Dieta vegana: quella con le minori emissioni, un nuovo studio lo conferma

Dieta vegana: quella con le minori emissioni, un nuovo studio lo conferma” è stato pubblicato su Vegolosi, magazine di cultura e cucina 100% vegetale

Una recente analisi scientifica ha gettato nuova luce sul confronto tra la dieta Vegana e la dieta Mediterranea, analizzando non solo i benefici clinici, ma soprattutto l’impronta ambientale espressa in termini di emissioni di CO2, consumo di suolo e utilizzo di acqua.

La Physicians Committee for Responsible Medicine ha pubblicato su BMJ Nutrition, Prevention & Health i risultati di una ricerca secondaria che partiva dalle analisi dello studio di tre diete messe a confronto fra loro: quella onnivora, quella Mediterranea e, infine, quella vegana a basso contenuto di grassi. La ricerca, iniziata nel 2019, è stata condotta su 62 persone. I dati della ricerca, incentrati sull’analisi della salute e sulle condizioni cliniche dei soggetti – che hanno mostrato un miglioramento generale delle condizioni di salute dei soggetti che seguivano una dieta vegana – sono stati utilizzati poi per mettere in luce l’impatto ambientale delle tre tipologie di alimentazione. I risultati non sorprendono, ma confermano i dato che da anni vengono esposti da molti altri studi sul tema: l’alimentazione vegana è quella che, rispetto all’onnivora ma anche rispetto alla Mediterranea permette di diminuire sensibilmente il proprio impatto sull’ambiente.

I fattori analizzati sono stati: emissioni di gas serra e consumo energetico totale. Seguendo le analisi dei risultati dello studio è stato possibile stabilire che:

  • le emissioni totali di gas serra calcolate sono state ridotte del 57% con la dieta vegana a basso contenuto di grassi,
    ovvero di -1451,7 g CO₂ 
     eq/persona-giorno
  • la richiesta di consumo energetico totale è stato valutato con una riduzione del 55%

La dieta Mediterranea – che va ricordato nel modello originale si basa prevalentemente su verdura, frutta, cereali e grassi vegetali, ma chiaramente non esclude carne, uova e formaggi – garantisce una diminuzione delle emissioni di gas serra del 20%, quindi bene, certo, ma non benissimo, date le condizioni dell’avanzamento della crisi climatica, ampiamente valutate dalla comunità scientifica internazionale. A riguardo è interessante parlare anche degli ultimi dati del report di Greenpeace Italia sulle emissioni degli allevamenti intensivi in Italia con un focus particolare sulla zona della Pianura Padana: le province di Brescia, Cremona e Mantova da sole sono responsabili del 14,9% delle emissioni zootecniche di ammoniaca e il 15,3% di quelle di gas serra di tutta l’area.

Lo studio pubblicato da Physicians Committee for Responsible Medicine spiega inoltre che il dato sulla diminuzione delle emissioni di gas serra con l’alimentazione vegana sono da attribuirsi, in ordine di impatto, all’assenza di carne, latticini e uova.


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