I figli di Bud Spencer: “Papà coltivava l’arte di essere felice. La sua lezione? Si può essere forti senza essere arroganti”

Dieci anni senza Bud Spencer, l’uomo che ha preso a pugni la tristezza, per tutti i bambini che siamo e che siamo stati. Il suo superpotere? No, non i cazzotti: l’ottimismo. Giovedì 18 giugno, Roma dedica a Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, una serata speciale alla Casa del cinema. Nell’arena Ettore Scola, alle 21 parleranno di Bud Spencer i suoi figli Giuseppe e Cristiana. E con loro, grandi protagonisti del nostro cinema: Dario Argento, Ricky Tognazzi, Massimo Ghini e Marco Tullio Barboni. La conversazione sarà coordinata dal giornalista Fabrizio Corallo. Poi, dal 26 al 28 giugno, sarà Cinecittà World a trasformarsi in una grande festa popolare dedicata a Bud Spencer. Tre giornate fra concerti, spettacoli western, stunt shows, incontri con i fan e con la presenza degli Oliver Onions, autori delle colonne sonore più iconiche delle avventure cinematografiche di Bud Spencer e Terence Hill.


Anche Napoli – dove Bud Spencer è nato – renderà omaggio a uno dei suoi figli più celebri. Sarà inaugurato al Centro direzionale un grande murale dell’artista Corrado Teso, e una targa apparirà nella strada in cui Carlo Pedersoli è cresciuto. Segni concreti di un affetto che continua a legare la città all’uomo che, prima di diventare Bud Spencer, era già stato uno straordinario atleta: sette volte campione italiano nei 100 metri stile libero e primo italiano a scendere sotto il minuto, nella distanza regina del nuoto. Attore arrivato per caso sul set, con un nome inventato in fretta – Bud come la birra che amava, Spencer come Spencer Tracy, il suo attore preferito – Carlo Pedersoli è stato uno dei volti più popolari del nostro cinema. Ma anche un padre affettuoso, generoso e amatissimo.

Abbiamo incontrato due dei suoi figli: Giuseppe e Cristiana.

Giuseppe Pedersoli, che effetto fa accorgersi di quanto vostro padre sia ancora amato?

“È incredibile ricevere tutte queste testimonianze di affetto, per un uomo che in fondo non era un campione di calcio, né una star costruita sui social. Eppure, una moltitudine di persone continua ad averlo nel cuore”.

Un omaggio a Bud Spencer
(DIRE) Napoli, 16 giu. – A dieci anni dalla scomparsa di Carlo Pedersoli, per tutti Bud Spencer, Napoli si prepara a rendere omaggio a uno dei suoi figli pi

Lontano dal set, che padre era?

“Una frase lo definisce bene: ‘Ser feliz es mi color de identidad’, essere felice è il mio colore. Lui coltivava l’arte segreta e difficile di essere felice, sempre”.

Aveva molte passioni. Passioni quasi da adolescente, anche in età adulta…

“Come no! Amava la musica, amava gli aeroplani – aveva brevetto di pilota, e faceva lunghe traversate aeree – e ancora a ottant’anni sognava di mettere su una band e fare concerti in giro per l’Italia. Era sempre curioso di nuove avventure”.

Com’era, essere suoi figli?

“Una sorpresa continua. Se diceva ‘Ti accompagno a scuola’, era probabile che non ci arrivassimo mai. Finivamo a vedere una barca, un aeroplano, qualcosa che lo appassionava. Amava i mezzi di locomozione, tutti. Il movimento era la sua dimensione naturale”.

Bud Spencer

Aveva il viaggio nel sangue, suo padre.

“Era un uomo entusiasta, che si adattava a tutti gli ambienti. Ha vissuto alcuni anni in Brasile, facendo mille lavori: si trovò bene con la gente, imparò il portoghese, cantava canzoni brasiliane. In Venezuela fece il bagnino, e si permise di battere il campione venezuelano di nuoto”.

Un uomo così vitale come veniva vissuto da vostra madre?

“Mamma capì subito che doveva lasciarlo libero. Solo così sarebbe sempre tornato. Lui ci amava tutti tantissimo, solo che aveva una fame di vita, di viaggio, di emozioni infinita”.

Bud Spencer e Terence Hill

Cristiana Pedersoli, apprezzata scultrice, ha dedicato al padre il libro ‘Bud. Un gigante per papà. Avventure, amore, passioni di una vita smisurata’ (Giunti). Cristiana, quale messaggio rimane, da suo padre, a tutti noi?

“Il suo amore ha lasciato qualcosa che va oltre il cinema. Un messaggio semplice ma potentissimo: che si può essere forti senza essere arroganti, si può vincere senza umiliare gli altri, e si può vivere il successo senza mettersi su un piedistallo”.

Il suo amore ha lasciato qualcosa che va oltre il cinema

Qual è il ricordo più grande che conserva di lui?

“Condivideva sempre il suo successo con gli altri: dai fonici ai macchinisti. È questa la luce che ha lasciato a tutti noi. La sua generosità, la sua umanità, la sua tenerezza”.