Roma – Onorevole Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, lo Stabilicum sarebbe dovuta essere già legge, invece è tutto fermo.
“Non è tutto fermo. C’è un testo depositato, con un principio fondamentale, che tutti condividiamo. Mi sarei aspettato, anzi, che lo condividesse pure l’opposizione”.
Quale principio?
“Deve essere garantita la volontà degli elettori, permettendo che questa volontà possa esprimersi per 5 anni nell’azione di governo e nel ruolo dell’opposizione”.
Il Pd sostiene che i problemi siano altri. Perché perdere tempo con una nuova legge elettorale?
“Per rendere di nuovo possibile ciò che l’Italia ha scoperto in questi quattro anni: la stabilità. Valore fondamentale per il Paese, per il nostro ruolo internazionale e per l’economia”.
Dicono: vogliono cambiare legge per attaccarsi al potere…
“Ma le leggi elettorali si fanno per tutti, possibilmente con l’impegno di tutti. Anche perché, do loro una notizia: solitamente chi fa la legge elettorale, le elezioni le perde…”
Torniamo alle questioni aperte.
“Una che ci preme molto è il voto ai fuorisede. Alla manifestazione in merito, fuori dalla Camera, qualche giorno fa, c’erano anche i giovani di Noi Moderati. Ci impegniamo per trovare una soluzione”.
Utile ed encomiabile. Ma il vero punto caldo, onorevole, è quell’altro…
“Le preferenze”.
Esatto.
“Non è un mistero che Fratelli d’Italia e Noi Moderati siano favorevoli, Lega e Forza Italia no. E mi risulta che pure l’opposizione sia divisa”.
Come se ne esce?
“Come sempre in questa maggioranza. Si lavora, ci si confronta e si trova una sintesi”.
Non è un mistero che Fratelli d’Italia e Noi Moderati siano favorevoli, Lega e Forza Italia no. E mi risulta che pure l’opposizione sia divisa
Se il tema era così cruciale, perché non inserirlo subito?
“Sapevamo di avere visioni divergenti. Si è scelto perciò intanto di presentare un testo con le questioni essenziali e condivise e delegare il dibattito all’Aula”.
L’opposizione accusa: cercano lo stallo, perché la legge elettorale in realtà non vogliono più farla: hanno capito che aiuterebbe Vannacci.
“Io credo che con tutte queste discussioni su Vannacci si stia facendo proprio il suo gioco”.
Meglio ignorarlo?
“Meglio fare una legge elettorale che valga per tutti. Dopodiché Vannacci farà al Paese la sua proposta, noi faremo la nostra, il campo largo la sua, il nuovo Movimento 5 Stelle, se ci sarà, la sua. Avere più proposte è una ricchezza, si chiama democrazia. Le misureremo nelle urne, con la certezza che, grazie alla nuova legge elettorale, chi avrà più voti governerà”.
Gli sherpa lavorano, ma intanto gira voce di un baratto tra Lega e FdI: autonomia differenziata in cambio di preferenze.
“Fantapolitica. L’autonomia differenziata era nel programma di governo, perciò si farà, pur con le correzioni che la Corte Costituzionale ci ha indicato. Anche la legge elettorale si farà, e di preferenze si parla perché è un’esigenza che molti elettori ci indicano. Non servono scambi, patti o altro.
Poco prima di questa intervista lei si è dimesso, come gli altri membri, dalla Commissione di vigilanza Rai. Perché?
“Le dimissioni sono l’esito e il frutto della visione politica del muro contro muro che ama tanto l’opposizione. Non si era mai visto uno stallo del genere. Noi, all’opposizione, votammo contro l’elezione di Foa la prima volta, poi però permettemmo la sua elezione. Perché, al di là di tutto, far funzionare un organo così importante è un’assunzione di responsabilità”.
Ma ora cosa accadrà?
“Spero si metta un punto, si vada a capo e si possa ricominciare. Andiamo verso un anno importante, in cui si andrà al voto, e che il servizio pubblico possa avere una Commissione di Vigilanza autorevole, che garantisca la funzione del servizio pubblico nel rispetto del pluralismo, è un dovere di tutti”.