Roma – “La grazia a Mario Roggero, se ci sarà, sarà prerogativa del presidente della Repubblica”. Ma su una cosa Francesco Paolo Sisto, penalista, senatore e viceministro della Giustizia, vuol essere chiaro: la clemenza non è e non potrà mai essere un quarto grado di giudizio.
Ecco, allora, viceministro, partiamo dal giudizio. Come giudica il percorso penale di Roggero?
“Non conosciamo le motivazioni della sentenza della Cassazione, che arriveranno solo tra 90 giorni. Ad oggi, perciò, possiamo basarci solo sulla sentenza d’appello, che è molto chiara”.
Su quali aspetti?
“A Mario Roggero sono state concesse due attenuanti, ovvero la provocazione e le attenuanti generiche. Considerando i due omicidi e un tentato omicidio, e prescindendo dal caso specifico, con tutti i suoi risvolti, si tratta di una pena mite”.
A Mario Roggero sono state concesse la provocazione e le attenuanti generiche
Non è stata riconosciuta però la legittima difesa. Per alcune parti politiche, ad esempio la Lega, è un errore.
“Ripeto: della Cassazione aspettiamo le motivazioni. Ma la sentenza di secondo grado ha una sua piena linearità giuridica”.
Dunque, l’unica via d’uscita è la grazia…
“Su questo tema deciderà il presidente Mattarella, unico dominus. Ma sia chiaro: non c’è una revisione del processo, non ci suono nuove prove capaci di sovvertire il suo esito”.
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Perché le preme sottolinearlo?
“Sta passando in queste ore nel dibattito pubblico e politico l’idea che la grazia sia un’alternativa alla colpevolezza. Ma se qualcuno pensa che serva a disapplicare le sentenze, è un’eresia: non è così. E così fosse diventerebbe un quarto grado di giudizio”.
Il ministero avrà un ruolo?
“Non può averlo. Ecco un altro malinteso di queste ore. Non ci chiamiamo più ministero di Grazia e Giustizia, ma solo di giustizia. La grazia è prerogativa del Colle dalla A alla Z ed è giusto così”.
Se così è, come mai il ministro Nordio è dovuto salire al Colle?
“Quell’incontro mi è sembrato più un chiarimento istituzionale sul caso, non vedo fantasiosi scontri in atto. Il presidente Mattarella avrà voluto ottenere notizie sul caso. Quello che posso dire, e ribadire, è che nel Ministero ad oggi non si è mosso niente in merito al caso Roggero. Nessuna iniziativa, di nessun tipo”.
Le iniziative ci sono state però da molte parti politiche. Dalla Lega a Futuro Nazionale fino alla sinistra, su pareri opposti, è sembrata una gara a dire la propria. Voi?
“Forza Italia non insegue le iniziative altrui. ll presidente Berlusconi ci ha insegnato, semmai, a stare in testa e venire seguiti…”.
Fuor di battuta?
“Il mio parere personale è che su queste vicende, al di là della solidarietà, non si possa e non si debba andare. C’è una sentenza definitiva e c’è una sua applicazione. L’eventuale grazia verrà valutata dal Colle. Diverso è l’argomento del risarcimento…”.
Ne ha parlato anche la premier, pur senza riferimenti diretti alla vicenda di Roggero.
“Il disegno di legge sul risarcimento del danno credo sia la risposta migliore che il Governo potesse dare sul tema. Chi viene a casa tua armato e, come in questo caso, mette il coltello sulla gola di tua moglie, si rende protagonista di un evento gravissimo che non può essere guardato con indifferenza. È un rischio calcolato, lo dice perfino il codice civile: se il creditore concorre alla creazione del danno, il risarcimento è conseguentemente diminuito. Non può che valere, a maggior ragione, su questioni così gravi”.
La malizia di fine intervista è: perlomeno sul ddl sicurezza non avete avuto intoppi.
“Non ce ne saranno neanche sugli altri temi ancora in aula: la prescrizione, il sequestro degli smartphone da parte dei giudici, le norme sulla sicurezza sul lavoro. Lo stop al tentativo di ripristinare intercettazioni a strascico…”.
Dunque la maggioranza tiene, nonostante gli ultimi scossoni?
“Io penso che il Governo, anche in un momento di maestrale, sia capace di governare le vele. Ne abbiamo tutte le qualità e abbiamo volontà di rimanere coesi per portare a casa gli ultimi risultati, per il bene del Paese”.