Al via i lavori per la realizzazione del termovalorizzatore di Roma nell’area industriale di Santa Palomba, al confine con il comune di Pomezia. Ad aprire il cantiere il sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri, e l’amministratore delegato di Acea, Fabrizio Palermo. Hanno partecipato, tra gli altri, anche l’assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale, Sabrina Alfonsi, la presidente di Acea, Barbara Marinali, e l’amministratrice delegata di RenewRome, Barbara Maccioni. L’impianto sarà in grado di trattare 600mila tonnellate all’anno di rifiuti indifferenziati e non riciclabili e la prima consegna dei rifiuti è prevista per novembre 2029.
Nel progetto la torre panoramica alta 70 metri
Con un investimento di 1 miliardo di euro per il termovalorizzatore, “gli sbocchi per lo smaltimento avranno un costo inferiore a quello attuale per il trasporto in Italia o all’estero”, fanno sapere. Il progetto prevede anche la realizzazione di un Parco delle Risorse Circolari, un’area attrezzata con sale per la ricerca, coworking, una serra sperimentale, spazi verdi e una torre panoramica alta oltre 70 metri. Il polo ospiterà poi un impianto fotovoltaico, una rete di teleriscaldamento e un sistema sperimentale per la cattura della CO2 e in particolare per il recupero delle ceneri pesanti.
Energia termica per 200mila famiglie
Quanto all’energia termica ed elettrica prodotta sarà pari a 65 mw complessivi, “sufficiente ad alimentare circa 200mila famiglie e permetterà la trasformazione dei rifiuti in materiali riutilizzabili per usi edili”. È previsto poi un sistema di trattamento fumi che garantisce “emissioni di CO2 80 volte inferiori rispetto alle discariche ed emissioni di polveri da 100 a 10.000 volte inferiori rispetto a una strada trafficata di Roma”.
Le emissioni ed altri parametri ambientali come suolo, acqua, vegetazione e rumore, saranno monitorati secondo il Piano di Monitoraggio Ambientale. A livello idrico, il fabbisogno verrà soddisfatto tramite il recupero dell’acqua piovana e il riutilizzo dell’acqua depurata in uscita dal depuratore di Santa Maria in Fornarola. Il progetto provvede, inoltre, alla messa in sicurezza del Fosso della Cancelliera. Approvata anche la proposta di Piano di sorveglianza e monitoraggio sanitario. Per quanto riguarda la modalità d’arrivo dei rifiuti, avverrà attraverso la linea ferroviaria, con due treni di notte. Per gestire al meglio la viabilità in zona, c’è un Piano da 31 milioni di euro per decongestionare il traffico del quadrante sud. Infine, da oggi è online il sito www.renewrome.com dedicato all’impianto.

Gualtieri: “Inquinerà meno di una strada trafficata”
Il termovalorizzatore sarà “ultra sicuro, non inquinante, costantemente monitorato, dotato delle tecnologie più avanzate oggi disponibili e costruito secondo standard ambientali ancora più rigorosi rispetto a quelli previsti dalla normativa europea, così da garantire il massimo livello di tutela ambientale”, ha sottolineato il sindaco Gualtieri. L’ad di Acea Palermo ha poi aggiunto che “l’impianto integrerà le migliori soluzioni disponibili sul piano ingegneristico e ambientale, configurandosi come un modello di riferimento nel panorama europeo”.Per Gualtieri, l’impianto del termovalorizzatore di Roma “è ancora più avanzato e quindi meno inquinante di quelli nelle grandi città europee che sono in mezzo alle case, nei quartieri. Questo usa una tecnologia di nuovissima generazione: è il più moderno, avanzato, verde e sicuro d’Europa. Inoltre ha un livello di emissioni bassissimo, tra le 80 alle 8000 volte inferiori a quelle di una strada normale trafficata con le macchine”.
La prima consegna dei rifiuti prevista a settembre 2029
La prima consegna dei rifiuti è prevista a settembre 2029. L’impianto “non ha nessun impatto dal punto di vista ambientale e anzi ha un impatto molto positivo perché riduce l’inquinamento causato dalle discariche e dal traffico di rifiuti sui camion in giro per i termovalorizzatori e discariche di mezza Italia e mezza Europa”, aggiunge ancora il sindaco di Roma.
Questa scelta, per Gualtieri consentirà di “risparmiare risorse per investirle nella pulizia della città”. In questo modo, osserva, “ci adeguiamo alle migliori realtà più avanzate d’Europa. E non solo ci adeguiamo, ma lo facciamo con un impianto ancora più innovativo e che sarà un modello a livello mondiale”.
Sulle dimensioni, “c’è una polemica, si dice sia troppo grande. In realtà – spiega il sindaco – noi abbiamo parametrato la dimensione sul livello di rifiuti indifferenziati che avremo tra diversi anni. Oggi ne abbiamo molti di più, quindi se si fosse parametrato alla produzione attuale di rifiuti indifferenziati avremmo dovuto farlo di circa 1 milione e persino di più di tonnellate l’anno”. Mentre questo a Santa Palomba “è di 600mila proprio perché noi non vogliamo sederci, non vogliamo rallentare il processo di miglioramento della raccolta differenziata e di riciclo dei rifiuti – fa sapere – e per questo abbiamo deciso di tararlo sugli obiettivi più avanzati di raccolta differenziata, il 70% e magari anche di più”.
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