Il politologo Tarchi: “Vannacci populista genuino, ammicca al buonsenso della gente. I suoi voti fondamentali per il centrodestra”

Roma – Professor Marco Tarchi, politologo e docente emerito alla facoltà Cesare Alfieri di Firenze, qual è la sua valutazione su quanto il primo governo di destra-centro della storia della Repubblica sta facendo? Sta attuando politiche di destra o no?

“Destra è un termine talmente generico e vago da contenere un ampio raggio di politiche: c’è una destra liberal-conservatrice a cui interessano la riduzione delle tasse per i redditi medio-alti e i provvedimenti a favore dello sviluppo industriale e delle esportazioni dei generi di lusso, e ce n’è una, la cosiddetta “destra sociale“, che vorrebbe più tutela del potere d’acquisto di chi ha un tenore di vita medio-basso e più attenzione all’inflazione che penalizza i consumatori di generi essenziali. Ce n’è una che ama appassionatamente gli Usa e Israele qualunque cosa facciano e una che non li ama affatto, soprattutto quando fanno quello che stanno facendo a Gaza, in Libano o in Iran. Credo che l’attuale governo stia dando soddisfazioni alle prime due e scontentando le seconde”.

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Per la prima volta, con Futuro Nazionale di Vannacci, la premier Meloni ha un’opposizione da destra. Quanto può danneggiarla e come deve gestire questo fattore?

“Se insisterà su alcune prese di posizione, in politica estera e non solo, di danni rischia certamente di averne. Non sono pochi gli elettori che considerano le scelte della Meloni presidente del Consiglio troppo distanti dalle promesse della Meloni oppositrice di tutti i precedenti governi. Il realismo non giustifica tutti i cambi di linea e a volte viene interpretato come un tradimento. Chi vuol votare Vannacci la pensa così”.

Il realismo non giustifica tutti i cambi di linea e a volte viene interpretato come un tradimento. Chi vuol votare Vannacci la pensa così

Al centrodestra conviene inglobare nello schieramento Futuro nazionale alle Politiche? Anche rischiando di perdere qualcosa al centro e dovendo mediare con la Lega?

“Dovrà farlo, perché i sistemi elettorali in cui contano le coalizioni create prima del voto hanno le loro leggi inderogabili: senza Futuro nazionale, il rischio di una sconfitta del centrodestra è alto. Quanto agli elettori moderati che potrebbero esserne scontenti, spetta a loro decidere di passare con Conte o Schlein, votandoli o astenendosi”.

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Che cosa conviene invece, in termini elettorali e politici, a Vannacci e qual è secondo lei il suo appeal verso un certo tipo di elettorato?

“Il messaggio di Vannacci non è né radicale né nostalgico, a parte qualche battuta: è populista nel senso più genuino della parola. Ammicca al buonsenso della “gente comune“, diffida dei politici di professione, punta su una sorta di conservatorismo popolare. Se si staccasse dal centrodestra, la sua diventerebbe una meteora destinata a consumarsi in breve tempo”.

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Una delle novità delle ultime Comunali è stato il debutto di un candidato sindaco di Futuro nazionale, a Vigevano, che ha preso oltre il 14% dei voti. È il bacino di voti a cui Vannacci può aspirare anche a livello nazionale? Sono di più, di meno?

“Non esagererei. Per rimanere al buonsenso populista – che ama i proverbi –, una rondine non fa primavera. Il 4-5% previsto oggi dai sondaggi è il più probabile “zoccolo duro“. Dopo di che, ci sono le imprevedibili variabili delle circostanze”.

Il 4-5% previsto oggi dai sondaggi è il più probabile zoccolo duro

Fra meno di tre anni si vota per il Quirinale, la destra può aspirare ad eleggere un presidente di area? E chi potrebbe essere: Meloni o La Russa?

“Non credo che Forza Italia, e gli eredi Berlusconi, lo consentirebbero. Si sente parlare di un esponente moderato; il primo nome è Alfredo Mantovano. Possibile, anche se partire troppo presto vuol dire bruciarsi”.

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