Gabriele Parpiglia in esclusiva a TvBlog: “Dalla strage di Corinaldo non abbiamo imparato nulla. Oggi sto bene nel mio mondo, mi arrabbio quando estrapolano i miei contenuti violando le regole sul diritto d’autore”

La televisione era e resta un racconto collettivo e ricco di sorprese con qualche imprevisto. C’è chi la guarda e chi la fa, molto spesso chi resta dietro le quinte deve anche assorbire determinate dinamiche che rappresentano il “lato oscuro” di questa macchina così affascinate. Il mondo dei media riserva sempre qualche rivelazione, ma occorre essere bravi a rintracciarla prima degli altri. Non è solo una questione di possibili scoop o esclusive, si tratta di un insieme di impieghi fatto di analisi, conferme e possibilità.

Chi riesce a tenere unito tutto questo senza tradire i propri riferimenti è una persona libera, ma anche un esempio da seguire per quel che riguarda il linguaggio condiviso che questo racconto mediatico anima. I professionisti del settore, specialmente per quel che concerne l’informazione e la comunicazione, sono molti ma nel settore dello spettacolo in pochi riescono a essere sempre presenti e affidabili. Uno di questi è Gabriele Parpiglia che, attraverso la propria newsletter e non solo, racconta il mondo della televisione e dei media.

Gabriele Parpiglia si racconta a TvBlog

Poi è impegnato in radio ed è anche consulente, a livello autorale, per moltissimi contenuti che siamo abituati a vedere. L’ultima sua fatica editoriale si chiama “Corinaldo: una strage senza risposte”. In esclusiva a TvBlog ha parlato di questo e molto altro per far capire a chi ama la televisione e lo spettacolo cosa c’è dietro e come funziona, in parte, il meccanismo di un settore che affascina ma cela anche tanti retroscena a cui abituarsi non è sempre facile. Così come riuscire a trovare una propria cifra stilistica senza tradirsi, Parpiglia ce l’ha fatta e – per quanto possibile – prova a spiegare come.

Gabriele Parpiglia, giornalista e speaker, si racconta a TvBlog
Gabriele Parpiglia, giornalista e speaker, si racconta a TvBlog (Per gentile concessione dell’intervistato) – TvBlog

Guru – La storia di Matteo Cambi

Guru – La storia di Matteo Cambi, lei ha messo ordine in questo racconto facendo un po’ quello che vorrebbero fare tutti attraverso la scrittura: trovare un senso alle vicende che ci attraversano. La difficoltà maggiore nel tradurre un viaggio dal paradiso all’inferno mediatico, come è stato quello di Cambi, per la televisione qual è stata?

La difficoltà maggiore nel realizzare questa serie è stata quella di trovare qualcuno che ti dia fiducia quando hai una storia da raccontare e da proporre. Il lavoro su Matteo ha avuto una prima fase iniziale che era pre-Covid, quando è uscito il libro, e c’era stato un interessamento iniziale da parte di un’importante casa cinematografica. Poi si è bloccato tutto con la pandemia e abbiamo dovuto ricominciare da capo il lavoro, fortunatamente anche se ci abbiamo messo otto anni siamo riusciti a raccontarla. L’importante è riuscire a trovare qualcuno che ti dia la chiave di accesso per poter raccontare una storia. Non è la prima volta che mi trovo a fare questo, lo faccio da sempre. Sono stato anche produttore esecutivo della serie su Wanna Marchi su Netflix. Il punto fondamentale poi è passare alla fase di scrittura, dove – attenendoti alle indicazioni della rete, ovvero in base alle puntate disponibili – provi a fare un racconto veloce che tenga incollato il telespettatore dall’inizio alla fine. Proprio dall’attacco in poi è tutto fondamentale, non devi raccontare nulla che possa fare annoiare perchè oggi la soglia d’attenzione è bassissima.

Corinaldo: una strage senza risposte

 8 dicembre 2018. Una notte di festa si trasforma in un incubo di fumo e calca. Così inizia la quarta di copertina del suo libro “Corinaldo: una strage senza risposte”. Due domande: in primis quanto le è rimasto addosso di questa fatica editoriale, in secundis dalla strage di Corinaldo lo star system (a livello di organizzazione eventi) ha davvero imparato qualcosa oppure no?

Di quella strage mi è rimasto addosso tutto perchè io ho sempre seguito ciò che è successo a Corinaldo in otto anni, non mi sono svegliato oggi a dare risalto alla storia come hanno fatto in molti. Io l’ho fatto e lo faccio da otto anni, sono andato a Senigallia. Non ho scelto di farlo perchè è un argomento che ritorna spesso anche per via di processi e cause che fino a poche settimane fa non erano conclusi, ho deciso di dare risalto a questa vicenda perchè nonostante la gravità di quello che è accaduto non si è imparato niente. Lo dimostrano anche i fatti di Crans-Montana, però, per rispetto di tutto quello che è successo non voglio aggiungere altro.

Gabriele Parpiglia speaker e giornalista si racconta ai microfoni di TvBlog
Il noto cronista e speaker si racconta ai microfoni di TvBlog (Per gentile concessione dell’intervistato) – TvBlog

“Siamo vittime della pressione social”

Restiamo in tema: secondo lei oggi siamo ancora tutti, chi più, chi meno, vittime della pressione sociale da sold out?

No, siamo vittime della pressione social che è peggio. La pressione social ti impone di essere vittima di un qualcosa che ti condiziona continuamente nel quotidiano. Basterebbe dare il giusto peso alle cose, educare, rivendicare l’uso del telefono non nelle scuole. Tutto questo sarebbe già un insieme di ottime soluzioni, ma sono convinto che possiamo solo peggiorare da questo punto di vista.

Veniamo alla televisione: perché non citano mai le sue esclusive sul piccolo schermo?

No, devo essere sincero, questo non è vero. Di recente Caterina Balivo mi ha riconosciuto, all’interno del suo programma, la paternità dello scoop su Checco Zalone con la nuova compagna Valentina Liguori (l’ex di Zambrotta). Stavo guardando la rassegna stampa e, solo oggi, ho avuto 1500 citazioni. Oggi ti svegli in un mondo dove ogni mattina nasce un podcast e ne muoiono cinquanta, oppure nascono cinquanta blogger e giornalisti e ne muoiono cento. Quindi non puoi aspettarti che tutti sappiano come funziona né tantomeno di essere citato da chiunque, anche in questa situazione si può solo peggiorare. Io mi arrabbio non tanto quando non mi citano, mi arrabbio quando estrapolano il contenuto di una newsletter e violano quelle che sono le regole dettate dal punto di vista legale sul diritto d’autore. Infatti questo determina che io stia facendo proprio recentemente delle riunioni con i capi di una delle più importanti piattaforme atte alla diffusione e sviluppo di newsletter per capire come risolvere questo problema.

Del Piero, Vieri e Cassano: il no a Roast in Peace

Roast in Peace, cosa sta succedendo? Lei ha fatto 3 nomi nella sua newsletter e ha parlato anche di qualche campione illustre che ha rifiutato…

Nella newsletter per primi abbiamo anticipato la partecipazione di Fedez e Simona Ventura, mi hanno dato per certa la presenza di Asia Argento. Poi, invece, c’è stata una cosa molto strana: tre calciatori, Del Piero, Vieri e Cassano hanno rifiutato il programma. Su questo, però, ho una mia teoria. Ufficialmente lo hanno rifiutato perchè non ci sono stati gli accordi economici, mi sento di confermarlo proprio nel caso di Del Piero. Credo, però, che siano stati anche influenzati da Totti lo scorso anno. C’è anche la volontà di voler evitare una shitstorm o battute che possono crearti problemi sul privato. A quel punto sei libero di poter dire sì o no. Credo che questa componente abbia influito abbastanza. Già il fatto che ci siano Fedez e la Ventura significa aver fatto un salto di qualità che, per me, vale 100 reality.

Alberto Matano e Domenica In tra presente e futuro

Domenica In, anche in questo caso lei ha fatto dei nomi precisi per il futuro della trasmissione: ora le cose sembrano andare in una direzione diversa, ha qualche aggiornamento?

Io stimo molto Mara che è una persona di gran cuore, onestamente però non capisco con tutti i problemi avuti quest’anno nel programma (dai numeri fatti alle idee di mettere dentro più persone e, invece, poi è finita come abbiamo visto tutti) come possa continuare in tale contesto. Senza contare che c’è stato, anche da parte sua, un accenno nel dire “Questo è il mio ultimo anno a Domenica In”. Fattore che, in tal senso, è diventato quasi una burla dirlo e poi ricominciare da capo. Se non è quest’anno, Matano e la Delogu faranno Domenica In il prossimo anno. Matano sarà a Domenica In. Se non ora, successivamente, se la prenderà. Recentemente non si è smarcato da questa possibilità, sulle pagine di Gente ha solo dichiarato: “Non mi sembra corretto parlare di programmi che sono attualmente in onda con una collega che stimo“.

“Signorini appartiene al trapassato remoto”

Passiamo a parlare dell’affaire Signorini: senza entrare in questioni legali, perché c’è ancora una diatriba in corso, lei non ha mai fatto mistero (non solo a mezzo stampa) che certe dinamiche del piccolo schermo l’hanno segnata profondamente e talvolta ha anche pagato in prima persona. C’è qualcosa che guardandosi indietro non rifarebbe?

Qui rimando tutti alla mia newsletter. L’epopea Signorini l’ho raccontata lì, quindi posso dire che non riporrei più la fiducia a determinate dinamiche e situazioni. Mi sembra anche superfluo tornare a parlare di Signorini, l’ho denunciato (sia in sede civile che in sede penale). Preferisco dire che lo percepisco ormai come una persona lontana, antica e passata. Signorini, ormai, per me è trapassato remoto.

L’Isola dei Famosi, come sarà la nuova edizione

Restiamo idealmente a Mediaset: qual è il destino de L’Isola dei Famosi?

L’Isola dei famosi si fa, stanno facendo i casting. Fake news è la partecipazione di Niccolò Bettarini. Nella newsletter ho pubblicato altre rivelazioni particolari sul reality. Non sarà uguale a Pechino Express, ma sarà molto simile.

Parliamo ora della sua situazione attuale: è riuscito, finalmente, a crearsi un orizzonte narrativo (anche grazie alla newsletter) senza condizionamenti e a sua immagine e somiglianza. Qual è il prezzo della libertà?

Più che il prezzo della libertà lo chiamerei il prezzo del rincoglionimento (ride ndr). Era quello in cui ero caduto, di questo mi prendo le colpe io. Probabilmente sono dei passi nella vita che devi fare. Io non so se si è veramente mai liberi, questo non lo so. Senz’altro, oggi, scrivendo libri e facendo le consulenze editoriali oppure scrivendo serie e attraverso la radio, sono contento così. Può sempre andare meglio, sicuramente, ma non sto lì a contare le vittorie né tantomeno a cercare vendetta. Non mi piace mai vedere le persone cadere, non godo, tranne in un caso ma non dico chi (e non si tratta di Signorini). Si tratta in realtà di due persone che mi hanno fatto del male, tranne in tal caso per il resto non mi interessa quasi niente di nessuno. Faccio il mio e vado avanti.

Il futuro tra aspettative e nuove sfide professionali

Se oggi la chiamassero, non solo come autore, per un programma quale format accetterebbe e quale invece scarterebbe senza esitazione?

Mi hanno chiamato come autore, sono stato contattato anche come ospite oppure per commentare Sanremo. Io, però, queste cose le ho già fatte. Basta guardare al recente passato per ricordarlo. Le ho fatte con Mattino 5, Pomeriggio 5, Domenica Live. Non torno indietro per fare cose che ho già fatto. Se mi vuoi chiamare mi devi dare le chiavi di un programma, altrimenti sto bene nel mio mondo. Sto bene dove sto. Quando mi daranno le chiavi di un programma, allora se ne potrà parlare. Oggi il mio lavoro è legato alle docu-serie, ai romanzi e alla scrittura. La televisione fa parte mio ambito lavorativo perchè faccio consulenze di autorato per alcuni programmi, ma è solo una parte del mio orizzonte d’impiego attuale.

Proviamo a strapparle qualche anticipazione: cosa bolle in pentola nel prossimo futuro?

Per me la pentola è già piena (ride ndr). L’importante è non fare spegnere il fuoco, ho smesso purtroppo di dare anticipazioni e raccontare tutto ciò che faccio perchè l’invidia social e sociale ti disintegra nel quotidiano. La frase che mi resta da dire è seguitemi sui social, seguitemi in radio, seguitemi attraverso i libri e leggete – se volete – la newsletter.