Garlasco (Pavia), 29 maggio 2026 – Altre consulenze disposte dalla Procura, anche una psichiatrica. Con l’immediata replica della difesa dell’indagato: “Sorprende che si cerchi di trovare l’assassino ideale”. Ieri la Procura di Pavia ha diramato un comunicato stampa, il settimo per la nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto 2007, rendendo noto che “a seguito del deposito da parte della difesa di Andrea Sempio, di plurime consulenze tecniche” dopo l’avviso di chiusura indagini (notificato il 7 maggio), “e considerato che i termini delle indagini preliminari risultano tuttora pendenti (con scadenza fissata al 28.9.26), si è ritenuto opportuno disporre ulteriori accertamenti”.
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Smentendo così una rapida richiesta di rinvio a giudizio, la Procura di Pavia vuole far esaminare dai suoi consulenti “già nominati” le cinque consulenze depositate lunedì dalla difesa, con ulteriori incarichi per “valutarne la fondatezza, anche sotto il profilo del rigore e dell’affidabilità scientifica”.
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Chi è il prof nominato
Ma non solo. “Contestualmente, nell’ottica di garantire la completezza e l’approfondimento delle indagini – scrive il procuratore Fabio Napoleone – è stato nominato il Prof. Roberto Catanesi, medico psichiatra, quale consulente tecnico. Allo stesso verrà messo a disposizione il compendio documentale relativo ad Andrea Sempio, previa formulazione dei relativi quesiti”.
Una mossa a sorpresa, anche perché la difesa non ha depositato la consulenza personologica: dopo la discovery degli atti, non aveva ritenuto di replicare al lavoro di profilazione del Racis, riservandosi di richiedere che venisse escluso come prova nelle successive fasi processuali.
Tre quesiti
Ora la Procura ha nominato uno psichiatra “per accertare” tre quesiti: “l’eventuale sussistenza, in capo all’indagato, di condizioni patologiche idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere, con riferimento ai fatti per cui si procede e al momento della loro realizzazione”; “la presenza di eventuali disturbi o alterazioni di significativa rilevanza, tali da incidere sul giudizio di imputabilità, nonché il grado di correlazione con i fatti contestati”; “l’eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale”.
Le parole del legale Cataliotti
“Noi della difesa – replica l’avvocato Liborio Cataliotti, che con la collega Angela Taccia difende Andrea Sempio – abbiamo offerto una consulenza che, se fosse confermata da una perizia, sarebbe assolutamente decisiva nel processo in favore di Sempio: se l’impronta dell’assassino non può essere l’impronta lasciata dal piede di Andrea Sempio, il processo dovrebbe finire. Sorprende che, invece di cercare il contraddittorio su questa prova, si cerchi di trovare l’assassino ideale. In questo processo non va cercato l’assassino ideale, va cercato l’assassino di Chiara Poggi”.