Roma, 17 giugno 2026 – Dagli screenshot con le (false) tracce degli scritti su WhatsAppe alle chat fantasma di Telegram con i finti spoiler prima del via, ma anche il secondo smartphone nascosto e non consegnato ai commissari. È iniziato il conto alla rovescia sulla Maturità 2026 e, tra l’ansia che sale e la frenesia di cercare in rete un appiglio per arrivare all’esame con un vantaggio in più, il tema delle fake news è in agguato. Ma attenzione: le bufale sono tanto false quanto dannose a chi le subisce. Possono portare fuori strada chiunque, anche gli studenti più attenti e preparati.
E allora che fare? Torna anche quest’anno la 19esina edizione della campagna ‘Maturità al sicuro‘, la storica campagna di sensibilizzazione della Polizia di Stato e di Skuola.net per contrastare le fake news sull’esame di Stato più temuto dagli studenti. Ecco i consigli anti-bufale stilato da chi se ne intende per non inciampare a un passo dal traguardo.
Smontare le ‘bufale’ sull’esame di maturità
Le false notizie possono portare a sterili distrazioni, facendo calare la concentrazione che, invece, è necessaria per affrontare uno dei momenti più importanti del percorso scolastico.
Partendo dall’analisi dei comportamenti e delle credenze dei maturandi, l’iniziativa degli agenti esperti di cybersecurity punta a smontare le fake news legate all’esame di maturità e a garantire uno svolgimento sereno delle prove. Un monitoraggio condotto da Skuola.net su un campione di mille maturandi, a pochi giorni dal via dell’esame, restituisce, infatti, un quadro a due velocità. Da un lato, l’attività di informazione di questi anni sembra aver fatto breccia nei nuovi diplomandi: le regole base pare siano state assimilate dalla stragrande maggioranza di loro
Gli screenshot dei (falsi) titoli
È bene diffidare dei messaggi inoltrati. Se ricevi uno screenshot su WhatsApp con presunte tracce degli scritti senza un link diretto al sito del Ministero dell’Istruzione, dubita sempre.
Il falso mito degli spoiler
Il falso mito degli spoiler disponibili prima del via resiste tenacemente, accompagnato da una preoccupante ‘zona grigia’ sull’uso dei dispositivi tecnologici secondari che rischia di generare clamorosi e ingenui incidenti di percorso. Che su Internet circolino previsioni, ‘totoesame‘ o ripassi è una consapevolezza che oggi appartiene solo all’80% dei maturandi.
L’illusione di poter ‘hackerare’ la prova scritta
L’illusione di poter ‘hackerare’ l’esame conoscendo le tracce in anticipo continua ad affascinare. Oggi, infatti, il 20% dei maturandi è convinto di poter scovare qualcosa di utile in rete prima dell’apertura dei plichi ministeriali: il 13% crede che circoleranno in anteprima gli argomenti, mentre un irriducibile 7% è certo di poter trovare il testo integrale delle tracce.
Non stupisce, quindi, che il 16% dei candidati dichiari che trascorrerà la vigilia sveglio fino a tardi, o con la sveglia all’alba, per presidiare social e siti specializzati a caccia dello scoop inesistente. A questi si aggiungeranno un 30% di candidati che starà sveglio o farà tardi, ma fortunatamente solo per ripassare.
Cellulare: c’è chi è convinto di poterlo usare
Le buone notizie arrivano sul fronte del ‘nemico pubblico numero uno’ quando si parla di procedure ufficiali: lo smartphone. L’85% dei maturandi sa perfettamente che il telefono va consegnato alla commissione prima di sedersi al banco, pena l’invalidazione della prova (e dell’esame).
Un dato leggermente migliore rispetto al passato, ma rimane tuttavia uno zoccolo duro del 15% che potrebbe rovinare tutto per una leggerezza: il 10% è convinto di potere tenere il cellulare in tasca purché rimanga spento, mentre un 5% si illude di poterlo persino usare, credendo di rischiare al massimo un abbassamento del voto finale.
Smartwatch da polso: si rischia l’esclusione
Inoltre, se lo smartphone viene ormai percepito diffusamente come un ‘ospite’ indesiderato, l’attenzione cala drasticamente quando si parla di device tecnologici da polso o indossabili. Quasi uno studente su cinque (il 19%) potrebbe rischiare l’esclusione per colpa dello smartwatch: il 16% pensa di poterlo tenere al polso a patto che sia disconnesso da Internet, mentre il 3% crede di poterlo usare senza alcuna limitazione.
IA senza connessione: cosa c’è da sapere
La nebbia si fa ancora più fitta sui dispositivi tecnologici e app che consentono di usare l’Intelligenza Artificiale senza connessione: quasi un quarto dei maturandi (il 23%) è convinto di poterli portare in aula, credendo erroneamente che basti “non comunicare con l’esterno” (20%) o che le conseguenze di un eventuale richiamo si limitino a una banale penalità sul voto (3%). Ecco perché campagne come quella ‘antibufale’ di Polizia di Stato e Skuola.net sono estremamente utili per diffondere messaggi corretti e sgomberare il campo da convinzioni fuorvianti.
I consigli anti-bufale di Giusy di Fratta: il video
Tutti i consigli per evitare di cadere nella trappola delle ‘bufale’ sono racchiusi anche in un breve video costruito in linea con le tendenze social del momento, utilizzando quindi un linguaggio il più vicino possibile a quello degli studenti.
Il contenuto vede come protagonista la celebre content creator Giusy di Fratta – molto seguita su TikTok e Instagram e membro dell’Associazione Creator Economy Italia (Ace), partner della campagna – alle prese con vani tentativi di superare l’esame sfruttando appunto l’appiglio delle fake news più diffuse alla vigilia della Maturità 2026.
“Sono ammessi in prima prova vocabolario italiano e dizionario italiano-lingua madre (per studenti di origine non italiana). Sono ammessi in seconda prova calcolatrici scientifiche e grafiche (secondo lista modelli MIM), dizionari di lingua straniera, manuali e strumenti tecnici specifici di indirizzo”, spiega Giusy di Fratta.
E ancora: “Penne a cura del candidato. I fogli restano casa, li passa la commissione. Documento di identità, fondamentale non dimenticarlo. Non arrivare tardi, altrimenti devi sostenere l’esame in sessione suppletiva a luglio.