Il Dipartimento di Giustizia ha segretamente ampliato l’accordo tra Donald Trump e l’agenzia delle entrate americana, includendo una clausola che impedisce all’Internal Revenue Service di avanzare pretese fiscali nei confronti del presidente, della sua famiglia e delle sue aziende. La clausola prevede che l’Irs sia “permanentemente precluso” dal rivendicare qualsiasi richiesta o risarcimento che sia stata, o avrebbe potuto essere, avanzata nei confronti di Trump prima del raggiungimento dell’intesa.
L’accordo è stato raggiunto nell’ambito del ritiro, da parte del presidente, della causa da 10 miliardi di dollari contro l’agenzia e della creazione di un fondo “anti-strumentalizzazione” da 1,78 miliardi destinato a risarcire gli alleati di Trump che sarebbero finiti ingiustamente nel mirino del Dipartimento di Giustizia durante l’amministrazione di Joe Biden.
L’intesa ha sollevato critiche anche all’interno del Partito repubblicano, dove molti guardano con scetticismo al fatto che tra gli alleati del presidente ci sono gli assalitori del 6 gennaio. Anche loro ora potranno essere risarciti con denaro pubblico.

La causa tra Trump e l’agenzia delle entrate Usa
Tutto era iniziato con la diffusione, da parte di un contractor esterno dell’Irs, di alcuni dati relativi alle tasse pagate da Trump. Le informazioni erano poi finite a diversi giornali, tra cui il New York Times.
Dai documenti era emerso che Trump, nel 2016, anno del suo primo insediamento alla Casa Bianca, aveva pagato appena 750 dollari di tasse federali e nulla nei 15 anni precedenti.
Da quel caso era nata una causa contro l’Irs, accusata di non aver protetto dati sensibili. L’inchiesta aveva portato all’arresto dell’informatore, condannato nel 2024 a quattro anni di carcere, e all’apertura di un lungo contenzioso.
La vicenda si è ora conclusa con un accordo articolato in due parti: da un lato l’istituzione del fondo da quasi 1,8 miliardi di dollari per risarcire le presunte vittime di un uso politico della giustizia; dall’altro il divieto di effettuare verifiche fiscali su Trump, sui suoi familiari, sulle sue aziende e anche su “individui correlati o affiliati”. Un’intesa che, di fatto, blinda il tycoon e la sua famiglia.
Si dimette il responsabile legale del Tesoro
Il responsabile legale del Tesoro americano, dopo la creazione del fondo ‘anti-strumentalizzazione’ da 1,78 miliardi di dollari per risarcire le vittime del Dipartimento di Giustizia, si è dimesso. La notizia è stata riportata dal New York Times: Brian Morrissey ha rassegnato le sue dimissioni sette mesi dopo essere stato approvato dal Senato nel suo incarico.
L’articolo L’accordo segreto tra Trump e l’agenzia delle entrate Usa, bloccate tutte le verifiche fiscali su presidente e famiglia proviene da Blitz quotidiano.