L’inchiesta sulla profanazione del corpo di Pamela Genini, la 29enne trovata decapitata nel cimitero di Strozza, prosegue in un clima di forte riservatezza. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire le ultime fasi della vita della giovane e le eventuali connessioni con ambienti e frequentazioni che potrebbero avere un ruolo nella vicenda. Il procedimento è coordinato dal pubblico ministero Giancarlo Mancusi e coinvolge diversi accertamenti tecnici e testimonianze raccolte tra familiari e persone vicine alla vittima.
Al momento, non emergono iscrizioni nel registro degli indagati a carico di Francesco Dolci, figura che si è però ritrovata al centro dell’attenzione mediatica e investigativa per via delle sue dichiarazioni pubbliche e delle ipotesi da lui avanzate.
Le dichiarazioni di Francesco Dolci e la sua esposizione mediatica
Francesco Dolci ha scelto nei giorni successivi al ritrovamento di esporsi pubblicamente attraverso numerose apparizioni televisive, sostenendo che Pamela sarebbe stata coinvolta in situazioni legate a denaro e frequentazioni pericolose. L’uomo ha inoltre parlato di presunte minacce e di episodi di violazione di domicilio, affermando di possedere prove che, a suo dire, renderebbero credibili le sue ricostruzioni.
Nel corso delle trasmissioni televisive, Dolci ha descritto una relazione lunga anni con la vittima, parlando di viaggi, regali e somme di denaro. Tuttavia, alcune testimonianze raccolte dagli inquirenti, tra cui quelle di persone vicine a Pamela, hanno delineato un rapporto che potrebbe essersi trasformato nel tempo in una semplice amicizia.
Il tema dei soldi, le cassette di sicurezza e le verifiche
Uno degli aspetti più delicati dell’inchiesta riguarda la gestione economica della vittima. Secondo quanto emerso, Pamela Genini avrebbe avuto accesso a più cassette di sicurezza in istituti bancari tra Milano e Bergamo, contenenti complessivamente tra i 300 e i 400 mila euro. A queste si aggiungerebbe anche un conto corrente con ulteriori disponibilità economiche.
Dolci ha riferito agli investigatori e in televisione di aver contribuito economicamente alla vita della giovane, parlando di somme rilevanti e di un patrimonio significativo. La famiglia della vittima, tuttavia, ha dichiarato di non aver mai ricevuto minacce né segnali di situazioni esterne pericolose. Le verifiche sugli asset patrimoniali restano comunque centrali per chiarire la reale consistenza e la provenienza dei fondi.
Le immagini del cimitero e i punti ancora da chiarire
Un ulteriore elemento sotto analisi riguarda alcune immagini di videosorveglianza che mostrerebbero una figura nei pressi del cimitero nelle ore notturne, nei giorni precedenti al ritrovamento. Gli investigatori ritengono che la corporatura e l’andatura possano essere compatibili con Francesco Dolci, pur senza certezze definitive.
L’uomo, da parte sua, ha negato ogni coinvolgimento diretto e ha affermato di non riconoscersi nelle immagini. Restano da chiarire anche altri dettagli, come la presenza di dispositivi telefonici e possibili spostamenti nelle settimane precedenti alla scoperta della profanazione. Le indagini proseguono per ricostruire con precisione tempi, movimenti e responsabilità in una vicenda ancora avvolta da molti interrogativi.
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