Roma, 10 maggio 2026 – Prima lo sbarco, poi l’evacuazione. Infine il ritorno a casa. E la scoperta di un nuovo contagiato con sintomi in Francia. Con l’arrivo della nave da crociera Hondius MV al porto di Granadilla nell’isola spagnola di Tenerife (Canarie) si è concluso il viaggio che ha finora registrato sei casi confermati di hantavirus su nove totali sospetti e tre decessi. Il ceppo andino del virus causa una malattia respiratoria acuta per la quale non esistono vaccini né cure e che causa la morte in circa il 40% dei casi. Il contagio avviene normalmente dai topi e si sa che si può trasmettere da uomo a uomo, ma non è ancora chiara quale sia l’origine dei casi registrati sulla nave e la catena dei contagi. Fra i sospetti c’è un tour di birdwatching compiuto dal ‘paziente zero’, un ornitologo 70enne olandese, morto, compiuto a Ushuaia, in Patagonia, la città dalla quale poi è partita la crociera.

LO SBARCO
Il protocollo di sbarco dopo l’arrivo a Granadilla ha previsto il trasporto su un gommone con indosso tute di protezione individuale, mascherine Fffp2 e retine per capelli monouso. Poi il trasferimento su un autobus dell’Unità di Intervento Rapido dell’esercito spagnolo, che li ha portati all’aeroporto di Tenerife. L’evacuazione deve finire entro stasera perché poi la nave salperà per i Paesi Bassi, con parte dell’equipaggio ancora a bordo, come ha fatto sapere Virginia Barcones, capo della Protezione Civile spagnola.
IL RIENTRO
Dopo i primi 90 trasferiti, il rientro nei paesi d’origine dei croceristi sbarcati alle Canarie si concluderà oggi. L’attenzione però è alta. Uno dei cinque francesi sbarcati all’aeroporto di Le Bourget di Parigi nel pomeriggio di ieri ha accusato sintomi durante il volo. Lo ha comunicato il premier Sébastien Lecornu che ha annunciato che i cinque saranno posti “in isolamento stretto fino a nuovo ordine” e saranno decretate misure di isolamento.
Nel frattempo sono partiti i voli verso Paesi Bassi, Canada, Turchia, Regno Unito, Irlanda e Stati Uniti. L’ultimo volo è previsto per l’Australia. Il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, che sta supervisionando le operazioni di quarantena, ha fatto sapere che tutti i passeggeri della nave partita da Ushuaia in Argentina il primo aprile sono considerati contatti ad alto rischio e vanno monitorati per almeno 42 giorni, anche se la situazione attuale non è paragonabile a quella dell’inizio della pandemia di Covid-19. Il periodo di incubazione del ceppo andino del virus arriva a sei settimane..
LE MISURE
Il direttore del National Institutes of Health (Nih) americano, Jay Bhattacharya, ha fatto sapere che i cittadini statunitensi evacuati non saranno necessariamente sottoposti a quarantena: “L’hantavirus non è il Covid e non lo tratteremo allo stesso modo”. La replica dell’Oms: “La mancata quarantena Usa potrebbe presentare dei rischi”. Anche in Italia i quattro italiani che si trovavano sul volo della 69enne olandese poi deceduta sono in quarantena non obbligatoria visto che per tenere fermi nei loro appartamenti soggetti non direttamente esposti a un contatto stretto servirebbe un apposito decreto. Sono tutti asintomatici.
IL MINISTERO
“Assolutamente non ci troviamo nella stessa situazione” del 2020 con il Covid “e soprattutto parliamo di un virus molto diverso rispetto a quello del Covid, seppure più letale”. Maria Rosaria Campitiello, capo dipartimento della prevenzione del ministero della Salute lo ha detto ai microfoni di Rainews 24.
IL PAPA
Intanto dopo la preghiera domenicale in Piazza San Pietro in Vaticano, Papa Leone XIV ha ringraziato le Isole Canarie per aver permesso alla nave di attraccare, affermando di “non vedere l’ora di incontrare la popolazione locale”, un mese prima del suo viaggio in Spagna (6-12 giugno), durante il quale visterà l’arcipelago.