America First: Trump riduce da 4 a 3 le Brigate in Europa. 5mila soldati si rimpiazzano, la fiducia tradita no

Il Pentagono ha annunciato il taglio delle brigate di truppe Usa in Europa da quattro a tre.

Il Pentagono “ha ridotto il numero totale di Brigade Combat Teams (Bct) assegnate all’Europa, passando da quattro a tre unità. Ciò riporta i loro livelli in Europa ai valori registrati nel 2021”.

Il futuro della Nato

La decisione, si legge nella nota, “è il risultato di un processo esaustivo e articolato su più livelli, incentrato sul posizionamento delle forze statunitensi in Europa. Ciò comporta un ritardo temporaneo nello schieramento delle forze americane in Polonia, Paese che rappresenta un alleato modello per gli Stati Uniti”.

bandiere usa e nato
America First: Trump riduce da 4 a 3 le Brigate in Europa. 5mila soldati si rimpiazzano, la fiducia tradita no (foto Ansa-Blitzquotidiano)

Il comandante supremo delle forze alleate (Saceur), il generale Usa Alexus Grynkewich, al termine della riunione dei capi di Stato Maggiore ha precisato che ammonterà “a 5.000” il numero totale dei soldati americani sulla strada del ritorno.

Si tratta della brigata corazzata in rotazione verso la Polonia (4.000 uomini) più la divisione di attacco a lungo raggio prevista per la Germania (circa 1.000). A farne le spese sembra essere Varsavia, più che Berlino, ma quando Washington avrà finito con le pulizie di primavera si vedrà il risultato finale, che dovrebbe rispettare le indicazioni del commander-in-chief.

Ebbene, non è tanto l’entità di questa riduzione – definita “gestibile” e senza impatti sull’attuazione dei piani difensivi regionali e la deterrenza, sia da Grynkewich che dagli alleati – a preoccupare, quanto il modo in cui è nata, ovvero “punitiva” verso al Germania, oltre che a sorpresa — ecco perché gli alleati chiederanno a Rubio, per il futuro, “maggiore prevedibilità”.

Il Pentagono stabilirà la collocazione definitiva delle tre brigate e di altre forze statunitensi in Europa “sulla base di ulteriori analisi relative ai requisiti strategici e operativi degli Stati Uniti, nonché in funzione della capacità degli alleati stessi di contribuire con le proprie forze alla difesa dell’Europa”.

Lo stesso Saceur, però, ha esortato gli europei a guardare in faccia la realtà, ovvero “nuovi spostamenti” delle truppe Usa, che andranno (si spera) di pari passo “all’aumento delle capacità degli europei”.

Cronaca di un disimpegno storico

L’interrogativo che rimbalza sempre più di sovente nei corridoi del quartier generale della Nato a questo punto non è tanto sul ‘se’ ma sul ‘come’ e ‘quando’ di tale disimpegno.

Al contempo, se l’industria europea della difesa, frammentata e poco incline ad assumersi rischi, sia davvero in grado di fornire ciò che serve all’Europa per emanciparsi dagli Stati Uniti (ammesso che gli Stati Uniti accettino di perdere quote di mercato in Europa, cosa che non appare chiara).

L’analisi Usa, si legge in una nota, punta a “promuovere l’agenda ‘America First’” del presidente Donald Trump “in Europa e in altri teatri operativi, anche incentivando e mettendo in condizione i nostri alleati della Nato di assumersi la responsabilità primaria della difesa convenzionale dell’Europa”.

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