Milano, strappa i manifesti di Ramelli e viene pestato: caccia agli aggressori

Un’aggressione violenta, maturata in pochi istanti e ora al centro delle indagini dei carabinieri. È accaduto nella tarda serata del 28 aprile a Milano, in via Gaspare Aselli all’angolo con via Beato Angelico, dove un uomo di 33 anni è stato brutalmente picchiato da un gruppo di militanti di estrema destra dopo un episodio legato ai manifesti per il 51esimo anniversario dell’uccisione di Sergio Ramelli.

Secondo quanto ricostruito, il 33enne stava tornando a casa dopo essere uscito da un locale della zona quando ha incrociato alcuni manifesti dedicati alla commemorazione prevista nel quartiere. In quel momento sarebbe scoppiato il confronto che ha portato al pestaggio.

La vittima ha raccontato ai carabinieri di essere stata aggredita da “almeno una decina” di persone, colpita con violenza a mani nude, con caschi e persino, secondo il suo racconto, con il manico della scopa utilizzata per affiggere i manifesti. Soccorso dal 118, è stato trasportato alla clinica Città Studi in codice verde con ferite al sopracciglio e al labbro.

Successivamente il 33enne ha precisato che i manifesti “si trovavano già a terra” quando è passato, versione che aggiunge un ulteriore elemento da chiarire nella dinamica dei fatti. Le indagini puntano ora a ricostruire esattamente il ruolo dei presenti e identificare tutti i componenti del gruppo che avrebbe partecipato all’aggressione.

Il racconto del pestaggio e il sospetto di un’aggressione di gruppo

Secondo la ricostruzione emersa finora, dopo un primo contatto con alcuni attivisti presenti sul posto, la situazione sarebbe degenerata rapidamente. Al pestaggio iniziale si sarebbero aggiunti altri militanti, alcuni arrivati a bordo di una Volkswagen Golf, che avrebbero partecipato all’aggressione colpendo il 33enne anche con caschi.

La vittima ha descritto un’azione violenta e coordinata, con il branco che si sarebbe accanito su di lui prima di darsi alla fuga. Un episodio che ha riacceso l’attenzione sul clima di tensione attorno alla commemorazione di Sergio Ramelli, che richiama ogni anno centinaia di militanti.

La manifestazione prevista in serata nel quartiere, con la partecipazione attesa di circa un migliaio di esponenti dell’estrema destra, rende il contesto particolarmente delicato. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e verificando eventuali immagini di videosorveglianza per chiarire responsabilità e dinamica.

L’aggressione ha suscitato immediate reazioni politiche. Il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato, pur condannando l’episodio, ha commentato che il giovane «è stato picchiato perché ha voluto andarsele a prendere», aggiungendo ulteriori polemiche a una vicenda già molto sensibile.

Polemiche politiche e appelli alla conciliazione

L’episodio ha inevitabilmente assunto anche una dimensione politica, inserendosi nel dibattito attorno alla memoria di Sergio Ramelli e al significato delle commemorazioni organizzate in suo ricordo.

De Corato ha parlato di una «grave aggressione», evocando gli anni della violenza politica e prendendo le distanze «senza se e senza ma» da quanto accaduto. Nello stesso intervento ha però rilanciato la polemica sul rapporto della sinistra milanese con la memoria di Ramelli e di Enrico Pedenovi.

Anche Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza, ha commentato la vicenda durante le celebrazioni, scegliendo di lanciare un messaggio più ampio di pacificazione. «Faccio a tutti, non solo a chi sfilerà stasera, l’appello di andare verso una conciliazione da parte di tutti», ha dichiarato, auspicando il superamento delle contrapposizioni storiche.

Parole che arrivano mentre resta alta l’attenzione sulla manifestazione e sui possibili rischi di tensioni. Intanto, sul piano giudiziario, resta aperto il lavoro dei carabinieri per individuare i responsabili del pestaggio e capire se si sia trattato di un’aggressione organizzata o di una violenza esplosa sul momento.

Quel che è certo è che il racconto di un uomo circondato da “almeno una decina” di aggressori ha riportato al centro il tema della violenza politica e delle tensioni che ancora attraversano la città.

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