “serate in discoteche e cene in ristoranti esclusivi”, nulla a che vedere, insomma, con le “cene eleganti”, di Bunga Bunga memoria, stando a quanto hanno assicurato i due, nel corso di oltre quattro ore di interrogatorio davanti alla gip Chiara Valori, in un settimo piano di Palazzo di giustizia, blindato e protetto dai carabinieri.

Anche il loro legale l’avvocato Marco Martini, all’uscita dall’aula ha negato qualsiasi festino con prostitute. “Hanno dato delle spiegazioni tecniche”, ha chiarito, e sono stati “molto precisi”.

La discoteca Pineta a Milano, uno dei locali frequentati dai calciatori di Serie A (il titolare non è indagato)

Il sequestro 

Il difensore ha annunciato che impugnerà il provvedimento cautelare dei domiciliari e quello di sequestro della somma che ammonta circa a 1,2 milioni di euro e ha ironizzato sulla descrizione che è stata fatta dei suoi assistiti come di una “coppia diabolica, amore e morte”.

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“La dottoressa Ronchi – ha raccontato poi il legale – è, invece, laureata in Economia e Buttini è un geometra. Hanno iniziato dal nulla e hanno creato un mondo che si riferisce all’effimero con una clientela che spende sei o settemila euro per delle bottiglie di vino, cose che per loro sono normalissime, come per noi è normale andare a fare la spesa al supermercato”.

Sulla somma di denaro che sarebbe stata portata all’estero, interviene ancora il legale Martini, ancora negando: “Non mi risulta che sia sparito nulla ed escludo che la coppia abbia portato soldi in nero all’estero”. “Inoltre – ha proseguito – Buttini e Ronchi non erano diretti gestori del personale, perché il personale dipendente veniva pagato da altre società”.

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Nel pomeriggio, poi, gli altri due indagati Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, collaboratori della coppia e ritenuti “partecipi” dell’associazione per delinquere, non hanno risposto alle domande della gip Chiara Valori. Il primo ha rilasciato solo una breve dichiarazione spontanea difensiva, il secondo si è avvalso.

I procacciatori 

Salamone e Fraga – sempre stando alla accusa formulata dalla procura – avevano il compito di cercare donne “all’altezza” delle richieste dei calciatori e dei clienti vip da arruolare nella loro “scuderia“ e anche di intrattenere rapporti con le ragazze, oltre a dover tenere la contabilità dei soldi che i giocatori e gli altri clienti dovevano pagare.

I cellulari della coppia sono stati sequestrati per le indagini dell’aggiunta Bruna Albertini e del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, e ora si procederà con la copia forense e la ricerca delle conferme alle ipotesi accusatorie attraverso le parole chiave.

I calciatori

Gli inquirenti hanno indicato i cognomi di oltre sessanta calciatori, tra giovani e anche “big” della serie A, in modo tale che gli investigatori possano andare ad analizzare le chat. Nessuno degli oltre sessanta nomi di calciatori compare nell’elenco degli indagati, il loro coinvolgimento sarà tutto da dimostrare.

Il tesoro volato all’estero

Gli investigatori si sono anche messi a caccia dei soldi incassati dal gruppo cioè del profitto derivante dall’ipotizzato reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione di circa un milione e 200 mila euro, parte dei quali secondo l’accusa sarebbero spariti da conti in Lituania. Intanto prosegue davanti alla Guardia di Finanza la sfilata delle giovani, tra i 18 e i 20 anni, di cui parecchie straniere, tutte hanno confermato che venivano reclutate per partecipare alle serate nei locali di lusso come accompagnatrici e quando veniva proposto dagli organizzatori un lavoro “extra” accettavano, ma la coppia Buttini-Ronchi si teneva ben oltre la metà del compenso.